Accadde ad agosto… nella vita di Jane Austen

Una veduta di Lyme Regis

Agosto è il cuore della stagione estiva e per noi, donne e uomini di oggi, rappresenta la pausa per eccellenza, il periodo, cioè, in cui le attività consuete che caratterizzano l’intero anno rallentano a favore di ritmi più lenti o vengono messe da parte per lasciare più spazio alle attività del tempo libero, dello svago, dei viaggi – in breve: alle vacanze.
Ai tempi di Jane Austen, in un’epoca, quella tra fine Settecento e inizio Ottocento, in cui solo la classe sociale più bassa lavorava per vivere (con poche, rarissime eccezioni faticosamente tollerate, per alcuni mestieri della classe media, come ben ci insegna la stessa Jane Austen, con i suoi curati, commercianti, avvocati, militari e istitutrici o governanti), non esisteva un vero e proprio periodo di vacanza.
Ai primi accenni di caldo, chi se lo poteva permettere abbandonava le città per rifugiarsi in campagna o in località di mare o termali (alcune, come Brighton o Bath, erano molto di moda). Di certo, la bella stagione rendeva più facili gli spostamenti per recarsi in visita a parenti e amici o per compiere qualche viaggio alla scoperta delle bellezze paesaggistiche o architettoniche del paese. È chiaro che non si trattava di abitudini di massa, come oggi, ed essenzialmente il mese di agosto era un mese come gli altri.

Mentre ci prepariamo ad affrontare questo “mese spartiacque”, con il Ferragosto che svuoterà le nostre città e renderà tutto quasi immobile in attesa della ripresa del mese di settembre, vi propongo di dare un’occhiata alla vita di Jane Austen per scoprire come lo ha trascorso e quali eventi lo hanno segnato nel corso degli anni, tra vicende familiari e lavoro di scrittura.

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George Austen, il fratello scomparso

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La famiglia Austen: il rev. George Austen, la moglie, Cassandra Leigh, e i loro otto figli: James, George, Edward, Henry, Cassandra, Frank, Jane e Charles

Il reverendo George Austen e la moglie Cassandra ebbero otto figli, ma il secondo, chiamato George come il padre, è praticamente assente dalle cronache familiari. Nella biografia scritta nel 1869 dal nipote James Edward Austen Leigh non se ne trova menzione (nel primo capitolo Edward e Henry sono citati come secondo e terzo figlio della coppia, mentre in realtà erano il terzo e il quarto), e lo stesso accade nell’epistolario di Jane Austen, anche se la perdita di gran parte della sua corrispondenza non può darci la certezza che non ne abbia mai parlato nelle sue lettere.
George Austen nacque il 26 agosto 1766, un anno e mezzo dopo la nascita del primogenito James, nella canonica di Deane, prima che gli Austen si trasferissero in quella di Steventon nell’estate del 1768. I genitori si accorsero quasi subito della presenza di un qualche handicap mentale, del quale non sappiamo nulla di preciso. La madre ne fa menzione in una lettera dell’8 luglio 1770 alla cognata Susanne Walter, moglie del fratellastro del marito, quando George stava quindi per compiere quattro anni:

Ti ringrazio molto per il tuo cortese auspicio circa un miglioramento di George. Dio solo sa quando e se possa essere possibile, ma, per quanto io possa giudicare al momento, non possiamo essere troppo ottimisti su questo argomento; comunque vada, abbiamo comunque una consolazione: non è sicuramente un bambino cattivo o aggressivo.
(In: Austen Papers 1704-1856, edited by R. A. Austen-Leigh, Spottiswoode, Ballantyne & Co., 1942, pag. 23)

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Soldi, soldi, soldi…

Uno scapolo con un’ampia fortuna; quattro o cinquemila l’anno.
(Orgoglio e pregiudizio, cap. 1)

Nei romanzi di Jane Austen ci sono moltissime informazioni sulla situazione finanziaria dei personaggi, talvolta precise, altre volte più vaghe. È innegabile come l’abbondanza di questi riferimenti dimostri l’importanza del fattore economico nei rapporti, matrimoniali e non, tra i personaggi, e anche se forse tendiamo a considerarla una peculiarità della società e dell’epoca descritte da JA è altrettanto innegabile che i soldi siano importanti anche adesso, con comportamenti forse un po’ diversi, meno diretti, ma con un’importanza che non è certo minore.

