Il nuovo film Emma. | Tutti i dettagli e i nostri commenti

L’ultimo adattamento per lo schermo di un’opera di Jane Austen, in ordine di tempo, è Emma. (nel titolo, è compreso il punto per un motivo esposto nelle prossime righe) che la regista statunitense Autumn De Wilde ha tratto dall’omonimo romanzo. La pellicola è riuscita a debuttare in alcuni paesi intorno al mondo, tra cui il Regno Unito (13 febbraio) e gli Stati Uniti (la première 21 febbraio a Los Angeles), prima che il calendario delle ulteriori uscite fosse travolto dall’emergenza sanitaria che sta caratterizzando la vita del nostro pianeta in questo 2020, e provocasse la cancellazione di tutte le uscite successive, come quella italiana prevista per l’11 giugno. In modo inedito, almeno per quel periodo, e con grande lungimiranza, nel mese di marzo la casa di distribuzione Universal Pictures ha scelto di rendere disponibile la pellicola sul web attraverso il noleggio su alcune piattaforme online (Chili e Rakuten) – e così tutto il mondo ha potuto conoscere la nuovissima Emma nonostante le sale chiuse.
È in questa modalità che anche noi di JASIT lo abbiamo visto, ognuno nel proprio salotto di casa ma scambiandoci le nostre impressioni. Ed oggi abbiamo scelto di condividerle con Soci e Lettori non solo per rendere conto di questo nuovo omaggio del mondo contemporaneo all’opera di Jane Austen ma anche per invitare chiunque lo gradisca a cogliere l’occasione per condividere con noi e altri Janeite la propria scoperta di questo film.
Buona lettura!


Alla metà degli anni ’90, cinema e televisione si innamorarono perdutamente di Jane Austen facendola diventare non solo una stella dello schermo ma anche un’icona popolare di massa: questo fenomeno, che fu poi etichettato come Austen Renaissance, fu generato da una serie corposa di adattamenti che apparvero tutti nel biennio 1995-1996. Il primo fu Persuasione di Roger Michell (film tv prodotto da BBC) nell’aprile 1995 poi, alla fine dell’anno, il mondo si infiammò per il film Ragione e Sentimento di Ang Lee e la serie tv di BBC Orgoglio e Pregiudizio (per la quale si fermava l’intero Regno Unito, come una partita della nazionale di calcio). Ma ben distribuiti tra i due anni, furono ben tre gli adattamenti da Emma, che può ben essere indicata come la vera regina incontrastata di quell’epoca d’oro: nel 1995, ebbe enorme successo (soprattutto negli Stati Uniti) un adattamento moderno, Clueless (in Italia: Ragazze a Bervely Hills) di Amy Heckerling, mentre nel 1996 furono ben due i film a contendersi il favore dei Janeite, quello del regista Douglas McGrath, con Gwineth Paltrow protagonista, e quello della rete ITV, sceneggiato da Andrew Davies (lo stesso dell’Orgoglio e Pregiudizio BBC dell’anno precedente) e con una giovanissima Kate Beckinsale protagonista.

Emma 1995-96

A distanza di 25 anni – durante i quali abbiamo visto uno sceneggiato prodotto da BBC nel 2009 con Romola Garai, Johnny Lee Miller e Michael Gambon – ecco riapparire Emma sul grande schermo grazie alla fotografa statunitense Autumn De Wilde, che con questo film esordisce alla regia cinematografica.

Ecco i dettagli di questa nuova produzione. A seguire, i nostri commenti.

Regia e sceneggiatura
La regista Autumn De Wilde ha respirato fotografia e musica fin da bambina poiché suo padre, Jerry de Wilde, è stato un famoso fotografo che soprattutto negli anni ’60 ha legato il proprio nome a grandi artisti come Jimi Hendrix ed altre icone del rock di quell’epoca. La stessa Autumn non è del tutto digiuna di regia poiché nel corso della sua carriera ha anche diretto diversi video musicali (ad esempio per il gruppo The Raconteurs) e docufilm di concerti dal vivo (ad esempio per gli Arcade Fire). Non a caso, in un’intervista sul tappeto rosso della première di Los Angeles, la regista ha dichiarato di aver trovato con tutti gli attori una sintonia e una complicità tali da sentirsi come in “una rock band” (fonte: Bionic Buzz).

