Venduta ieri all’asta una lettera di Jane Austen

Ieri, 13 dicembre, presso la celebre casa d’aste londinese Sotheby’s, sono stati messi all’asta alcuni oggetti legati a Jane Austen. I “tesori” pubblicizzati nel catalogo dell’asta erano:
– un giocattolo di legno (bilbocatch), appartenente alla famiglia Austen (stima: 20.000-30.000 sterline)
– il manoscritto del primo “sequel” austeniano (una continuazione di Sanditon), della nipote Anna Lefroy (stima: 20.000-30.000 sterline)
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Oggi la pubblicazione di Due pollici d’avorio, Numero 6

Oggi i Soci della Jane Austen Society of Italy ricevono il sesto numero di Due pollici d’avorio, la rivista letteraria quadrimestrale di JASIT riservata ai Soci.

banner DPDA 2016Ecco l’indice:

Editoriale

La ragazza di provincia: Catherine Morland
e l’incipit di L’Abbazia di Northanger
Nadia Terranova

Sanditon: una novità e un ritorno
Giuseppe Ierolli

Vivere a Bath oggi. Tracce di Jane Austen
Jane Odiwe (a cura di Gabriella Parisi)

Lo sguardo di Constable sul mondo di Jane Austen
Mara Barbuni

Un giardino tutto per sé. A Chawton con Jane Austen,
a Monk’s House con Virginia Woolf
Luana Solla

Vestirsi per un ballo
Gabriella Parisi

«Let us not underestimate the power of a well written letter».
Le lettere tra realtà e finzione nell’Inghilterra del XVIII
secolo
Roberta Zanasi

Carta, penna e scrittoio: gli strumenti della vera arte
di scrivere lettere ai tempi di Jane
Austen
Silvia Ogier 

Vi ricordiamo che chiunque può proporre un articolo per Due pollici d’avorio. Se avete un pezzo che ritenete “sulla stessa lunghezza d’onda” della nostra rivista e volete sottoporlo alla nostra valutazione inviatelo quanto prima a info@jasit.it. Scriveteci anche se avete solo un’idea e volete discuterla con noi!

La scadenza per la consegna degli articoli finiti per il Numero 7 è il 31 dicembre p.v.

Nel frattempo… vi auguriamo una piacevole lettura!

Scopri il numero 6 – ottobre 2016 nell’anteprima su jasit.it 

Due pollici d’avorio: pubblicato il Numero 5 della rivista di JASIT

Oggi i Soci della Jane Austen Society of Italy ricevono il quinto numero di Due pollici d’avorio, la rivista letteraria quadrimestrale di JASIT.

banner DPDA 2016Ecco l’indice:

Editoriale di Mara Barbuni
Dalla paleontologia a Chawton: confessioni di una Janeite di Femke Holwerda
Si chiamerà Jenny… di Giuseppe Ierolli
Lezioni di ballo di Gabriella Parisi
Un senso di appartenenza: classe sociale e discriminazione negli adattamenti filmici di   Pride and Prejudice di Jane Austen di Marta Piazza et al.
Sophy, la «nuova» Emma di Romina Angelici
«The Scottish Jane Austen»: Susan Edmonstone Ferrier e la costruzione di un mito di Angela Sileo
Libri nei libri: Jane Austen e la lettura di Mara Barbuni

Vi ricordiamo che chiunque può proporre un articolo per Due pollici d’avorio. Se avete un pezzo che ritenete “sulla stessa lunghezza d’onda” della nostra rivista e volete sottoporlo alla nostra valutazione inviatelo quanto prima a info@jasit.it. Scriveteci anche se avete solo un’idea e volete discuterla con noi!

La scadenza per la consegna degli articoli finiti per il Numero 6 è il 30 agosto p.v.

Nel frattempo… vi auguriamo una piacevole lettura!