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La banconota da dieci sterline con l’effige di Jane Austen che sarà distribuita dal 2017

C’è però una difficoltà: quella di leggere le cifre riportate da JA con occhi odierni, ovvero di sapere che rendita annua dovremmo avere oggi per eguagliare quelle, per esempio, dei due personaggi austeniani più ricchi: di Mr. Rushworth (12.000 sterline) e Mr. Darcy (10.000), La cosa è molto complicata, dato che i parametri dell’epoca erano molto diversi dagli attuali.

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Jane Austen e la poesia

Le sue letture erano molte estese in storia e belle lettere, e la sua memoria estremamente tenace. I suoi scrittori morali prediletti erano Johnson per la prosa e Cowper per la poesia.
(Henry Austen, Nota biografica sull’autore, 1817)

Tra i suoi scrittori preferiti, i primi posti erano occupati da Johnson per la prosa, Crabbe per la poesia, e Cowper per entrambe. […] Adorava Crabbe, forse per una certa somiglianza con lei nei dettagli più minuti e finemente cesellati, e talvolta diceva, per gioco, che se mai si fosse sposata avrebbe voluto diventare Mrs. Crabbe, guardando all’autore come a un’idea astratta, senza conoscerlo e senza curarsi di che tipo d’uomo fosse. Lo Scott poeta le piaceva moltissimo; non visse abbastanza da conoscere molto dei suoi romanzi.
(James Edward Austen-Leigh, Ricordo di Jane Austen, 1870, cap. V)

Così il fratello e il nipote di Jane Austen descrivevano le sue preferenze poetiche, ed entrambe le testimonianze risultano sicuramente attendibili, visto che proprio William Cowper (1731-1800), George Crabbe (1754-1832) e Walter Scott (1771-1832) sono tra i poeti maggiormente citati nelle lettere e nelle opere.

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George Crabbe

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Una nuova pagina: Pubblicazioni JASIT

Continuiamo la pubblicazione di pagine di consultazione dedicate a chiunque desideri approfondire la materia austeniana.

Da oggi è on line la pagina Pubblicazioni JASIT che raccoglie tutti gli scritti curati da JASIT (in italiano).
Innanzitutto, gli Annuari del sito, cioè la raccolta di tutti i post pubblicati durante l’anno (è già disponibile l’anno 2013),

annuario_2013

e ancora…

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Jane Austen e la contessa Morley

Traduciamo oggi un articolo apparso su Austen Authors l’11 novembre 2013 e firmato da Diana Birchall. Il pezzo riguarda un famoso personaggio della società inglese dei primi dell’ottocento, la contessa Frances Morley, e i rapporti che ebbe con Jane Austen.

Jane Austen e la contessa Morley
di Diana Birchall
La contessa Frances Morley, dipinta nel 1830 da Frederick Richard Say
La contessa Frances Morley, dipinta nel 1830 da Frederick Richard Say

Sono due anni ormai che con i gruppi di discussione letteraria online leggiamo le Lettere di Jane Austen, con cadenza di una lettera a settimana. Questo si è dimostrato un ottimo metodo per conoscerle in modo completo. Come quasi tutti coloro che hanno tentato di leggere l’intero corpus delle lettere sanno (e può essere in un certo senso imbarazzante confessarlo), non sono una lettura così facile!

Jane Austen non le scriveva pensando alla pubblicazione, e così non sono affatto di facile comprensione come quelle di alcuni famosi autori come Lord Byron o Virginia Woolf. Inoltre sono state tagliate e censurate, cosicché ci sono enormi buchi e vuoti a scapito della continuità.

Ciò nonostante, le lettere sono una delle poche possibilità che abbiamo di dare uno sguardo alla vita di Jane Austen e di immaginarla al di fuori dei suoi romanzi, e perciò sono preziose e fondamentali per chiunque voglia conoscerla in modo approfondito. Esse ci offrono molte perle di inestimabile spirito e perspicacia nel corso della lettura, oltre a  spunti di ricerca. Al momento siamo arrivati al 1815, quasi alla fine delle lettere, ma non sarei sorpresa se ricominciassimo daccapo una volta che saranno terminate!

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