Le edizioni annotate di Jane Austen a cura di D. Shapard

Oggi vi proponiamo la traduzione di un’intervista molto interessante apparsa sul sito dell’associazione Jane Austen in Vermont. Abbiamo ottenuto il permesso di tradurla da Deborah Barnum, autrice dell’articolo, che ha dialogato con David Shapard a proposito delle sue “Annotated Editions” delle opere di Jane Austen. Le edizioni curate da Shapard sono molto utili a chi voglia leggere i romanzi austeniani in lingua originale, grazie all’ausilio di note puntuali e approfondite.

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Gentili lettori, David Shapard, autore di cinque edizioni annotate dei romanzi di Jane Austen – tutti a eccezione di Mansfield Park, la cui pubblicazione è prevista il prossimo anno – la prossima settimana si unirà alla Jane Austen Society of North America, Regione del Vermont, per il Burlington Book Festival. In quell’occasione ci parlerà di “The World of Jane Austen and her Novels” (“Il mondo di Jane Austen e dei suoi romanzi”), permettendoci di sbirciare nella società del primo Ottocento inglese, che pervade i romanzi di Austen, con un’attenzione particolare nei confronti della posizione e dei costumi dell’élite dominante e del ruolo delle donne in questa società.
Oggi do il benvenuto a David per una serie di domande e risposte a proposito del suo amore per Jane Austen e delle sue eccellenti edizioni annotate.
Dunque, benvenuto David. E grazie per essere così gentile da rispondere a tutte le mie domande!

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Novità: Sei romanzi perfetti. Su Jane Austen di Liliana Rampello, ed. Il Saggiatore

Sei romanzi perfetti. Su Jane Austen, di Liliana Rampello, ed. Il Saggiatore

I romanzi perfetti di cui parla questo titolo accattivante sono, com’è facile intuire, i sei romanzi canonici di Jane Austen. Ad essi e alla loro geniale autrice, Liliana Rampello dedica questa appassionata analisi, partendo dalla domanda cruciale che tutti, prima o poi, si pongono una volta conquistati dalla malia di questi gioielli letterari: perché, dopo più di due secoli, sono ancora (e sempre più) amati da schiere di lettrici e lettori in tutto il mondo?

Come ben raccontano le note della casa editrice, “seguendo questo filo, l’autrice sottolinea come, nel secolo in cui Goethe inventa il romanzo di formazione maschile, Jane Austen compia una mossa inedita, abbandonando la figura dell’eroina tradizionale, che ha per lo più una funzione passiva, e proponendo quella di una giovane donna che, grazie a relazioni significative, è sempre più consapevole della sua condizione e riesce a essere padrona del proprio destino.” Ed è per questo che si può affermare come “la più originale invenzione di Jane Austen” sia proprio “il romanzo di formazione femminile“.

Il libro esce oggi, 28 agosto, edito da Il Saggiatore. Di seguito, tutti i dettagli.

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Il Jane Austen Book Club di Biblioteca Salaborsa e JASIT, a Bologna

For my own part, if a book is well written, I always find it too short
(Per quel che mi riguarda, se un libro è ben scritto, lo trovo sempre troppo corto)
Jane Austen

Biblioteca Salaborsa di Bologna e JASIT  rendono omaggio a Jane Austen con un  gruppo di lettura interamente dedicato alle sue opere e al suo mondo, il Jane Austen Book Club (JABC).
Poiché viviamo in anni scanditi da importanti Bicentenari austeniani (che si susseguono a ritmo sostenuto dallo scorso 2011, con la prima pubblicazione di Sense and Sensibilty, ovvero Ragione e Sentimento, e proseguiranno fino a tutto il 2017), abbiamo pensato che non ci fosse occasione migliore per scoprire la “vera” Jane Austen, così come emerge dalle sue stesse parole, cioè moderna e più viva che mai, assai diversa dall’immagine stereotipata, noiosa e stucchevole, che ancora oggi sembra prevalere.

Da Ottobre 2014 a Giugno 2015, leggeremo un libro al mese e condivideremo dal vivo le nostre impressioni di lettura un sabato al mese, alle ore 17, presso la Biblioteca Salaborsa di Bologna, in Piazza del Nettuno 3, nel cuore del capoluogo emiliano.
I testi in programma vanno dai Romanzi Canonici alle Opere Incompiute e non mancheremo di leggere anche le Lettere e una Biografia…

Di seguito, tutti i dettagli per partecipare, il calendario completo e i segnalibri esclusivi JASIT.

Leggi con noi! In fondo al post, i link ai post dedicati ai singoli incontri.

