L’inconsapevole autoinganno di Fanny Price

Un nuovo articolo tradotto dalla rivista “Persuasions On-Line” della “Jane Austen Society of America” (JASNA). Stavolta l’argomento è la protagonista di Mansfield Park (del quale ricordiamo che l’anno prossimo cadrà il bicentenario della prima edizione) e in particolare quello che l’autore chiama il suo “inconsapevole autoinganno” (“The Unconscious Self-Deception”), del quale vengono messe in luce le motivazioni e le conseguenze, in un’analisi che, sia pure limitata a uno degli aspetti dell’eroina del romanzo, propone delle tesi interpretative sicuramente interessanti.

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“L’immaginazione completò quello che lo sguardo non riusciva a distinguere”: l’inconsapevole autoinganno di Fanny Price in Mansfield Park
di Kelly Hagen
Persuasions On-Line, V.32, NO.1 (Winter 2011)

Sigmund Freud

Sigmund Freud

Sigmund Freud, che si rivolse alla letteratura per sviluppare molti punti della sua teoria psicologica, scrisse una volta: “Le illusioni presentano il vantaggio di risparmiarci sentimenti dolorosi e di permetterci di provare invece sentimenti di soddisfazione. Perciò dobbiamo badare che esse non vengano, un giorno, a cozzare con la realtà, e la cosa migliore che possiamo fare è di accettare la loro distruzione senza lamenti né recriminazioni.” [Freud, ebook]. Mansfield Park di Jane Austen contiene un’incarnazione della prima metà di questa riflessione, visto che l’esame dei pensieri e delle azioni di Fanny Price rivela una ragazza che rimodella continuamente il mondo che la circonda allo scopo di immaginare per se stessa un ambiente sociale più accettabile e più tenero nei suoi confronti. Mentre lei non riesce a riconoscere i propri errori di percezione della realtà, le sottili rivelazione di Austen sui conflitti tra la percezione dell’eroina e il mondo oggettivo che la circonda incoraggiano il lettore a esplorare le possibili motivazioni di questo suo inconsapevole autoinganno. Facendo queste riflessioni, il lettore deve anche considerare quali conseguenze ci sarebbero se la realtà percepita da Fanny fosse davvero “ridotta in pezzi” dall’assenza dell’autoinganno. Un tale esame rivela la natura tragica della vita di Fanny Price, un vita talmente dominata dal disprezzo e dalla noncuranza nei suoi confronti, che l’autoinganno inconsapevole diventa l’unico mezzo attraverso il quale lei riesce a resistere alla disperazione e a sentirsi, in qualche modo, felice.

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