[Nelle foto qui sopra: a sinistra, la regista Autumn De Wilde con la protagonista Anya Taylor-Joy; a destra, la sceneggiatrice Eleanor Catton]

La sceneggiatura è firmata da Eleanor Catton, scrittrice poco più che trentenne che ha vinto il Man Booker Prize a soli 27 anni per il suo romanzo The Luminaries, ambientato nel 1866 nelle miniere d’oro della Nuova Zelanda, il paese dove è nata e risiede. Vive a Auckland dove insegna scrittura creativa all’università e cura una fondazione che sostiene economicamente i giovani scrittori emergenti.

Il cast
Nel ruolo della protagonista, una giovanissima Anya Taylor-Joy, attrice inglese ventitreenne di grande talento con già diverse candidature o premi nel proprio palma res. Secondo diversi recensori, la sua bravura come Emma sta nel non tentare di piacere a tutti i costi, anzi, nell’impersonare con serafica spontaneità l’antipatia che la stessa Jane Austen ascrive al personaggio.
Nei panni di Mr. Knightley, c’è Johnny Flynn (già visto in Vanity Fair e Les Miserables), trentasettenne biondissimo attore e cantante assai talentuoso, con una grande passione per la musica, che presto vederemo nei panni di nientemeno che David Bowie nel film di prossima uscita Stardust.

All’epoca dell’annuncio del cast, suscitò molta curiosità l’ingaggio del famoso attore britannico Bill Nighy nei panni di Mr Woodhouse. Come sarà l’indolente ipocondriaco padre di Emma affidato all’interpretazione dell’attore che ha dato vita alla rockstar attempata e birichina di Love Actually – L’amore per davvero, nonché al pirata Davy Jones della saga I Pirati dei Caraibi? Non didascalico, questo è certo! Basta pensare alla sua notevole entrata in scena… Ma ve lo lasciamo scoprire.
Assai interessante la scelta di Miranda Hart per il ruolo di Miss Bates: gli appassionati delle serie tv inglesi la conoscono bene nei panni dell’infermiera Camilla “Chummy” Noakes nella serie Call the midwife – L’amore e la vita, un personaggio molto amato dai fan.


Scenografia e costumi
L’accuratezza e la raffinatezza dell’ambientazione sono tali che gli spettatori vengono catapultati dentro il tempo e lo spazio di Emma. Balli, cene e pranzi, tè del pomeriggio con splendidi servizi da tè e pasticcini, passeggiate e cavalcate… Gli interni sono un tripudio di stucchi, bianchissimi come zucchero a velo, e di colori pastello, e gli esterni – tipici paesaggi campestri inglesi – sono così perfetti che sembrano essere disegnati da una mano invisibile. Un’accuratezza che si riflette anche nei dialoghi, che sono assai fedeli al testo originale.
Molti Janeite riconosceranno nelle location i set di altri famosi adattamenti: Chavenage House nel Gloucestershire, Firle Place nel Sussex e Wilton House a Salisbury.

Il titolo
Una breve nota a parte merita proprio il titolo del film che è comprensivo di punto, Emma.. La stessa regista Autumn De Wilde ha dichiarato in un’intervista a RadioTimes che si tratterebbe di un gioco di parole sul termine “period” che in inglese americano significa “punto” ma è anche la parola usata per identificare un film storico, ovvero “period film“: «”There’s a period at the end of Emma because it’s a period film,” she said. “It’s true!”» («C’è un “period” alla fine di Emma perché è un “period film”» ha detto, «è vero!»).
L’impressione di diversi recensori, però, è che si tratti di un segno che rivela il protagonismo di Emma, il suo egoismo/egocentrismo: c’è lei, punto e basta, perché tutto ruota intorno a lei, vuole controllare tutto.
È pur vero che c’è una curiosa analogia con quanto accadeva ai tempi di Jane Austen: era consuetudine, infatti, stampare i libri con un punto alla fine del titolo, come si può facilmente verificare sul frontespizio dei romanzi austeniani, compreso quello di Emma.


