Tra le attività di JASIT vi è sicuramente il reperire e mettere in luce il lavoro dei giovani studiosi e studiose italiani. Molti giovani Numerosi dedicano le loro fatiche alla scrittura di Jane Austen, però le loro tesi o i loro contributi spesso vengono dimenticati negli archivi accademici poco accessibili al pubblico. JASIT vuole tentare di ovviare a questa realtà offrendo il suo spazio alle idee di giovani pensatori italiani che hanno trovato in Austen un importante spunto di riflessione letteraria.
La nostra ospite oggi, per la rubrica «Giovani Studiosi dialogano con JASIT», è Maria Cristina Santovito, giovane Laureata in Lingue e Letterature Straniere con una grande passione per Jane Austen che ha dedicato sia la tesi triennale che quella specialistica ad approfondimenti sulla scrittrice e le sue opere.
1) Maria Cristina, tu hai svolto la tesi triennale su Jane Austen e in quella specialistica le hai dedicato una parte del lavoro. Perché ti sei interessata proprio a questa autrice?
Fin dal liceo desideravo tanto studiare approfonditamente l’opera di Jane Austen non solo perché è uno dei capisaldi della letteratura inglese, ma anche perché ero affascinata dall’idea che questa scrittrice si fosse fatta largo egregiamente in un ambiente letterario all’epoca quasi esclusivamente maschile. Non appena ne ho avuto l’opportunità, durante un Erasmus presso l’Università di York ho seguito un corso interamente dedicato a Jane Austen che mi ha fornito diversi spunti per studiarla più da vicino con le tesi di laurea triennale in un primo momento e di laurea magistrale in seguito.
2) Come hai organizzato le tue ricerche? A quali fonti hai fatto riferimento? Hai avuto difficoltà nel reperire il materiale?
La mia ricerca è iniziata innanzitutto con la lettura delle biografie Jane Austen: A life di David Nokes e A Life in Small Things di Paula Byrne poiché volevo conoscere la persona, ancor prima della scrittrice. Non sono mancati poi i contributi accademici di Kathryn Sutherland, John Wiltshire, Amanda Vickery, Margaret Kirkham e Edward Said per citarne alcuni. Mi sono quasi sempre servita del materiale che ho trovato sulle piattaforme accademiche in rete, andando a fare una scrematura dei saggi in base alla loro correlazione con i miei argomenti di tesi. Talvolta, per alcune fonti è stato fondamentale il supporto della mia relatrice che mi ha fornito materiale bibliografico molto utile.
3) Il romanzo su cui ti sei focalizzata per la triennale è Mansfield Park, uno dei romanzi meno “popolari”. C’è qualche ragione per cui hai preferito proprio questo romanzo, rispetto agli altri?
Ho scelto in particolare Mansfield Park perché, pur essendo tra i meno gettonati, è il romanzo più controverso di Austen.Contiene infatti degli aspetti di rilevanza storica e sociale come il colonialismo inglese e la schiavitù, temi che mi sono sempre interessati. Inoltre, ciò che mi ha colpito di questo romanzo è che ci sia anche una forte affermazione femminista della protagonista Fanny Price sul patriarcato dello zio Sir Thomas, il quale a mio parere si rivela fallimentare. Queste diverse sfaccettature di Mansfield Park mi sono sembrate stimolanti da studiare, andando a smentire lo stereotipo di una Jane Austen conosciuta ai più come scrittrice di romanzi rosa. Se si legge attentamente la sua opera, si noterà infatti che con una certa abilità letteraria l’autrice inserisce nelle sue narrazioni denunce sociali del suo tempo da non ignorare e che vale lapena di approfondire.
4) Per la specialistica ti sei invece focalizzata sulla città termale di Bath. Ancora una volta, perché hai scelto questo tema?
I corsi che ho seguito durante il mio Erasmus all’Università di York sono stati ancora una volta un’importante fonte di ispirazione. Abbiamo studiato The Expedition of Humpry Clinker dell’autore scozzese Tobias Smollett, il quale racconta di un lungo viaggio di una famiglia aristocratica inglese nel Regno Unito. Tra le mete figura anche Bath, che viene rappresentata come un luogo in grande fermento durante il Settecento. La stessa impressione della città si evince anche da Northanger Abbey di Jane Austen. Ero talmente incuriosita dalla vivacità di Bath tra Settecento e Ottocento che ho deciso di studiare come sia stata rappresentata nella letteratura inglese di quel periodo. Chiaramente non potevano mancare i due romanzi austeniani Northanger Abbey e Persuasion, parzialmente ambientati a Bath, lo stesso luogo in cui la scrittrice visse per un breve periodo della sua vita sollevando molti interrogativi sulla sua opinione della città termale. Attraverso l’analisi delle poche lettere che abbiamo di quel periodo e dei due romanzi sopra citati, ho cercato di studiare il rapporto di amore – odio biografico e letterario di Jane Austen con Bath.
5) Di tutti gli adattamenti a schermo dei romanzi di Jane Austen di cui parli, qual è quello che credi resti maggiormente fedele allo spirito dell’autrice?
Tra i vari adattamenti che mi è capitato di studiare, credo che la trasposizione filmica di Northanger Abbey del 2007 diretta da Jon Jones sia quella che più rispecchi lo spirito di Jane Austen. Sebbene siano state aggiunte alcune scene non presenti nel romanzo, come ad esempio i flashback o gli incubi in stile gotico di Catherine Morland, queste ricalcano l’intenzione dell’autrice di realizzare una parodia del genere gotico. Si percepisce, infatti, la stessa ironia con la quale Jane Austen arricchiva i suoi romanzi. Inoltre, nel complesso questa trasposizione presenta sì delle licenze a livello di sceneggiatura, ma senza mai andare in contraddizione con lo stile dell’autrice.
