Connessioni femministe: Jane Austen e Mary Wollstonecraft

Cari lettori, per tentare di aggiornarvi con quanta più attenzione possibile in merito ai contributi, alle notizie e ai dibattiti sulle opere di Jane Austen, abbiamo chiesto alla redazione di “Persuasions“, la rivista ufficiale della JASNA (Jane Austen Society of North America) di poter tradurre per voi in italiano alcuni degli articoli pubblicati sul loro sito web. Abbiamo ricevuto una risposta positiva, e siamo quindi lieti di inaugurare questo percorso con la traduzione di un pezzo che ci è sembrato particolarmente importante, perché prende in considerazione uno degli aspetti più discussi e delicati dell’ambito di studio austeniano. L’articolo di Miriam Ascarelli, di cui potete leggere la traduzione in questo post, esamina infatti il punto di vista “protofemminista” della scrittura di Austen, confrontandolo con il pensiero di colei che fu la prima teorica del femminismo europeo: Mary Wollstonecraft. Siamo certi che questo ottimo studio susciterà il vostro interesse, stuzzicherà le  vostre riflessioni e, perché no, accenderà una discussione molto istruttiva. Buona lettura.

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Connessioni femministe: Jane Austen e Mary Wollstonecraft
di Miriam Ascarelli
Persuasions On-Line
, V.25, NO.1 (Winter 2004)

Cosa hanno in comune Jane Austen, figlia nubile di un ecclesiastico, che scrisse sei romanzi a proposito di giovani donne sulla strada del matrimonio, e Mary Wollstonecraft, la progenitrice del femminismo moderno?

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Jane Austen e Venezia

Un recente articolo di Diana Birchall apparso sul sito Austen Auhors si è dedicato alle lontane corrispondenze che legano Jane Austen a una delle nostre città, Venezia. Venezia è in particolar modo la mia città – di cuore, se non più di residenza – e spesso, passeggiando lungo i canali, mi sono ritrovata a pensare a quanto Jane Austen ne sarebbe rimasta affascinata, se avesse avuto modo di visitarla. La linea che collega al cielo i suoi tetti e i suoi innumerevoli campanili è come il raffinato orlo di un merletto, le fondamenta che si stendono sotto il sole, lungo i corsi dell’acqua, assomigliano ai nastri di seta di un abito da ballo, e i profili delle donne dietro le vetrate istoriate che si affacciano sui campi e sulle calli ricordano le miniature, i cammei, i medaglioni così diffusi nell’epoca Regency. E più di tutto, la nostra scrittrice sarebbe stata entusiasta delle complicate dinamiche sociali di una città così piccola eppure così viva, porto di ricchezze, di racconti, di marinai, di tradizioni straniere e di infiniti pettegolezzi locali. Venezia sarebbe stata per lei uno straordinario patchwork di tutti i luoghi delle sue narrazioni: le chiacchiere di Hartfield, la vanità di Bath, gli intrighi di Londra, i misteri di Northanger Abbey, la sontuosità di Pemerley, l’odore del mare di Lyme Regis.

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Jane Austen lettrice

Nei romanzi e nelle lettere di Jane Austen ci sono numerosi accenni ai suoi autori e opere preferite, o comunque a quelle circolanti in casa e lette la sera a voce alta dal Rev. Austen. Innanzitutto, nessuno in famiglia si vergognava di apprezzare quel genere letterario relativamente nuovo che era il romanzo e si iscrivevano alle biblioteche circolanti proprio per poter essere aggiornati sulle nuove uscite, gustarle e commentarle insieme:

Io ho ricevuto una nota molto cortese da Mrs Martin con la richiesta di Abbonarmi alla sua Biblioteca che apre il 14 gennaio, e di conseguenza le ho dato il mio nome, o meglio il Tuo. I Soldi li mette la Mamma. – Anche Mary si abbona, il che mi fa piacere, ma non me l’aspettavo. – Come incentivo all’abbonamento Mrs Martin ci dice che la sua Collezione non consiste solo di Romanzi, ma di ogni genere di Letteratura, ecc. ecc. – Avrebbe potuto risparmiarsi questa ostentazione con la nostra famiglia, dove ci sono grandi lettori di Romanzi che non si vergognano di esserlo; – ma suppongo che fosse necessaria per l’auto-compiacimento di metà dei suoi Abbonati.
(Lettera 14, 18-19 dicembre 1798)

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La cara zia Jane

Romina Angelici stavolta scava nelle lettere di JA per raccontarci il rapporto con i nipoti e le nipoti.

