Tra le attività di JASIT vi è sicuramente il reperire e mettere in luce il lavoro dei giovani studiosi e studiose italiani. Molti giovani Numerosi dedicano le loro fatiche alla scrittura di Jane Austen, però le loro tesi o i loro contributi spesso vengono dimenticati negli archivi accademici poco accessibili al pubblico. JASIT vuole tentare di ovviare a questa realtà offrendo il suo spazio alle idee di giovani pensatori italiani che hanno trovato in Austen un importante spunto di riflessione letteraria.
La nostra ospite oggi, per la rubrica «Giovani Studiosi dialogano con JASIT», è Maria Cristina Santovito, giovane Laureata in Lingue e Letterature Straniere con una grande passione per Jane Austen che ha dedicato sia la tesi triennale che quella specialistica ad approfondimenti sulla scrittrice e le sue opere.

(Bologna, Italy) – Laureata in Ingegneria Meccanica e con un Dottorato di Ricerca in Meccanica dei Materiali e Processi Tecnologici, ha sempre affiancato agli studi e alla professione tecnica una forte passione per la letteratura. Autrice di pubblicazioni tecnico-scientifiche e divulgative in italiano e inglese per riviste e convegni, e molteplici racconti, prima contenuti in un blog e poi in un volumetto. Dal 2019 è entrata a far parte del Consiglio Direttivo di JASIT e dal 2021 dirige la rivista di JASIT “Due pollici d’avorio”.
In questi giorni sul web, su testate italiane anche importanti, imperversano articoli che parlano della messa in vendita della casa di Steventon in cui Jane Austen abitò per venticinque anni – ovvero dalla sua nascita, nel dicembre 1775, fino al 1801– e dove la scrittrice stilò le prime stesure di Orgoglio e pregiudizio, Ragione e sentimento e L’abbazia di Northanger.