Due passi per Austenland: Steventon e dintorni

Finalmente, vediamo un vecchio appoggiato al cancello del suo giardino. «Può dirci» gli chiediamo ansiose, «dove si trovava la canonica in cui viveva la famiglia Austen, tanto tempo fa?» «Sì che posso» esclama. «Forse avete visto il campo all’angolo dove la strada della chiesa esce da Steventon Lane? Bene, se l’avete visto, avete notato una pompa al centro del campo?» «Sì, sì!» «Bene, quella pompa stava nella lavanderia sul retro della canonica. C’è un pozzo sotto la pompa. Gli Austen prendevano l’acqua da quel pozzo. Ero piccolo quando la vecchia casa fu abbattuta ma ricordo bene di aver visto tutti i mattoni e le macerie sparsi sul terreno.»

Così leggiamo a pag. 40 di Jane Austen: i luoghi e gli amici di Constance Hill, e nella pagina seguente possiamo vedere il disegno della sorella Ellen, che catturò l’immagine di quella pompa che ora non è più visibile.

Steventon_hill_pompa

Arrivare a Steventon non è facilissimo, le strade sono tortuose e molto strette, ma se avete un navigatore in auto basta impostare le seguenti coordinate: N 51°13.283 W 01°12.767 e vi troverete proprio davanti alla chiesa di St. Nicholas, dove officiava il reverendo George Austen, e dove, ovviamente, tutta la famiglia si recava per la funzione domenicale. Là c’è un piccolo spiazzo dove parcheggiare e godervi il silenzio e la solitudine della campagna inglese. Intorno non c’è praticamente nulla oltre la chiesa, se non l’antica Manor House, la villa padronale che al tempo degli Austen era in affitto ai Digweed e che è ancora lì, ma molto diversa dall’edificio originario.

 Una volta aperto il cancelletto ed entrati in chiesa (la porta d’ingresso è sempre aperta, basta girare il chiavistello) vi troverete nella (relativa) austera nudità delle chiese anglicane. Subito a sinistra c’è un angolo mercantile: penne, cartoline e piccoli gadget austeniani, con il prezzo segnato sopra e una cassetta dove depositare i soldi. Alle pareti della navata e dell’abside ci sono diverse lapidi “in memoriam” delle due mogli di James Austen, di alcuni dei Digweed e della famiglia di William Knight, il figlio di Edward che divenne rettore della parrocchia che era stata del nonno e dello zio James.

Steventon_chiesa_esterno

Steventon_chiesa_interno

Una volta visitato l’interno, potete uscire dalla chiesa e fare una passeggiata nel piccolo cimitero che la circonda, dove, vicino alla parte absidale, c’è la lastra tombale di James Austen e della moglie Mary Lloyd, insieme ad altre lapidi, molto consumate e molto poco leggibili, dove talvolta appare qualche nome familiare a chi conosce le lettere di Jane Austen negli anni di Steventon. Ma ora potete incamminarvi verso il luogo che più di un secolo fa le sorelle Hill cercavano con tanta ansia.

Steventon_verso_canonica

Dallo spiazzo/parcheggio dovete riprendere la breve stradina che avete fatto all’andata e, dopo poco più di settecento metri incrocerete Steventon Lane. Proprio qui, sulla sinistra, sorgeva la canonica che vide nascere Jane Austen, e che fu abbattuta nel 1826 dal fratello Edward (che dal 1812 aveva assunto il cognome Knight, quello del lontano parente che lo aveva adottato e designato sue erede) per costruirne una nuova per il figlio William. La canonica nuova è la costruzione bianca sulla collinetta di fronte, in una posizione sicuramente migliore della precedente. Come già detto sopra, la pompa dell’acqua, unico resto della vecchia canonica, non è più visibile; al suo posto c’è una staccionata che delimita un avvallamento, dove c’era forse il pozzo o le cantine della casa, e a poca distanza si può ancora vedere un grande albero, piantato da James Austen nel 1813. Il campo è recintato e adibito a pascolo, visto che nel corso delle mie visite ho visto quasi sempre diverse mucche che vi si aggiravano, apparentemente ignare dell’importanza letterario del luogo.

Steventon_luogo_canonica

 Alle pagg. 42 e 55 del libro delle Hill ci sono due schizzi della canonica di Anna Austen, figlia di James, mentre per una descrizione degli interni possiamo ricorrere al fratellastro di Anna, James Edward Austen-Leigh, che nel 1869 scrisse la prima biografia della zia: Ricordo di Jane Austen; nel cap. II si legge:

La casa stessa era situata in una valle poco profonda, circondata da pendii erbosi cosparsi di olmi, alla fine di un piccolo villaggio di cottage, ognuno col suo giardino, disseminati quasi con grazia su entrambi i lati della strada. Era sufficientemente comoda per tenere degli allievi, in aggiunta a una famiglia che cresceva, e a quei tempi era considerata al di sopra della media delle canoniche; ma le stanze erano rifinite con meno eleganza di quanta adesso se ne trova in alloggi molto più ordinari. Non c’erano cornici a segnare l’incontro tra muro e soffitto, e le travi che sostenevano i piani superiori erano esposte in tutta la loro nudità alle stanze sottostanti, coperte solo da uno strato di vernice o di calce; di conseguenza, in seguito fu giudicata inadeguata a essere la rettoria di una parrocchia di famiglia, e circa quarantacinque anni fa fu abbattuta allo scopo di erigere una casa nuova in una posizione migliore, dalla parte opposta della valle.

