Non sono romantica, lo sai. Non lo sono mai stata.

L’articolo originale è apparso sulla rivista di Jane Austen Society of Italy “Due pollici d’avorio”, numero 12 (2020), pagg. 32-43. Per richiedere l’intero numero, scrivere a info@jasit.it.

Nell’immagine di apertura: Charlotte Lucas (Claudie Blakley, Pride and Prejudice 2005, Joe Wright


Le parole che Charlotte Lucas rivolge alla sua amica Elizabeth nel capitolo 22 di Orgoglio e pregiudizio spiegano con semplicità, ma con estrema chiarezza, la sua decisione di accettare la proposta di matrimonio di Mr. Collins. Un esempio della ragionevole concretezza che percorre l’opera di Jane Austen, nonché molta della sua vicenda biografica.

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Tre o quattro famiglie in un villaggio di campagna

Una Jane Austen che diventa una editor per la nipote Anna, con complimenti, critiche e consigli su un manoscritto che non vedrà mai la luce ma ci darà la possibilità di sapere, direttamente dalla sua voce e non solo attraverso le sue opere, quali fossero le sue idee sulla scrittura di un romanzo.

 

L’articolo originale è apparso sulla rivista di Jane Austen Society of Italy “Due pollici d’avorio”, numero 10 (2018), pagg. 142-152. Per richiedere l’intero numero, scrivere a info@jasit.it.


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La critica austeniana dell’Ottocento


L’ebook che vi presentiamo, Jane Austen. Antologia critica 1812-1894, è una raccolta di contributi critici austeniani ottocenteschi, oltre ad alcuni materiali di tipo diverso dello stesso periodo. L’antologia riprende quanto inserito nel sito jausten.it curato da Giuseppe Ierolli. Dopo la prima edizione del 2014, abbiamo ritenuto utile aggiornare l’antologia con i nuovi articoli tradotti da Giuseppe Ierolli negli anni successivi.
L’ebook in formato PDF è disponibile gratuitamente per tutti alla pagina “Pubblicazioni JASIT”. Di seguito,  l’introduzione alla raccolta, l’indice dei contributi e il link diretto per scaricarlo.

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Una bambina in un “giardino molto ben curato”(*): Mansfield Park vs. Jane Eyre

Vi presentiamo oggi un articolo di Monica Fairview apparso il 24 agosto 2013 su The Book Rat, che riguarda le somiglianze fra Mansfield Park e Jane Eyre di Charlotte Brontë, un argomento che vale davvero la pena esplorare e discutere.

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Per me era terribile tornare a casa al tramonto, con le dita delle mani e dei piedi intirizzite, il cuore afflitto per via dei rimproveri di Bessie, la bambinaia, e umiliata dalla consapevolezza della mia inferiorità fisica in confronto a Eliza, John e Georgiana…
Eliza John e Georgiana si erano riuniti intorno alla loro mamma in salotto, dove lei si era sdraiata su un divano vicino al caminetto, e con i suoi piccoli cari tutti intorno a sé (in quel momento nessuno di loro litigava o piangeva) sembrava completamente felice. Quanto a me, mi aveva proibito di unirmi al gruppo dicendo che “le dispiaceva dovermi tenere a distanza”, ma che “finché Bessie, dopo attenta osservazione, non le avesse riferito che io mi stavo dando da fare sul serio per assumere un atteggiamento più socievole, proprio come si addice alla mia età, e maniere più cortesi – un atteggiamento più allegro, più aperto, più naturale di quanto non fosse il mio – si vedeva davvero costretta a escludermi da quei privilegi riservati soltanto ai bambini felici e sorridenti. (**)

Così inizia Mansfield Park. Una bambina che non appartiene all’ambiente in cui vive viene rimproverata perché non si comporta in un modo socialmente più appropriato.

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