6) Qual è la tua personale valutazione della ricezione di Jane Austen in Italia, sia tra i lettori che tra gli studiosi?
Ritengo che nel nostro paese la popolarità di Jane Austen tra i lettori sia piuttosto elevata. Si tratta sicuramente di una delle autrici più amate specialmente dal genere femminile, ma sono dell’idea che troppo spesso venga incasellata in una serie di stereotipi a causa dei quali soprattutto i giovani faticano ad avvicinarsi alla lettura delle sue opere. Anche nello stesso ambiente accademico troviamo certamente molti contributi, ma ritengo che gli studi su vari aspetti dei romanzi austeniani potrebbero essere notevolmente ampliati. Ad esempio, per la mia tesi di laurea magistrale ho trovato la maggior parte del materiale bibliografico grazie alle risorse dell’Università di Bristol in cui ho studiato per un semestre. Senza quell’esperienza sarebbe stato molto difficile reperire le fonti necessarie alla stesura della tesi e in particolare dei capitoli su Austen. Ad ogni modo, per quanto riguarda l’Università di Bologna in cui mi sono laureata, posso dire comunque con orgoglio di aver riscontrato una forte attenzione da parte dei docenti ai gender studies, riuscendo a generare negli studenti uno spiccato interesse e una grande curiosità nell’approfondire autrici come Jane Austen.
7) Ti chiediamo di illustrare in poche parole i punti salienti delle tue tesi e le conclusioni alle quali sei arrivata.
La mia tesi di laurea triennale si intitola Sir Thomas Bertram e il fallimento del patriarcato in Mansfield Park. Come precedentemente accennato, ho scelto Mansfield Park proprio perché è un romanzo controverso, politico che denuncia la schiavitù imposta dai coloni britannici. Ho dedicato la tesi in particolare al personaggio di Sir Thomas, il pater familias che si rivela uno schiavista sia a causa dei suoi possedimenti nelle Antille, sia per l’autorità patriarcale che esercita sull’eroina Fanny Price e sua figlia Maria trattandole come merce di scambio nel mercato matrimoniale. Le vicissitudini che accadono a Mansfield Park durante la sua assenza fisica rivelano anche una sua assenza morale, in quanto non appena viene a mancare la sua autorità patriarcale, i suoi figli adottano dei comportamenti contrari ai suoi principi. Tuttavia, Fanny Price, da giovane donna timida, dimostra una grande evoluzione interiore nell’opporsi all’autorità patriarcale di Sir Thomas che voleva farle sposare Henry Crawford. Si ribella anche Maria, la quale pur essendo promessa sposa di Mr Rushworth, fugge con Mr Crawford. Sarà infine lo stesso Sir Thomas ad ammettere il fallimento del suo patriarcato a Mansfield Park.
La tesi magistrale, invece, si intitola Bath: meta di viaggio e ambientazione ideale, tra letteratura e cinema. Con questo lavoro, ho voluto dimostrare come la città di Bath fosse talmente vivace da un punto di vista culturale e sociale tra Settecento e Ottocento da diventare l’ambientazione dei romanzi di autori come Tobias Smollett, Frances Burney e Jane Austen. Un particolare focus è dedicato a Jane Austen e al suo rapporto controverso con la città georgiana. Ho preso in analisi le poche lettere che abbiamo degli anni immediatamente precedenti al suo trasferimento a Bath e i due romanzi Northanger Abbey e Persuasion, parzialmente ambientati nella città termale. Sebbene sia impossibile determinare i veri pensieri e sentimenti di Jane Austen a causa della mancanza di lettere durante il suo soggiorno in città, Bath è stata fondamentale per la sua produzione letteraria e conseguentemente per il suo successo, essendo la città ricca di eventi e di tipologie di persone da poter osservare per creare nuovi personaggi. Complessivamente, dall’analisi svolta risulta che probabilmente Jane Austen abbia sia apprezzato, sia disprezzato Bath in diverse fasi della sua vita. Ma a prescindere dal suo pensiero, la rilevanza della città georgiana nello sviluppo della carriera e nel successo di Austen come una delle maggiori scrittrici della letteratura inglese di tutti i tempi è innegabile. Data l’associazione immancabile tra la città georgiana e Jane Austen, Bath non solo è diventata il setting cinematografico perfetto per le trasposizioni filmiche di Northanger Abbey e Persuasion, ma è anche una delle tappe fondamentali per i Janeites, ovvero coloro che desiderano immergersi totalmente nel mondo della scrittrice al punto di partecipare al Jane Austen Festival. Dunque, che sia di persona o tramite lo schermo, Bath permette di fuggire dalla complessa quotidianità dei nostri giorni.

8) JASIT ti è stata utile in qualche modo nella redazione della tua tesi?
Lo è stata per quanto riguarda la tesi di laurea magistrale. Grazie a JASIT sono venuta a conoscenza del libro di Giuseppe Ierolli In Inghilterra con Jane Austen e il capitolo su Bath intitolato “La città gaudente” mi è stato sicuramente di ispirazione per scegliere l’argomento di tesi.
JASIT ringrazia ancora una volta Maria Cristina per la sua disponibilità.
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(Bologna, Italy) – Laureata in Ingegneria Meccanica e con un Dottorato di Ricerca in Meccanica dei Materiali e Processi Tecnologici, ha sempre affiancato agli studi e alla professione tecnica una forte passione per la letteratura. Autrice di pubblicazioni tecnico-scientifiche e divulgative in italiano e inglese per riviste e convegni, e molteplici racconti, prima contenuti in un blog e poi in un volumetto. Dal 2019 è entrata a far parte del Consiglio Direttivo di JASIT e dal 2021 dirige la rivista di JASIT “Due pollici d’avorio”.