☞ Tutti i dettagli tecnici nella scheda di Emma. su IMDB
☞ Un bell’articolo sui costumi del film su NoSpoiler


Commenti
Ed ecco le impressioni che il film ha suscitato tra noi di JASIT (di seguito, ci trovate elencati in ordine alfabetico).

MARA BARBUNI
Emma. non mi è dispiaciuto, al contrario di ciò che mi aspettavo. È un film giovanile, in parte dissacrante, molto divertente e decisamente più “settecentesco” di altri adattamenti. Se da una parte non ho gradito la protagonista, ho trovato altri personaggi così assurdi da essere azzeccati: su tutti un surreale Mr. Woodhouse, piacevolmente ridicolo con la coppia di domestici che sono le sue due spalle comiche. I dialoghi seguono in massima parte il testo originale e le scenografie sono colorate come una casa di bambole, dove i caratteri austeniani si muovono coreograficamente e con pose teatrali. Ho avuto l’impressione che la regista si sia voluta prendere il “ruolo” della Emma letteraria, considerando il suo mondo come un villaggio dei giocattoli (da qui, secondo il mio punto di vista, le scelte quasi estreme dei colori), e trattando i personaggi come bambole, o burattini ben agghindati. A mio parere, il film va visto tenendo conto del fatto che De Wilde non ha inteso replicare l’opera, né aggiungere il suo esperimento all’elenco degli adattamenti precedenti (anche se, con la sua scena di nudo iniziale, mi ha dato l’idea di volersi prendere gioco dei suoi celebri precedessori). Il suo è un punto di vista, apprezzabile oppure no, oppure solo a tratti. Io penso che sia stata brava nei dettagli, come per esempio l’ultimissimo fotogramma, che dà sottilmente il senso del cambiamento di Emma; o la scelta di Wilton House, definita “la casa più bella d’Inghilterra”, come location per Donwell Abbey.

MARIA TERESA CASCELLA
Ho approfittato del tempo a disposizione per una visione casalinga di Emma.
Il mio primo pensiero, sin dalle prime scene è stato “peccato non poterlo vedere al cinema!”. Questo perché il film è sicuramente una gioia per gli occhi e il grande schermo gli avrebbe giovato.
Se l’aggettivo ‘bello’ è quanto mai appropriato in senso letterale, l’aggettivo che segue è ‘teatrale’. La costruzione delle scene, i movimenti dei personaggi, persino le loro espressioni facciali, sono da teatro, più che da cinema. E sono, a mio avviso, perfettamente riusciti. Il film risulta brioso e divertente, a tratti davvero comico, ma senza perdere il senso del romanzo di Jane Austen. La regia fa muovere gli attori sulla scena con un accordo perfetto, con tempi comici rispettati e con una evidente evoluzione dei personaggi. La fotografia completa il quadro di un film che ama essere guardato, con anche una evidente citazione, quasi certamente volontaria, di un romanzo molto in tema con la condizione femminile nel tempo (Il racconto dell’ancella).
Qualche licenza rispetto al romanzo Emma, ma non grave ai fini della storia e in qualche caso utilizzata come libera interpretazione di qualche sottinteso o sottolineatura di stati d’animo non visibili esteriormente.
Come già accennato, gli attori sono tutti all’altezza del proprio ruolo, risultando aderenti ai personaggi e perfettamente credibili. Il film che ne risulta è sicuramente originale rispetto alle altre trasposizioni del romanzo, ed è certamente da vedere.