Steventon fu il centro della vita di Jane Austen fino al trasferimento della famiglia a Bath nel 1801, ma ci sono diversi luoghi nelle vicinanze legati alle vicende di quel periodo. A Ashe, a due miglia da Steventon, vivevano i Lefroy, nella Ashe Rectory, che ora si chiama Ashe House. Fu qui che nel periodo delle feste natalizie del 1795/96 il reverendo Lefroy ospitò il nipote Tom, un giovanotto irlandese praticamente coetaneo di Jane Austen, che fece poi una brillante carriera di magistrato, ma che ora è ricordato soprattutto per essere stato il primo flirt conosciuto della scrittrice.

Ashe

Poco lontano dalla Ashe House c’è la Holy Trinity and St Andrew Church, nel cui cimitero è sepolta Anna Austen, che nel 1814 aveva sposato Benjamin, uno dei figli dei Lefroy. Visto che abbiamo parlato di flirt, restiamo in tema, e spostiamoci di qualche miglio a Manydown, nel comune di Wootton St Lawrence, dove abitavano i Bigg-Wither e dove, il 2 dicembre 1802, Jane Austen accettò e poi rifiutò il mattino dopo la proposta di matrimonio di Harris Bigg-Wither. La casa è stata demolita nel 1965 ma ne rimane un’immagine in una finestra della Wootton St Lawrence Church, dove ci sono due lapidi in memoria di Harris Bigg-Wither e del padre Lovelace.

Manydown

Qualche miglio più in là troviamo Ibrthorpe, dove nel 1792 si trasferì Mrs Lloyd con le due figlie non sposate, Mary e Martha, dopo aver abitato nella canonica di Deane dal 1789 (anno della morte del marito, Noyes Lloyd). Dopo il matrimonio di Mary Lloyd con James Austen, nel 1797, nella casa rimasero Mrs Lloyd e Martha, che, alla morte della madre (aprile 1805), andò a vivere con le Austen. A Ibthorpe (che nelle sue lettere Jane Austen scriveva sempre foneticamente “Ibthrop”) si può ancora vedere la casa delle Lloyd, dove Jane e Cassandra andavano spesso in visita.

Ibthorpe

Concludiamo questi “due passi” a Steventon e dintorni con la cittadina più importante del circondario, Basinkstoke, dove venivano spesso organizzati balli pubblici nella locale Town Hall, al cui interno c’erano le Assembly Rooms, ovvero le sale adibite a balli e divertimenti pubblici. Nelle lettere ci sono diversi accenni ai balli di Basingstoke, ai quali nel libro di Constance Hill è dedicato un intero capitolo (VI. La sala da ballo della contea). La vecchia Town Hall non esiste più. Nel luogo dove sorgeva, Market Place, ora c’è una banca con una targa che ricorda il luogo in cui “Jane Austen partecipava ai balli nel periodo in cui visse a Steventon – 1775-1801”.

Basingstoke_targa

Ma già nel 1901 era difficile individuare le sale adibite ai balli, tanto che le sorelle Hill faticarono un po’, finché la moglie del locandiere al quale avevano chiesto informazioni le portò sul retro dell’edificio, dove:

c’era una vasta sala che al momento era utilizzata come deposito per il fieno ma che, le era stato detto, un tempo era una sala da ballo. […] Abbiamo salito una scala di legno che portava nel cosiddetto fienile e, subito dopo, ci siamo ritrovati nella vecchia Assembly Room! Mucchi di fieno coprivano il pavimento, ma non potevano confondere il posto. […] e quando abbiamo scansato lo strame sotto i nostri piedi è apparso l’elegante pavimento in legno levigato di una pista da ballo.” (pagg. 73-74)

Ma non abbiamo solo questa descrizione, visto che Ellen Hill ci ha lasciato un disegno in cui possiamo idealmente rivedere la sala dove la ventenne Jane Austen volteggiava al suono delle contraddanze e degli altri balli in voga all’epoca.

Basingstoke_sala-ballo

I “due passi” per la Austenland legata agli anni giovanili di Jane Austen si possono fare tranquillamente partendo da Basignstoke, ma anche da Alton, la cittadina vicino a Chawton che è a meno di quindici miglia da Steventon (meno di venticinque chilometri). Se siete viaggiatori veloci vi basterà anche una giornata, altrimenti, se volete godervi la campagna inglese, e magari sedervi da qualche parte a rileggere il libro delle sorelle Hill mentre ne seguite le orme, calcolate qualcosa in più.

Commenta con Facebook

Print Friendly, PDF & Email

1 pensiero su “Due passi per Austenland: Steventon e dintorni

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*