Le sensazioni di Jane Austen in aprile

Traduciamo oggi un articolo di Diana Birchall apparso su Austen Variations il 12 aprile 2016, nell’ambito della rassegna All Things Austen in April, dal titolo Jane Austen’s Feelings in April.

Cosa significava il mese di aprile per Jane Austen? Un mese incostante, come ha fama di essere. Un mese di dichiarazioni, di emozioni burrascose, di delusioni d’amore, di attività di ogni genere…

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Le sensazioni di Jane Austen in aprile
di Diana Birchall

“Se i vostri sentimenti sono ancora quelli che erano lo scorso aprile, ditemelo subito” comincia a dire Mr. Darcy, in uno dei più celebri e più attesi discorsi della letteratura inglese. “Il mio affetto e i miei desideri sono immutati, ma una vostra parola mi farà tacere per sempre su questo argomento.” [1]

La prima proposta di Mr. Darcy, quella che ebbe luogo a Hunsford in aprile, costituisce di certo una scena tempestosa se mai ce n’è stata una, e così ci rendiamo conto – ancora una volta – di come Jane Austen si occupasse di ogni dettaglio per ogni cosa che faceva nella sua arte! Continua a leggere

Chi ispirò il personaggio di Miss Bates a Jane Austen?

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Miss Bates secondo l’illustratore C. E. Brock

Tra i tanti, variegati personaggi che circondano Emma nell’omonimo romanzo, la mia preferenza va senza indugi a Miss Bates.
La zitella attempata, povera e costretta ad accudire la propria anziana madre, è un capolavoro di comicità con la sua esasperante, incessante chiacchiera senza capo né coda, le esclamazioni ripetute, le frasi sincopate, i prodigiosi salti di palo in frasca e le piccole manie compulsive. Ma è anche un personaggio profondamente tragico, che incarna la condizione sociale delle donne non sposate in una società graniticamente maschile, che affidava alle donne un solo e unico lavoro, quello di moglie e madre, di fatto condannando le nubili a vivere della carità altrui – proprio come Miss Bates, intorno alla quale tutta Highbury si prodiga.
I difetti pesantissimi di Miss Bates sono stemperati dal suo cuore d’oro e dal fatto che non la sentiamo mai lamentarsi di nulla ed appare sempre contenta.
Così che, mentre ridiamo di lei e stemperiamo la nostra esasperazione, Jane Austen (con uno dei suoi geniali miracoli narrativi) riesce ad instillare nel nostro cuore anche la compassione, e ci fa sentire desiderosi di unirci ai notabili di Highbury per fare qualcosa di buono e gentile per lei, proprio come farebbe Mr Knightley.

Durante il Jane Austen Book Club dello scorso 17 gennaio, in Salaborsa a Bologna, dedicato a Emma, ho chiuso l’incontro con una battuta proprio sulla mia amata Miss Bates: riflettendo sul fatto che Jane Austen traeva ispirazione dal variegato microcosmo che popolava la sua vita quotidiana, ho chiosato esclamando “Chissà chi le ha ispirato Miss Bates!”.

Ebbene, di recente mi sono imbattuta in un indizio che mi ha permesso di rintracciare il modello reale per Miss Bates. E, indagando, ho scoperto che ce ne sono addirittura due… Potete immaginare una Miss Bates elevata al quadrato?

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JABC Bologna – Le Lettere – Inizio lettura

Jane Austen Book Club, di Biblioteca SalaBorsa (Bologna) e JASITNell’ambito del Jane Austen Book Club (JABC) organizzato dalla Biblioteca Salaborsa di Bologna in collaborazione con JASIT, dopo i romanzi canonici, letti in ordine di pubblicazione, il romanzo epistolare Lady Susan e i due incompiuti I Watson e Sanditon, è arrivato il momento di iniziare a leggere le Lettere.
In totale, sono 161 e, per quanto possano sembrare poche, ci presentano una grande quantità di fatti di vita quotidiana, persone, riflessioni, retroscena sulla scrittura e pubblicazione dei romanzi, dalla viva voce di Jane Austen.
Potete leggere queste Lettere in originale inglese oppure in italiano, come preferite.