GIUSEPPE IEROLLI
Io tendo a giudicare i film austeniani, e in genere quelli tratti da opere letterarie, senza pregiudizi rispetto alla “fedeltà”, visto che si tratta di mezzi espressivi diversi. In questo caso la lettura della regista mi è piaciuta: il ritmo quasi rossiniano dato alla vicenda, la figura un po’ anomala di Mr. Woodhouse (il saltello iniziale mentre scende le scale l’ho trovato geniale quasi quanto il tuffo nel laghetto di Mr Darcy), gli inserti parodici delle allieve di Mrs. Goddard che marciano in fila, il sangue dal naso che è stato interpretato in modi diversi e potrebbe simboleggiare una sorta di raggiunta maturità, o di una maggiore consapevolezza dei propri sentimenti reali, da parte di Emma, e poi quei colori così sgargianti, che hanno un effetto fumettistico ma che in fin dei conti non sono tanto irrealistici… e così via. Insomma, l’ho gradito molto, ed Emma che nel finale va a chiedere scusa a Mr. Martin (ovvero infedeltà rispetto al libro) non mi ha disturbato, anzi l’ho trovata una cosa coerente con il personaggio che emerge dal film, una Emma che, forse più che nel romanzo, prende coscienza dei propri difetti ed è disposta a pagarne lo scotto, come, in fin dei conti, fa con Miss Bates dopo il duro biasimo di Mr Knightley.

SILVIA OGIER
Mesi fa, guardando foto e trailer di questa nuova Emma, mi sentivo estremamente scettica: tutto sembrava troppo patinato & pastellato, portato alle estreme conseguenze di quell’ironia sottilmente feroce che pure sottende a profusione tutto il romanzo. Non fa per me, dicevo – e quando ho iniziato a guardare il film, le mie fermissime first impressions si sono dissolte e rigenerate nel giro di pochi fotogrammi, complice la coreografica, arguta entrata in scena di Mr Woodhouse. Emma. è un divertentissimo omaggio alla commedia degli equivoci, con tempi comici rapinosi (che solo un cast di prim’ordine come questo riesce a restituire in tutta la sua potenza) e con tanta attenzione all’espressione fisica delle emozioni e dei caratteri. Un solo esempio su tutti: la tensione sensuale tra Emma e Mr Knightley è palpabile fin dal primo incontro/scontro, e l’epistassi di Emma nel gran finale rivela quanto dirompente fosse il mix di sentimenti che ribolliva nella protagonista. Il nudo maschile integrale che vediamo all’inizio (graffiante riferimento a nudi e camicie bagnate di famosi predecessori) sembra mettere fin da subito l’accento su questa dimensione, più tangibile e visibile, pur ben definita e controllata, che la regista ha voluto dare alla propria interpretazione del romanzo di Jane Austen. Non a caso ha curato in modo maniacale ogni espressione visiva, a cominciare dalla scenografia e i costumi. Questo “cinema teatrale” in cui si muovono Emma & Co. è un vero spettacolo da divorare con gli occhi – che credo sarebbe piaciuto molto anche a un’appassionata di teatro come Miss Austen di Steventon.

GABRIELLA PARISI
Non credevo ci fosse bisogno di un ulteriore adattamento di Emma di Jane Austen. E solo a guardare l’attrice chiamata a interpretare il ruolo della protagonista, Anya Taylor-Joy, mi scattava l’antipatia.
Ma poi ho pensato che la stessa Jane Austen diceva che la sua Emma era “un’eroina che non piacerà molto a nessuno tranne me”, e che quindi forse l’attrice era perfetta per il ruolo.
Ho trovato questo adattamento molto Emma-centrico, nel senso che è talmente incentrato sul suo personaggio da offuscare quasi tutti gli altri ruoli (malgrado i ripetuti tentativi di emergere di Miss Bates con i suoi sproloqui e di Augusta Elton con la sua prosopopea). Questo, se da un lato mi ha fatto rimpiangere di non aver potuto gustare più di tanto le tirate ipocondriache di Mr. Woodhouse (un Bill Nighy in piena forma che, col suo passo elastico, trasforma il papà di Emma quasi in un personaggio rock) o il finto corteggiamento di Frank Churchill (un Callum Turner che, francamente, non mi ha convinta più di tanto: forse lo avrei visto meglio come Mr. Elton…), dall’altro ha reso il prodotto molto più omogeneo e compatto.
Bellissimi scenografia, fotografia e costumi, con colori caramellosi che fanno pensare quasi a un’ordinata fiera di paese. E le coreografie dei servitori di Emma e delle allieve della scuola di Mrs. Goddard con le loro mantelline rosse, che si spostano come anatroccoli dietro a mamma anatra, mettono in evidenza tutta l’ironia di questo adattamento, che ha un autentico colpo di genio nella scena della dichiarazione di Mr. Knightley, con un imprevisto che esula dal romanzo, ma che avrebbe divertito moltissimo Jane Austen, secondo me.

