Le case di Jane Austen

Il 30 gennaio 2017 la casa editrice flower-ed ha pubblicato il saggio Le case di Jane Austen di Mara Barbuni, co-fondatrice di JASIT e direttrice della rivista dell’associazione, Due pollici d’avorio.

Il libro è dedicato al valore che le case hanno assunto e assumono per Jane Austen e per i suoi personaggi. Mentre ciascuno dei capitoli è dedicato in particolare a uno dei romanzi canonici (con l’eccezione del primo, di natura biografica), il percorso di lettura tracciato da questo saggio prende in esame l’architettura delle case che compaiono nelle storie austeniane, il loro arredamento, gli oggetti che le decorano, il denaro necessario a mantenerle e i guadagni ottenuti dallo sfruttamento (più o meno aggressivo) delle proprietà, i passatempo, la comunicazione, le abitudini alimentari e tanti altri particolari. Scopo di questo lavoro è rinvenire, sei romanzi canonici, il ritratto di un’epoca intera, dal punto di vista della sua realtà storica, economica, estetica e politica – sfondo cruciale per il racconto dei percorsi di maturazione e di crescita individuale delle protagoniste di Jane Austen.

Scheda del libro
Le case di Jane Austen
di Mara Barbuni
flower-ed, Roma
Ebook e brossura (180 pagine)
Prima edizione: gennaio 2017
Euro 7,99 (ebook) e 15 (cartaceo)
ISBN 978-88-97815-87-7

Il libro è reperibile sul sito internet della casa editrice e nelle librerie online. Qui la pagina Amazon dedicata.

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Le edizioni speciali Bicentenario di JASIT nella biblioteca di Chawton

Nella casa-museo di Jane Austen a Chawton, il famoso Jane Austen’s House Museum, al piano terra, c’è una piccola biblioteca che raccoglie anche le edizioni delle opere della grande scrittrice in altre lingue.
Di questo angolo di paradiso dei lettori e dei Janeite, conservo un ricordo personale molto vivido, che risale al giugno del 2012 ed è legato anche al dispiacere di non vedere alcuna edizione italiana sugli scaffali, con la sola eccezione di una selezione di lettere edita da un’università italiana (e fuori commercio). L’idea di fondare JASIT stava maturando proprio in quel periodo e, insieme alla mia compagna di viaggio, Petra Zari (futura cofondatice della nostra Society), decidemmo che avremmo fatto in modo di contribuire a colmare questa lacuna con qualcosa di speciale.
Qualche mese più tardi nacque JASIT e, poco dopo, vide la luce anche la prima pubblicazione, l’edizione speciale Bicentenario di Orgoglio e Pregiudizio, con traduzione di Giuseppe Ierolli, progetto grafico di Petra Zari ed il contributo operativo delle altre socie fondatrici, Mara Barbuni e Gabriella Parisi. Inviarne una copia a casa di Jane Austen a Chawton fu un gesto spontaneo e collettivo che realizzava il desiderio comune, nutrito per tanti mesi, di contribuire ad arricchire la “sua” biblioteca con edizioni nella lingua che pure conosceva un poco.

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Come testimonia questa foto del 21 novembre scorso, scattata e pubblicata dall’utente Instagram @emilyisruth (link al post originale in fondo all’articolo), grazie all’iniziativa di JASIT i visitatori della biblioteca del Jane Austen’s House Museum oggi possono finalmente consultare la versione italiana di almeno due romanzi: oltre a Orgoglio e Pregiudizio già citato (la sua costola color lavanda è quasi al centro della foto: è il primo libro del 4° scaffale partendo dall’alto), c’è anche Mansfield Park (è la costola verde visibile in alto a destra, un po’ tagliata ma ben leggibile).
Ad essi, si aggiungerà presto anche la festeggiata del 2015-16, Emma, e provvederemo ad inviare una copia dei prossimi volumi a mano a mano che celebreremo i Bicentenari, recuperando anche Ragione e Sentimento (festeggiato nel 2011, anno in cui JASIT era ancora soltanto una bella idea che animava le conversazioni di alcuni fondatori).

