Trattative, tirature, vendite: Jane Austen e gli editori

Dalla lettera del 1797 del reverendo George Austen a un editore di Londra per proporre un manoscritto della figlia Jane, fino alla pubblicazione alla fine del 1817 dei due romanzi postumi, i rapporti di Jane Austen con la parte “pratica” della letteratura coprono un periodo di vent’anni, un periodo in cui la scrittrice divenne man mano più consapevole delle proprie capacità, trasformando i divertissement degli anni giovanili, e le prime prove di scrittura più strutturate, nei sei romanzi che, nel corso dei due secoli trascorsi da allora, sono diventati uno dei fenomeni editoriali più importanti della storia letteraria. In questo articolo viene ricostruito il percorso che portò alle prime edizioni di quei romanzi, con le trattative, le delusioni, i dubbi, i guadagni e le perdite che furono parte integrante della vita dell’autrice.

L’articolo originale è apparso sulla rivista di Jane Austen Society of Italy “Due pollici d’avorio”, numero 2 (2015), pagg. 12-20. Per richiedere l’intero numero, scrivere a info@jasit.it.


Il rapporto di Jane Austen con il mondo editoriale cominciò in modo piuttosto bizzarro. Era il 1797, l’aspirante scrittrice stava per compiere ventidue anni, e già da tempo si dilettava a scrivere, visto che i suoi primi lavori pervenutici risalgono a quando era una bambina di appena dodici anni.
Il padre, il reverendo George Austen, evidentemente apprezzava gli scritti della figlia, tanto che decise di scrivere a un editore di Londra, Thomas Cadell, per proporre la pubblicazione del lavoro che probabilmente prometteva di più: si trattava di First Impressions, il romanzo che sedici anni dopo verrà pubblicato con il titolo Pride and Prejudice:

Steventon, presso Overton, Hants, 1° nov. 1797
Signore, sono in possesso di un Romanzo Manoscritto, composto di tre Voll. all’incirca della lunghezza di Evelina di Miss Burney. Dato che sono ben consapevole di quanto sia importante che un’opera del genere faccia la sua prima Comparsa sotto l’egida di un nome rispettabile mi rivolgo a voi. Vi sarò molto obbligato quindi se vorrete cortesemente farmi sapere se siete interessati a essere coinvolti in essa; A quanto ammonteranno le spese di pubblicazione a rischio dell’Autore; e quanto sareste disposti ad anticipare per l’acquisto dei Diritti, se a seguito di un’attenta lettura, fosse da voi approvata. Se la vostra risposta sarà incoraggiante vi spedirò l’opera.
Sono, Signore, il vostro umile Servo,
George Austen [1]

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