JASIT in Austenland – Prima parte

Dal 19 al 25 giugno 2017, poco meno di un mese prima del Bicentenario della morte di Jane Austen, la Jane Austen Society of Italy è volata in Inghilterra alla volta di Austenland per il primo viaggio sociale. Sulle tracce di Jane Austen.
I Soci partecipanti, 27 in tutto, sono partiti da tre diversi aeroporti italiani, Bologna, Roma e Milano, accompagnati dalla Presidente Silvia Ogier, da Giuseppe Ierolli e da Gabriella Parisi, e si sono incontrati nell’Aeroporto londinese di Heathrow, dove hanno trovato la preparatissima guida italo-inglese Roberto Di Gioacchino, che li ha accompagnati per tutto il viaggio in modo estremamente competente.

Prima giornata

La prima tappa londinese è la British Library, dove molti tesori austeniani sono custoditi.
Purtroppo, però, si può visionare (senza fotografare!) soltanto il Volume the Third degli Juvenilia, aperto sulla pagina di Catherine, or the Bower, in quanto lo scrittoio portatile e gli altri oggetti sono in restauro, mentre i due capitoli cancellati di Persuasione e la Storia d’Inghilterra con i disegni di Cassandra sono in prestito a Winchester − la città in cui la scrittrice morì − per una mostra che il gruppo visiterà più in là nel viaggio.
Tuttavia è possibile sfogliare una copia virtuale della Storia d’Inghilterra, oltre a poter visionare altre meraviglie della Letteratura di ogni tempo, fino ad arrivare ai testi scarabocchiati delle canzoni di John Lennon.

Dopo pranzo i Soci vanno a visitare due delle case in cui abitò Henry Austen. La prima è al 64 di Sloane Street (l’edificio non è l’originale, ma sorge al posto dell’antica residenza di Henry), in cui il quarto fratello di Jane abitò con la moglie, Eliza de Feuillide dal 1809 al maggio 1813. Si tratta della casa in cui Eliza morì il 25 aprile 1813 e da cui Jane Austen scrisse le lettere 70-71-72 (aprile 1811) e 84-85 (maggio 1813).

Poco distante, praticamente dietro l’angolo, al n° 23 di Hans Place, c’è la casa (o meglio, il suo spirito, perché anche in questo caso l’edificio è stato ricostruito) in cui Henry andò ad abitare dopo aver soggiornato in Henrietta Street in seguito alla morte della moglie Eliza. Jane gli fece visita qui per la prima volta il 22 agosto 1814: una caratteristica “blue plaque” reca traccia del suo soggiorno. Da qui Jane Austen scrisse le lettere 105-106 (agosto 1814), 112-113-114 (novembre 1814), e da 121 a 133 (ottobre-dicembre 1815).

Dopo aver girato invano per uffici postali alla ricerca delle monete da £ 2 con l’effigie della silhouette di Jane Austen, il gruppo si ritira in albergo.

Seconda giornata

La seconda giornata viene dedicata più a Londra che a Jane Austen. Poiché il suo ritratto ad acquerello dipinto da Cassandra (l’unico realizzato di certo sul soggetto originale assieme a quello di spalle, sempre eseguito dalla sorella) non è nella sua naturale dimora − la National Portrait Gallery − ma in prestito alla stessa mostra di Winchester in cui il gruppo potrà osservare più avanti altri tesori austeniani, i soci JASIT passeggiano per la città sotto la guida esperta di Roberto Di Gioacchino, sempre attento a far notare loro quali luoghi Jane Austen avrebbe potuto vedere nella Londra di inizio XIX secolo e quali fossero di più recente edificazione; indicando in quale luogo sorgeva un tempo Carlton House, l’allora residenza del Principe Reggente, in cui Jane Austen si recò il 13 novembre 1815 su richiesta del suo bibliotecario, il rev. James Stanier Clarke, perché le venisse comunicato che le era concesso di dedicare al principe il romanzo in uscita (Emma).

