Questo articolo ci racconta nel dettaglio le collocazioni dei manoscritti di Jane Austen, tra lettere, opere incompiute e capitoli cancellati. Partiamo con l’autrice per un viaggio in una Austenland fatta di parole vergate da un pennino, fermandoci per un po’ nelle isole britanniche, volando fino agli Stati Uniti e sognando gli antipodi.
Molti, infatti, sono i modi in cui si può viaggiare in Austenland: uno di essi è, appunto, attraverso i manoscritti, testimonianze dirette e concrete della vita e dell’opera di Jane Austen, osservandoli da vicino nei luoghi in cui sono custoditi, oppure ammirandoli da lontano sullo schermo del nostro computer, grazie al prezioso e paziente lavoro di digitalizzazione compiuto da alcune istituzioni culturali.
L’articolo originale è apparso sulla rivista di Jane Austen Society of Italy “Due pollici d’avorio”, numero 2 (2015), pagg. 39-42. Per richiedere l’intero numero, scrivere a info@jasit.it.
(Bologna, Italy) – Diplomata Traduttrice e Interprete e laureata in Lingue e Letterature Straniere, ha lavorato come traduttrice e da anni si occupa di marketing e comunicazione aziendale. Il suo maggiore interesse libresco è la letteratura scritta dalle donne. Ha letto Jane Austen per la prima volta a vent’anni (Orgoglio e Pregiudizio). Nel dicembre 2010 ha aperto il blog monografico Un tè con Jane Austen e nel 2013 ha fondato Jane Austen Society of Italy (JASIT), di cui è presidente.
Dalla lettera del 1797 del reverendo George Austen a un editore di Londra per proporre un manoscritto della figlia Jane, fino alla pubblicazione alla fine del 1817 dei due romanzi postumi, i rapporti di Jane Austen con la parte “pratica” della letteratura coprono un periodo di vent’anni, un periodo in cui la scrittrice divenne man mano più consapevole delle proprie capacità, trasformando i divertissement degli anni giovanili, e le prime prove di scrittura più strutturate, nei sei romanzi che, nel corso dei due secoli trascorsi da allora, sono diventati uno dei fenomeni editoriali più importanti della storia letteraria. In questo articolo viene ricostruito il percorso che portò alle prime edizioni di quei romanzi, con le trattative, le delusioni, i dubbi, i guadagni e le perdite che furono parte integrante della vita dell’autrice.
L’articolo originale è apparso sulla rivista di Jane Austen Society of Italy “Due pollici d’avorio”, numero 2 (2015), pagg. 12-20. Per richiedere l’intero numero, scrivere a info@jasit.it.
Il rapporto di Jane Austen con il mondo editoriale cominciò in modo piuttosto bizzarro. Era il 1797, l’aspirante scrittrice stava per compiere ventidue anni, e già da tempo si dilettava a scrivere, visto che i suoi primi lavori pervenutici risalgono a quando era una bambina di appena dodici anni.
Il padre, il reverendo George Austen, evidentemente apprezzava gli scritti della figlia, tanto che decise di scrivere a un editore di Londra, Thomas Cadell, per proporre la pubblicazione del lavoro che probabilmente prometteva di più: si trattava di First Impressions, il romanzo che sedici anni dopo verrà pubblicato con il titolo Pride and Prejudice:
Steventon, presso Overton, Hants, 1° nov. 1797 Signore, sono in possesso di un Romanzo Manoscritto, composto di tre Voll. all’incirca della lunghezza di Evelina di Miss Burney. Dato che sono ben consapevole di quanto sia importante che un’opera del genere faccia la sua prima Comparsa sotto l’egida di un nome rispettabile mi rivolgo a voi. Vi sarò molto obbligato quindi se vorrete cortesemente farmi sapere se siete interessati a essere coinvolti in essa; A quanto ammonteranno le spese di pubblicazione a rischio dell’Autore; e quanto sareste disposti ad anticipare per l’acquisto dei Diritti, se a seguito di un’attenta lettura, fosse da voi approvata. Se la vostra risposta sarà incoraggiante vi spedirò l’opera. Sono, Signore, il vostro umile Servo, George Austen [1]
Dal 2009 al 2013 ha tradotto tutte le opere e le lettere di Jane Austen, raccolte nel sito jausten.it. Ha scritto due biografie di Jane Austen: Jane Austen si racconta (Utelibri, 2012) e In Inghilterra con Jane Austen (Giulio Perrone Editore, 2022). Nel 2015 ha curato e tradotto Lady Susan e le altre (Elliot), una raccolta di romanzi e racconti epistolari di Jane Austen. Nel 2017, in occasione del bicentenario della morte di Jane Austen, ha curato tre volumi editi da Elliot: Juvenilia, Ricordo di Jane Austen e altre memorie familiari (di James Edward Austen Leigh) e I Janeites (di Rudyard Kipling), oltre a un’antologia delle lettere pubblicata da “La biblioteca di Repubblica-L’Espresso”, comprendente anche l’incompiuto Sanditon.
Prima di diventare la casa-museo di Jane Austen, il Chawton Cottage ha vissuto un progressivo abbandono iniziato dopo la morte di Cassandra Austen, nel 1845. Dopo un secolo, alla fine della Seconda Guerra Mondiale, solo la determinazione di un gruppo di appassionati ammiratori della grande scrittrice lo ha recuperato trasformandolo nel Jane Austen’s House Museum, da decenni il polo di attrazione di tutti coloro che desiderano conoscere «dal vivo» il contesto reale in cui è germogliato e cresciuto il genio di Jane Austen, e che ha ispirato il quadro sociale e geografico delle sue opere.