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Esce oggi “L’abbazia di Northanger” a fumetti firmata Marvel

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Si conclude la pubblicazione in edizione italiana, a cura di Panini Comics – Marvel Italia, dei fumetti che Marvel ha finora tratto dai romanzi di Jane Austen.
L’abbazia di Northanger, infatti, è da oggi disponibile nelle fumetterie e librerie online e fisiche e naturalmente sul sito di Panini Comics, con uno sconto del 10%.
Analogamente a tutti i graphic novel austeniani di Marvel, anche in questo caso il testo è stato adattato con grande abilità da Nancy Butler e la traduzione italiana è stata curata da Nadia Terranova, scrittrice e traduttrice nonché appassionata ammiratrice di Jane Austen, (di cui abbiamo ospitato anche su Jasit.it un articolo dedicato alla coppia d’oro austeniana, Elizabeth Bennet e Mr Darcy). Le ilustrazioni sono di Janet K.Lee e Nick Filardi.

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Due passi per Austenland: un tour di Bath

Nella nostra serie di post dedicata ai luoghi austeniani, “Due passi per Austenland”, per la quale ci siamo lasciati ispirare da Jane Austen: i luoghi e gli amici di Constance Hill (tradotto da noi di JASIT e pubblicato in dicembre 2013 dalla casa editrice JoMarch), abbiamo già trattato di Bath, e in particolare del cuore pulsante della sua società che sono le Assembly Rooms. Questo articolo offre invece una più estesa panoramica della città, Patrimonio Mondiale dell’Umanità, nella forma di una vera e propria “passeggiata” che tocca tutti i siti esposti allo sguardo di Jane Austen.

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Come comincia? Gli incipit di Jane Austen

 

incipit_snoopySnoopy non poteva trovare modo migliore per cominciare, visto che il famoso “Call me Ishmael” di Moby Dick  è uno degli esempi più famosi e citati di incipit che si scolpiscono nella memoria del lettore.
Gli incipit sono un po’ i gesti di benvenuto di una narrazione, la porta d’ingresso che oltrepassiamo per addentrarci poi nel libro, nel racconto che lo scrittore ha estratto da un mondo “dato in blocco, senza un prima né un poi”, come scrive Italo Calvino nell’Appendice alle sue Lezioni americane:

Fino al momento precedente a quello in cui cominciamo a scrivere, abbiamo a nostra disposizione il mondo, una somma di informazioni, di esperienze, di valori – il mondo dato in blocco, senza un prima né un poi, il mondo come memoria individuale e come potenzialità implicita; e noi vogliamo estrarre da questo mondo un discorso, un racconto, un sentimento: o forse più esattamente vogliamo compiere un’operazione che ci permetta di situarci in questo mondo. Abbiamo a disposizione tutti i linguaggi: quelli elaborati dalla letteratura, gli stili in cui si sono espressi civiltà e individui nei vari secoli e paesi, e anche i linguaggi elaborati dalle discipline più varie, finalizzati a raggiungere le più varie forme di conoscenza: e noi vogliamo estrarne il linguaggio adatto a dire ciò che vogliamo dire, il linguaggio che è ciò che vogliamo dire.

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Fratelli e sorelle

Il nostro recente post “Sorelle nel romanzo e nella realtà” ci ha fatto ripensare a quale importanza rivestano, nella biografia e nelle storie di Jane Austen, i rapporti tra fratelli e sorelle.

Le lettere di Austen che sono giunte fino a noi sono la principale testimonianza della forza del legame esistente tra l’autrice e la sorella maggiore Cassandra (uniche due femmine nella numerosa prole di Mr e Mrs Austen); il ruolo di Cassandra è quasi quello di uno specchio sul quale si riflettono i pensieri di Jane, ovvero quelle sue immediate “prime impressioni” del tutto libere dai normali ripensamenti generati dalla necessità della scrittura narrativa. Grazie alle lettere possiamo percepire la straordinaria portata dell’ironia di Jane, ma possiamo anche indulgere nella tenerezza di certe sue manifestazioni di rimpianto, o ci viene data la possibilità di interpretare talune ambiguità delle sue opinioni e dei suoi ricordi.

Jane e Cassandra Austen nel film Becoming Jane

Non sorprende, di conseguenza, che i protagonisti dei sei romanzi canonici siano sempre rappresentati, nel bene e nel male, in affinità, in paragone o in conflitto con i loro fratelli o le loro sorelle. Se i più celebri esempi di tale raffigurazione sono senz’altro Jane e Elizabeth Bennet (Orgoglio e pregiudizio) e Elinor e Marianne Dashwood (Ragione e sentimento), sulle quali si sono espressi, come visto anche nel post citato in precedenza, commenti e elucubrazioni relativi ad una possibile immedesimazione dell’autrice con le sue creature, molto interessanti sono, a nostro avviso, anche altri rapporti di fraternità e sorellanza, forse considerati con minore frequenza.

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