Se andate in visita al cottage di Chawton, non mancate di curiosare nella biblioteca e di cercare le tracce di queste edizioni speciali,

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ambasciatrici delle versioni in lingua italiana presso la casa di Jane Austen.


Chi desiderasse regalare o regalarsi uno o tutti i volumi già usciti in edizione speciale Bicentenario JASIT può consultare l’apposita sezione alla pagina Pubblicazioni JASIT in questo sito.
(NB: il sito ilmiolibro.it, dove è possibile acquistare queste edizioni, informa che fino al 10 dicembre le spedizioni sono gratis per gli acquisti superiori a 29 euro)


Fonti iconografiche:
foto sul profilo Instagram di @emilyisruth
– Le due foto di Orgoglio e Pregiudizio estratto dallo scaffale sono state scattate da Mara Barbuni, cofondatrice e membro del Consiglio Direttivo di JASIT

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Lizzy e Darcy, i disfunzionali prediletti del mondo – di Nadia Terranova

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Pubblichiamo oggi un articolo che Nadia Terranova, scrittrice e traduttrice (sua è la traduzione italiana dei graphic novel che Marvel ha tratto dai romanzi austeniani, come indicato nel post dedicato alla recente pubblicazione di Orgoglio e Pregiudizio) ha scritto lo scorso mese di gennaio per celebrare il Bicentenario del capolavoro di Jane Austen, Orgoglio e Pregiudizio.
L’articolo è apparso per la prima volta il 17 gennaio 2013 sul blog di Nadia Terranova: http://nadiaterranova.com/2013/01/17/orgoglio-e-pregiudizio-200/

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Lizzy e Darcy, i disfunzionali prediletti del mondo

Tra una settimana Orgoglio e pregiudizio compie duecento anni, però sembra proprio un ragazzino.

«Devo confessare che ritengo Elizabeth la creatura più deliziosa mai stampata e non so proprio come farò a sopportare quelli a cui non piacerà» scrive Jane Austen alla sorella il giorno dopo la pubblicazione. Come per ogni capolavoro che si rispetti il travaglio era stato faticoso: dalle trattative con l’editore l’autrice era uscita con un certo malcontento («Egerton paga 110 sterline. Ne avrei volute 150, ma non potevamo essere entrambi soddisfatti») e prima ancora c’era stata la solita storia di rifiuti e riscritture (la prima versione era tornata al mittente senza neanche essere stata degnata di una lettura). Un mese dopo, in un’altra lettera, Austen rincara la dose: «La sua predilezione per Darcy ed Elizabeth mi basta», taglia corto parlando della nipote, «Se vuole può anche detestare gli altri personaggi». Vedeva giusto. Tra film, fiction, musical, fumetti e adattamenti di ogni tipo, la coppia di Orgoglio e pregiudizio non è più solo la prediletta dell’autrice e dei suoi parenti, è diventata la prediletta del mondo intero. La signorina Bennet e il signor Darcy sono usciti dal salotto della famiglia Austen per invadere il nostro: basti pensare all’Inghilterra quando andò in onda lo sceneggiato della BBC con Colin Firth, le strade si svuotavano e le famiglie si riunivano davanti al televisore come da noi forse solo ai tempi di Rischiatutto. Se poi c’è qualcuno che pensa ancora che quello austeniano sia un culto di genere, farebbe bene a leggere questo libro di William Deresiewicz (La vita secondo Jane Austen, N.d.R.) in cui l’autore – sì, un uomo – racconta come Orgoglio e pregiudizio l’abbia aiutato a mettere a fuoco dove stava sbagliando con la ragazza con cui usciva.