PETRA ZARI
Ho trovato questa lettura del romanzo un mix piacevole di autenticità e modernità; meno edulcorato della versione del ’96, ha introdotto nuove immagini e dettagli contemporanei, talvolta usati in chiave metaforica per evidenziare il carattere dei personaggi o a suggerire una seconda lettura degli eventi. Non c’è noia, il ritmo resta alto e se rallenta è solo perché ci troviamo impantanati nei pensieri tribolati di una Emma davvero giovane e ingenuamente certa del successo e giustezza del proprio operato. Ho apprezzato l’esplicita intimità tra Emma e Harriet che si confidano e abbracciano come sorelle. Convincente il ritratto di un Mr. Knightley non poi così tanto sicuro di sé, persino balbettante, ma per questo più moderno. I personaggi, con i loro tratti caricaturali e indelebili, rendono giustizia al romanzo occupando ognuno il proprio ruolo utile alla trama; nel corso della storia, si sommano come ritratti di una galleria per comporre una collezione variopinta e indimenticabile. Un posto d’onore va a Mr Woodhouse, interpretato da un esilarante Bill Nighy che interpreta il personaggio magistralmente senza cadere nel ridicolo. Mi è piaciuto anche il “sipario” delle stagioni che divide il film in atti teatrali, come teatrale è la scelta di una colonna sonora che si concentra su un canto corale che, come una ballata medievale, racconta l’altra storia. Concludendo, questa Emma mi ha regalato un caleidoscopio d’immagini e voci intorno alla sua mutazione da baco in farfalla, ma soprattutto, mi ha lasciato la voglia di rileggere il magnifico romanzo che l’ha ispirata.

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6 pensieri su “Il nuovo film Emma. | Tutti i dettagli e i nostri commenti

  1. Volevo ringraziarvi per questo interessantissimo post su Emma., anche io sono ansiosa di vederlo ma trovo il costo un tantino alto, non ho mai pagato un biglietto del cinema 16 euro, e così sto aspettando che scenda un po’.
    Volevo chiedervi se fosse possibile realizzare un post anche sulla trasposizione di Sanditon che io ho profondamente adorato.
    grazie e cari saluti

  2. Ho amato questo film. Mi è piaciuto un sacco. La protagonista l’ho preferita rispetto alla Paltrow (altrettanto brava), perché nella mia visione del romanzo la Taylor è come dovrebbe essere Emma. Ho amato il suo cambiamento, la sua sicurezza e insicurezza al tempo stesso. Mi ha rapita la tensione passionale tra i due protagonisti. La percepivo chiaramente fino alla scena finale del film. Le musiche divine. La scenografia da sogno. Non capisco chi le contesta. Jane Austen era meticolosa nella descrizione dei paesaggi, dei luoghi, del suo mondo, quindi non ci ho trovato nulla di sbagliato. L’occhio vuole pure la sua parte. Due appunti ho da fare che nel complesso potrebbero essere bypassabili: 1. Non mi sono piaciuti Harriet e Churchill. 2. Il sangue dal naso mi ha lasciata perplessa, avrei preferito qualcosa di romantico o passionale. Anche se l’esultanza di knitley ha compensato la scena.

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