Dopo una passeggiata per Covent Garden, il gruppo dei soci si ritrova proprio davanti al numero 10 di Henrietta Street, che fu la sede della banca di Henry e in cui il fratello di Jane Austen dimorò subito dopo la morte della moglie Eliza tra il 1813 e il 1814. Da qui Jane Austen scrisse le lettere 87-88 (settembre 1813) e 97-98-99-100 (marzo 1814).

Per sostituire la mancata visita alla National Portrait Gallery, i Soci visitano un negozio esistente già all’epoca di Jane Austen, Twinings, in cui Jane usava approvvigionarsi per il tè, come testimoniato dalle lettere 98-99 del 5 e del 9 marzo 1814. Inutile dire che gli amanti della bevanda fanno man bassa di miscele pregiate e aromatizzate e di tisane introvabili in Italia.

Terza giornata

Il gruppo parte alla volta del cuore di Austenland: lo Hampshire.
Dopo aver lasciato le valigie nell’albergo di Alton, i Soci percorrono a piedi il Jane Austen Trail, la passeggiata che la stessa Jane Austen era solita compiere, che conduce fino al cottage in cui visse dal 1809 al 1817, e che probabilmente considerò la sua unica vera casa dopo la canonica di Steventon.

Una volta giunti davanti all’incrocio per la Winchester Road le emozioni del gruppo esplodono tra gioia e commozione, foto di gruppo e riverente contemplazione degli esterni. Il fingerpost sull’incrocio è il soggetto più gettonato per foto individuali e di gruppo subito dopo il cottage stesso.

Ma dal 17 di giugno c’è un altro interessante soggetto da fotografare sul prato accanto al fingerpost. Si tratta della bellissima bookbench, la panchina a forma di libro dal titolo Chawton Woodwalk, realizzata dall’artista Caroline Fairbairn nell’ambito dell’iniziativa Sitting With Jane. Ventiquattro panchine artistiche sono state dislocate un po’ in tutto lo Hampshire, in particolar modo a Basingstoke, e servono a celebrare il Bicentenario della morte di Jane Austen e a fare beneficenza. Queste installazioni verranno infatti rimosse il 31 agosto 2017 e il 15 settembre verranno messe all’asta per l’Arc Cancer Centre Charity. Visitare lo Hampshire in questo periodo si avvale quindi di un valore aggiunto.

Ma arriva il momento di entrare nel piccolo santuario…
I soci si suddividono in due gruppi: chi entra direttamente in casa, chi si rinfresca guardando dei brevi documentari sulla vita di Jane Austen. Poi si gioca e, soprattutto, si colonizza il giardino.

Dopo l’orgia di acquisti nel negozio del cottage e il pranzo nella sala da tè Cassandra’s Cup o nel pub The Greyfriars, a seconda delle preferenze − ma sempre con lo sguardo che ritorna al cottage − i soci intraprendono la camminata che li riporterà ad Alton sotto lo scacco di un sole inaspettatamente bollente per queste latitudini.

Ad Alton, prima di raggiungere l’albergo, i Soci si fermano nel cortile della Allen Gallery di Church Street dove Mrs. Jane Hurst della Jane Austen Society UK li accoglie parlando loro di William Curtis, il farmacista che Jane Austen menzionò in due lettere del 1817 a proposito della sua malattia, una delle ultime persone a vederla prima del suo viaggio finale a Winchester.

Lungo la strada per l’albergo, il gruppo fa una sosta davanti all’edificio che ospitò la banca di Henry Austen dal 1806 al 1811, accanto a cui è stata posizionata una tela con una copia del Rice Portrait, l’unico dei presunti ritratti di Jane Austen non in mostra a Winchester.
Inoltre, nella piazzetta del Curtis Museum dedicata alle vittime della Prima guerra mondiale e del terrorismo, è collocata una delle bookbench di Sitting With Jane, Bench and Benchability, realizzata dagli studenti d’arte del Treloar College.

Fine Prima Parte 

 

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2 pensieri su “JASIT in Austenland – Prima parte

  1. Leggo con interesse ed emozione i vostri racconti di viaggio e pregusto il mio che farò a breve (sempre con le sorelle Bennet come due anni fa). Potreste anticiparmi dove è possibile visitare la mostra dei tesori austeniani a Winchester?

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