In questo articolo, la storia del recupero e della rinascita del centro di gravità di Austenland, che si intreccia con la nascita della prima Jane Austen Society.
L’articolo originale è apparso sulla rivista di Jane Austen Society of Italy “Due pollici d’avorio”, numero 1 (2015), pagg. 8-15. Per richiedere l’intero numero, scrivere a info@jasit.it.
(Bologna, Italy) – Diplomata Traduttrice e Interprete e laureata in Lingue e Letterature Straniere, ha lavorato come traduttrice e da anni si occupa di marketing e comunicazione aziendale. Il suo maggiore interesse libresco è la letteratura scritta dalle donne. Ha letto Jane Austen per la prima volta a vent’anni (Orgoglio e Pregiudizio). Nel dicembre 2010 ha aperto il blog monografico Un tè con Jane Austen e nel 2013 ha fondato Jane Austen Society of Italy (JASIT), di cui è presidente.
Cari Soci e lettori,
anche per il 2018, come per gli scorsi anni, abbiamo deciso di realizzare la nostra rivista, Due pollici d’avorio, in formato cartaceo.
I nostri soci hanno già ricevuto il 21 ottobre 2018 la rivista in PDF in una versione del tutto rinnovata e molto variegata con articoli informativi, interviste, curiosità e giochi a ispirazione austeniana. Quipotrete trovare i dettagli con l’elenco di tutti i contributi, e vedere alcune miniature delle pagine del nuovo numero.
Se desiderate ricevere a casa il volume cartaceo Due pollici d’avorio2018,comunicatecelo, inviando un’email a info@jasit.it. Come l’anno scorso, potrete ottenerlo a fronte di una donazione che sosterrà le spese di stampa e spedizione nonché l’attività sociale. La donazione ammonta a:
15,00 € per i Soci JASIT (valido per i Soci 2018 e 2019) 25,00 € per tutti i non Soci (Nei costi è incluso il prezzo dell’invio postale del volume)
COME RICHIEDERE IL VOLUME CARTACEO DUE POLLICI D’AVORIO 2018
Scrivere un’email a info@jasit.it specificando in oggetto “Richiesta copia cartacea Due pollici d’avorio 2018”. Nel corpo dell’email, indicare il proprio nome e cognome, se si è soci di JASIT anche il numero di tessera, il numero di copie che desiderate, la data e il tipo di pagamento che avete utilizzato (bonifico bancario, bollettino postale, Paypal) e l’indirizzo postale cui inviare il volume. Vi risponderemo appena possibile per confermare la presa in carico dell’ordine.
I dati per il versamento (IBAN, c/c/postale, modalità PayPal) li trovate nella pagina dedicata alle iscrizioni.
Vi ringraziamo per il vostro sostegno e vi auguriamo buone letture!
La Jane Austen Society of Italy (JASIT) è un’Associazione Culturale Italiana, attiva su tutto il territorio nazionale; in quanto società letteraria, promuove in Italia la conoscenza e lo studio di Jane Austen, la sua vita, la sua opera e tutto ciò che è legato ad essa, attraverso qualunque attività utile a realizzare tale scopo, nel nome dell’arricchimento culturale personale e condiviso.
Oggi i Soci della Jane Austen Society of Italy ricevono il numero 10 di Due pollici d’avorio, la nostra rivista in PDF, che troveranno in una versione del tutto rinnovata!
Sfogliandola, scoprirete un numero più agile e variegato, che spazia dagli articoli informativi alle interviste, comprendendo però anche curiosità e giochi a ispirazione austeniana…
Quipuoi trovare l’elenco di tutti i contributi e vedere alcune miniature delle pagine del nostro nuovo numero.
Non vedete l’ora di ricevere la rivista? Se non siete ancora Soci di JASIT, è il momento giusto per unirvi a noi e scoprire il mondo di Due pollici d’avorio insieme ai Janeites italiani!
Ci auguriamo che in questo Numero, il primo della “nuova era”, troverete tante informazioni interessanti, innumerevoli spunti di approfondimento, un pizzico di divertimento e un invito a nuove letture austeniane, e che il nuovo Due pollici incontrerà l’apprezzamento che ci avete sempre dimostrato nel corso dei nostri primi tre anni di attività.
La Jane Austen Society of Italy (JASIT) è un’Associazione Culturale Italiana, attiva su tutto il territorio nazionale; in quanto società letteraria, promuove in Italia la conoscenza e lo studio di Jane Austen, la sua vita, la sua opera e tutto ciò che è legato ad essa, attraverso qualunque attività utile a realizzare tale scopo, nel nome dell’arricchimento culturale personale e condiviso.
Cari lettori, come ben sappiamo, esistono diversi tipi di linguaggio che, nel corso dei decenni, hanno espresso l’amore, l’interesse, ma anche la capacità di interpretazione delle opere di Jane Austen. Oggi vogliamo invitarvi a scegliere il linguaggio dell’illustrazione per dare voce alla vostra passione, aprendo un concorso per illustratori intitolato Jane in punta di matita. Qui sotto il bando e il regolamento di partecipazione. Buon lavoro!!
La Jane Austen Society of Italy (JASIT) è un’Associazione Culturale Italiana, attiva su tutto il territorio nazionale; in quanto società letteraria, promuove in Italia la conoscenza e lo studio di Jane Austen, la sua vita, la sua opera e tutto ciò che è legato ad essa, attraverso qualunque attività utile a realizzare tale scopo, nel nome dell’arricchimento culturale personale e condiviso.