Segnate questo appuntamento sulle vostre agende o mettete un promemoria nel telefono: tra poco meno di un mese, sabato 9 maggio alle 17:00, ci troveremo nella Cappella Farnese (Piazza Maggiore, 6) di Biblioteca Salaborsa di Bologna per condividere la nostra esperienza di lettura.

Vi ricordiamo che la partecipazione è aperta a tutti, libera e gratuita, fino ad esaurimento dei posti disponibili nella sala, e che l’incontro si svolge in lingua italiana.

A chi non può partecipare di persona, ricordiamo che è possibile intervenire online sulla pagina facebook del JABC, sia durante la lettura sia nel corso dell’incontro (a partire dalle 17 del giorno indicato, pubblicheremo foto e commenti), e seguendo l’account Twitter @janeaustenitaly. 
Per accompagnarvi durante la lettura, vi proponiamo di seguito alcuni strumenti di consultazione e condivisione, nonché i dettagli per partecipare, il calendario completo e il segnalibro esclusivo JASIT.

Buonissima lettura!

Di seguito, i dettagli su come reperire le Lettere di Jane Austen in italiano.

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Introduzione a Emma

Quest’anno cade il bicentenario della prima edizione di Emma (23 dicembre 1815), anzi, in effetti si tratta di un bicentenario che, come accadrà per i due romanzi postumi, si estenderà anche all’anno successivo, visto che l’edizione, pur se uscita alla fine del 1815, riporta come anno di pubblicazione il 1816.
Per cominciare i festeggiamenti di questo doppio bicentenario vi proponiamo l’Introduzione di Giuseppe Ierolli alla sua traduzione di Emma nel sito jausten.it, dove è ricostruita la storia editoriale del romanzo e sono riportate le numerose citazioni che Jane Austen gli ha dedicato nelle sue lettere.

Emma - 1816

In un manoscritto di poco successivo alla morte di Jane Austen, la sorella Cassandra trascrisse le date di inizio e fine del lavoro di scrittura dei sei “romanzi canonici”. Per Emma leggiamo: “iniziato il 21 gen. 1814, finito il 29 marzo 1815”. Nei mesi successivi il fratello Henry contattò John Murray, uno dei principali editori di Londra (con lui pubblicavano, fra gli altri, Byron e Walter Scott), e proprietario di una prestigiosa rivista letteraria, la “Quarterly Review”.
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Il Jane Austen Book Club di Biblioteca Salaborsa e JASIT, a Bologna

For my own part, if a book is well written, I always find it too short
(Per quel che mi riguarda, se un libro è ben scritto, lo trovo sempre troppo corto)
Jane Austen

Biblioteca Salaborsa di Bologna e JASIT  rendono omaggio a Jane Austen con un  gruppo di lettura interamente dedicato alle sue opere e al suo mondo, il Jane Austen Book Club (JABC).
Poiché viviamo in anni scanditi da importanti Bicentenari austeniani (che si susseguono a ritmo sostenuto dallo scorso 2011, con la prima pubblicazione di Sense and Sensibilty, ovvero Ragione e Sentimento, e proseguiranno fino a tutto il 2017), abbiamo pensato che non ci fosse occasione migliore per scoprire la “vera” Jane Austen, così come emerge dalle sue stesse parole, cioè moderna e più viva che mai, assai diversa dall’immagine stereotipata, noiosa e stucchevole, che ancora oggi sembra prevalere.

Da Ottobre 2014 a Giugno 2015, leggeremo un libro al mese e condivideremo dal vivo le nostre impressioni di lettura un sabato al mese, alle ore 17, presso la Biblioteca Salaborsa di Bologna, in Piazza del Nettuno 3, nel cuore del capoluogo emiliano.
I testi in programma vanno dai Romanzi Canonici alle Opere Incompiute e non mancheremo di leggere anche le Lettere e una Biografia…

Di seguito, tutti i dettagli per partecipare, il calendario completo e i segnalibri esclusivi JASIT.

