Note austeniane

Questo articolo intende mettere in evidenza l’utilizzo della musica nelle opere di un’autrice che l’aveva coltivata quasi quotidianamente nel corso della sua vita. Dagli esempi riportati si può constatare come la musica sia presente in molti modi, sia per mettere in luce caratteri, sentimenti e stati d’animo dei personaggi dei romanzi, sia per sottolineare alcuni sviluppi della trama, sia, infine, per alimentare il gusto parodico e umoristico sempre presente nell’opera austeniana.

L’articolo originale è apparso sulla rivista di Jane Austen Society of Italy “Due pollici d’avorio”, numero 9 (2017), pagg. 7-16. Per richiedere l’intero numero, scrivere a info@jasit.it.


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Le poesie di Jane Austen (seconda parte)

Un articolo che riguarda un angolo poco frequentato dell’opera austeniana: le sue poesie. Versi per lo più d’occasione, che permettono di scoprire momenti quasi sempre privati visti con l’occhio ironico e disincantato di un’autrice che riusciva a cogliere il lato giocoso di fatti anche minimi e banali. Per ogni poesia sono ricostruite brevemente le circostanze che diedero origine ai versi. In questa seconda parte vengono prese in esame le poesie scritte dal 1809 fino alla morte nel 1817. (Vedi la prima parte)

L’articolo originale è apparso sulla rivista di Jane Austen Society of Italy “Due pollici d’avorio”, numero 8 (2017), pagg. 37-45. Per richiedere l’intero numero, scrivere a info@jasit.it.

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Le poesie di Jane Austen (prima parte)

Un articolo che riguarda un angolo poco frequentato dell’opera austeniana; le sue poesie. Versi per lo più d’occasione, che permettono di scoprire momenti quasi sempre privati visti con l’occhio ironico e disincantato di un’autrice che riusciva a cogliere il lato giocoso di fatti anche minimi e banali. Per ogni poesia sono ricostruite brevemente le circostanze che diedero origine ai versi. In questa prima parte vengono prese in esame le poesie scritte dal 1792 al 1809. (Vedi la seconda parte)

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Pubblicazioni: Annuario JASIT 2020

Come di consueto, abbiamo raccolto gli articoli pubblicati l’anno scorso in un PDF, scaricabile gratuitamente dalla nostra pagina “Pubblicazioni JASIT”. Nella stessa sezione potete scaricare i file PDF di tutti gli Annuari a partire dal 2013.

Vi ricordiamo che nella stessa pagina sono elencate tutte le nostre pubblicazioni, sia quelle in formato cartaceo da acquistare, sia quelle scaricabili gratuitamente in formato PDF.

Buona lettura!

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Cambridge vs Oxford: punto o virgola?

Le edizioni critiche dell’opera completa di Jane Austen sono due: una pubblicata dalla Oxford University Press nel 1923 (The Novels) e nel 1954 (Minor Works), curata da R. W. Chapman, e l’altra dalla Cambridge University Press, pubblicata negli anni 2005-2008, a cura di Janet Todd (General Editor) e con curatori diversi per i singoli volumi.
Tra le due ci sono alcune differenze formali, mai però macroscopiche e più che altro dovute a scelte tra piccole differenze rilevabili tra le prime edizioni delle opere delle quali non esistono manoscritti, o da letture leggermente diverse dei manoscritti rimasti.
Una però è abbastanza significativa, e trae origine da una correzione proposta da uno storico e uomo politico inglese, nonché appassionato lettore austeniano: Thomas Babington Macaulay (1800-1859), che tra l’altro è famoso in ambito austeniano per essere stato il primo ad avvicinare Austen a Shakespeare (vedi Thomas Babington Macaulay on Jane Austen).

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Sanditon: una novità e un ritorno

L’articolo prende in esame Sanditon, l’ultima e incompiuta opera austeniana, con informazioni essenziali sulla stesura del manoscritto e sulle vicende biografiche che caratterizzarono i circa tre mesi intercorsi tra l’inizio e l’abbandono della composizione. Nella seconda parte l’attenzione è rivolta sia alla novità di un argomento come la speculazione immobiliare legata allo sviluppo di una località balneare, un tema piuttosto inusuale nella narrativa austeniana, sia, in particolare, al ritorno a uno stile parodico che sembrava essersi fatto più sfumato nel tempo, tanto da permettere di trovare alcune analogie con le opere giovanili, i cosiddetti Juvenilia, e con il romanzo che per primo conobbe una stesura definitiva: Northanger Abbey.

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