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In uscita l’edizione italiana di Orgoglio e Pregiudizio a fumetti firmata Marvel

orgoglio_pregiudizio_marvel_paniniNell’anno del Bicentenario della pubblicazione di Orgoglio e Pregiudizio, non poteva mancare l’edizione italiana del fumetto che Marvel ha dedicato al capolavoro di Jane Austen, grazie a Panini Comics, che pubblica in Italia i fumetti Marvel.
La versione in formato graphic novel della vicenda di Elizabeth Bennet & Co. ha avuto grande successo nella versione originale pubblicata nel 2009 negli Stati Uniti. Il testo è stato adattato con grande abilità da Nancy Butler e illustrato da un disegnatore molto apprezzato dagli appassionati dei fumetti Marvel, Hugo Petrus.
La traduzione italiana è stata curata da Nadia Terranova, scrittrice e traduttrice nonché appassionata ammiratrice di Jane Austen.

Il libro arriverà in libreria il 18 luglio ma è già disponibile in fumetteria e nello shop on-line da questa settimana. In quest’ultimo caso, Panini offre sul proprio sito uno sconto del 10% sul prezzo di copertina.

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Fratelli e sorelle

Il nostro recente post “Sorelle nel romanzo e nella realtà” ci ha fatto ripensare a quale importanza rivestano, nella biografia e nelle storie di Jane Austen, i rapporti tra fratelli e sorelle.

Le lettere di Austen che sono giunte fino a noi sono la principale testimonianza della forza del legame esistente tra l’autrice e la sorella maggiore Cassandra (uniche due femmine nella numerosa prole di Mr e Mrs Austen); il ruolo di Cassandra è quasi quello di uno specchio sul quale si riflettono i pensieri di Jane, ovvero quelle sue immediate “prime impressioni” del tutto libere dai normali ripensamenti generati dalla necessità della scrittura narrativa. Grazie alle lettere possiamo percepire la straordinaria portata dell’ironia di Jane, ma possiamo anche indulgere nella tenerezza di certe sue manifestazioni di rimpianto, o ci viene data la possibilità di interpretare talune ambiguità delle sue opinioni e dei suoi ricordi.

Jane e Cassandra Austen nel film Becoming Jane

Non sorprende, di conseguenza, che i protagonisti dei sei romanzi canonici siano sempre rappresentati, nel bene e nel male, in affinità, in paragone o in conflitto con i loro fratelli o le loro sorelle. Se i più celebri esempi di tale raffigurazione sono senz’altro Jane e Elizabeth Bennet (Orgoglio e pregiudizio) e Elinor e Marianne Dashwood (Ragione e sentimento), sulle quali si sono espressi, come visto anche nel post citato in precedenza, commenti e elucubrazioni relativi ad una possibile immedesimazione dell’autrice con le sue creature, molto interessanti sono, a nostro avviso, anche altri rapporti di fraternità e sorellanza, forse considerati con minore frequenza.

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Le radici di Jane Austen nello Hampshire

Vi offriamo qui la traduzione di un sognante articolo di Sophie Campbell alla scoperta delle radici di Jane Austen (pubblicato sul Telegraph lo scorso 16 aprile). Potreste trovarlo utile come una piccola guida per un meraviglioso viaggio nei luoghi di Jane! Scrive Campbell:

Ci troviamo sotto una disordinata fila di alberi inglesi, a sbirciare un deserto campo dello Hampshire che si stende al di là di una recinzione di filo spinato. Fa così freddo che la terra stessa sembra stretta nella sua morsa, mentre digrada in direzione di una siepe, una cancellata e una stradicciola di campagna. Questo è il luogo dove nacque Jane Austen, ma non si vede alcuna insegna marrone (in Inghilterra i luoghi di interesse turistico sono contrassegnati da indicazioni su fondo marrone, NdT). Non si vede neppure una casa: il rettorato di Steventon, con le sue sette stanze, il suo rustico porticato, l’orto di Mrs Austen e il granaio dove Jane e i suoi fratelli giocavano, sono scomparsi da tempo.

E tuttavia noi guardiamo. La nostra celebre romanziera potrebbe aver rotolato giù da questa collina quand’era bambina, come Catherine Morland in L’abbazia di Northanger. O anche no, ma questo è il bello del turismo letterario: puoi sognare.

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