Leggi con noi! In fondo al post, i link ai post dedicati ai singoli incontri.

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Introduzione a Mansfield Park

Quest’anno cade il bicentenario della prima edizione di Mansfield Park (9 maggio 1814), e naturalmente cercheremo di celebrarlo dedicandogli molto spazio, sia con contributi originali che con traduzioni di articoli apparsi in inglese.
Per cominciare (o meglio continuare, visto che già ci sono due articoli dedicati espressamente al romanzo) vi proponiamo l’Introduzione di Giuseppe Ierolli alla sua traduzione nel sito jausten.it, dove è ricostruita la storia editoriale del romanzo e sono riportate le numerose citazioni che Jane Austen gli ha dedicato nelle sue lettere.

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Mansfield Park è il primo romanzo di JA scritto interamente a Chawton, dopo il trasferimento, nel 1809, nel cottage di proprietà del fratello Edward. I due romanzi pubblicati in precedenza, Ragione e sentimento e Orgoglio e pregiudizio, erano infatti rifacimenti di stesure precedenti, mentre L’abbazia di Northanger era ancora di proprietà dell’editore Crosby di Londra, che l’aveva acquistato nel 1803 e mai pubblicato. Le date di composizione le conosciamo da un appunto manoscritto della sorella Cassandra, dove si legge che fu “iniziato più o meno intorno al febbraio 1811 e finito poco dopo il giugno 1813.”, anche se la data iniziale potrebbe riferirsi all’ideazione del romanzo più che all’inizio della scrittura vera e propria, che forse risale a dopo la conclusione di Orgoglio e Pregiudizio, “probabilmente nella primavera del 1812”, come ipotizza Deirdre Le Faye nella sua biografia austeniana. (1)

Mansfield Park. Prima edizione (Egerton, 1814)

Mansfield Park. Prima edizione (Egerton, 1814)

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Jane Austen e la contessa Morley

Traduciamo oggi un articolo apparso su Austen Authors l’11 novembre 2013 e firmato da Diana Birchall. Il pezzo riguarda un famoso personaggio della società inglese dei primi dell’ottocento, la contessa Frances Morley, e i rapporti che ebbe con Jane Austen.

Jane Austen e la contessa Morley
di Diana Birchall
La contessa Frances Morley, dipinta nel 1830 da Frederick Richard Say

La contessa Frances Morley, dipinta nel 1830 da Frederick Richard Say

Sono due anni ormai che con i gruppi di discussione letteraria online leggiamo le Lettere di Jane Austen, con cadenza di una lettera a settimana. Questo si è dimostrato un ottimo metodo per conoscerle in modo completo. Come quasi tutti coloro che hanno tentato di leggere l’intero corpus delle lettere sanno (e può essere in un certo senso imbarazzante confessarlo), non sono una lettura così facile!

Jane Austen non le scriveva pensando alla pubblicazione, e così non sono affatto di facile comprensione come quelle di alcuni famosi autori come Lord Byron o Virginia Woolf. Inoltre sono state tagliate e censurate, cosicché ci sono enormi buchi e vuoti a scapito della continuità.

Ciò nonostante, le lettere sono una delle poche possibilità che abbiamo di dare uno sguardo alla vita di Jane Austen e di immaginarla al di fuori dei suoi romanzi, e perciò sono preziose e fondamentali per chiunque voglia conoscerla in modo approfondito. Esse ci offrono molte perle di inestimabile spirito e perspicacia nel corso della lettura, oltre a  spunti di ricerca. Al momento siamo arrivati al 1815, quasi alla fine delle lettere, ma non sarei sorpresa se ricominciassimo daccapo una volta che saranno terminate! Continua a leggere