La famiglia Austen non difettava di discendenti: dal 1793 (nascita di Fanny, figlia di Edward) al 1817 (l’anno della morte di JA e della nascita di Elizabeth, figlia di Frank) ne nacquero venticinque da quattro degli otto figli del rev. Austen e della moglie Cassandra Leigh: James. Edward, Frank e Charles (George, Cassandra e Jane non si sposarono, e Henry si sposò due volte ma non ebbe figli).

I nipoti
I nipoti

Quasi tutti sono citati da JA, e quattro di loro (i tre figli di James – Anna, James Edward e Caroline – e la primogenita di Edward, Fanny) sono anche destinatari di alcune lettere, oltre a un biglietto scherzoso del gennaio 1817 (con parole scritte al contrario) indirizzato a una delle figlie di Charles, Cassandra Esten, che all’epoca aveva poco più di otto anni.
Le notizie o i riferimenti alle due nipoti più grandi, Fanny e Anna (nate entrambe nel 1793) dimostrano sia come fossero diventati abbastanza grandi da fornire materia di interesse e conversazione tra le due zie, sia come lo stesso atteggiamento di Jane verso di loro stesse cambiando: premuroso e complice allo stesso tempo, affettuoso e obiettivo, da “Zia”.

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Una nuova pagina: JA Study Guide

Un’immagine della Bodleian Library, da bodley.ox.ac.uk

Oggi presentiamo una nuova pagina di jasit.it: è una “guida allo studio” dedicata a tutti coloro che, come noi, sono così appassionati dell’opera e della biografia di Jane Austen da desiderare di saperne sempre di più. Anche gli studenti (di tutte le età e di tutti i livelli scolastici – dalle scuole superiori all’università) potranno beneficiare delle informazioni contenute in questa pagina; potranno consultarla infatti come una “bibliografia ragionata” nella quale trovare tanti testi da consultare, da leggere e da citare per approfondire la loro conoscenza della nostra autrice e per poter poi scrivere eventuali elaborati, tesine o tesi di laurea. Speriamo davvero che possa esservi utile!

Per accedere alla pagina, cliccate su https://www.jasit.it/jane-austen-study-guide/

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Fratelli e sorelle

Il nostro recente post “Sorelle nel romanzo e nella realtà” ci ha fatto ripensare a quale importanza rivestano, nella biografia e nelle storie di Jane Austen, i rapporti tra fratelli e sorelle.

Le lettere di Austen che sono giunte fino a noi sono la principale testimonianza della forza del legame esistente tra l’autrice e la sorella maggiore Cassandra (uniche due femmine nella numerosa prole di Mr e Mrs Austen); il ruolo di Cassandra è quasi quello di uno specchio sul quale si riflettono i pensieri di Jane, ovvero quelle sue immediate “prime impressioni” del tutto libere dai normali ripensamenti generati dalla necessità della scrittura narrativa. Grazie alle lettere possiamo percepire la straordinaria portata dell’ironia di Jane, ma possiamo anche indulgere nella tenerezza di certe sue manifestazioni di rimpianto, o ci viene data la possibilità di interpretare talune ambiguità delle sue opinioni e dei suoi ricordi.

Jane e Cassandra Austen nel film Becoming Jane

Non sorprende, di conseguenza, che i protagonisti dei sei romanzi canonici siano sempre rappresentati, nel bene e nel male, in affinità, in paragone o in conflitto con i loro fratelli o le loro sorelle. Se i più celebri esempi di tale raffigurazione sono senz’altro Jane e Elizabeth Bennet (Orgoglio e pregiudizio) e Elinor e Marianne Dashwood (Ragione e sentimento), sulle quali si sono espressi, come visto anche nel post citato in precedenza, commenti e elucubrazioni relativi ad una possibile immedesimazione dell’autrice con le sue creature, molto interessanti sono, a nostro avviso, anche altri rapporti di fraternità e sorellanza, forse considerati con minore frequenza.

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