La struttura di Mansfield Park

Oggi pubblichiamo la traduzione di un articolo da “Persuasions on-line” apparso nel 2006. L’autore, Bruce Stovel, analizza la struttura di Mansfield Park, proponendo interessanti analogie con gli altri romanzi, in particolare Emma, con una lettura che mette in luce l’esistenza di blocchi narrativi che si ripetono, sia nella forma che nel contenuto, con una sorta di andamento ciclico che rivela, e approfondisce, i sentimenti dei personaggi e le relazioni che via via si instaurano tra loro, con particolare riferimento, naturalmente, alla figura di dell’eroina del romanzo, Fanny Price.

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Una volta ancora con sentimento: La struttura di Mansfield Park
di Bruce Stovel
V.27, NO.1 (Winter 2006)

Questo saggio è un tentativo di descrivere la struttura, lo schema di Mansfield Park: l’ampio arco che dà unità al romanzo e ne costituisce la spina dorsale. Che cosa ci può essere in questo romanzo di equivalente all’alternanza tra il corteggiamento di due sorelle da parte di due enigmatici spasimanti in Ragione e sentimento, o alla relazione di amore-odio tra Elizabeth e Darcy che dà unità a Orgoglio e pregiudizio? Il mio punto di vista è che Mansfield Park, il primo dei tre romanzi che Jane Austen avrebbe scritto nei suoi ultimi anni, sviluppa nel primo volume un’azione che sale di tono e raggiunge l’apice in un modo che è esattamente rispecchiato negli eventi principali del secondo e terzo volume. Nell’episodio del teatro, che occupa gli ultimi sei capitoli del primo volume, l’eroina, Fanny Price, si trova isolata e sulla difensiva, soggetta a continue pressioni per recitare e accusata di ingratitudine quando resiste ai desideri dell’intera famiglia, compreso il suo unico amico e mentore Edmund. Il primo volume giunge al punto culminante quando Sir Thomas Bertram torna in modo inaspettato; la commedia non sarà mai recitata, e l’ordine domestico sarà ripristinato. Negli eventi principali del secondo e terzo volume, Fanny affronta una seconda prova, molto più difficile: si oppone nuovamente ai desideri della famiglia, compreso Edmund, quando rifiuta la proposta di matrimonio di Henry Crawford, e ancora una volta è soggetta a pressioni e ad accuse di ingratitudine. Alla fine, a Mansfield Park l’ordine viene ripristinato, ma solo dopo una terribile sequenza di avvenimenti innescati dalla risoluta resistenza di Fanny nei confronti di Henry Crawford. Questo utilizzo del primo volume come prologo autosufficiente dell’azione principale è una struttura che Jane Austen elaborerà nel suo romanzo successivo, Emma, nel quale il primo volume illustra il fallimento dell’eroina nel promuovere il matrimonio tra Mr. Elton e Harriet, e il secondo e terzo un corteggiamento immaginario straordinariamente simile, ma molto più subdolo e difficile da scoprire, non da parte di Emma ma di Frank Churchill.

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L’inconsapevole autoinganno di Fanny Price

Un nuovo articolo tradotto dalla rivista “Persuasions On-Line” della “Jane Austen Society of America” (JASNA). Stavolta l’argomento è la protagonista di Mansfield Park (del quale ricordiamo che l’anno prossimo cadrà il bicentenario della prima edizione) e in particolare quello che l’autore chiama il suo “inconsapevole autoinganno” (“The Unconscious Self-Deception”), del quale vengono messe in luce le motivazioni e le conseguenze, in un’analisi che, sia pure limitata a uno degli aspetti dell’eroina del romanzo, propone delle tesi interpretative sicuramente interessanti.

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“L’immaginazione completò quello che lo sguardo non riusciva a distinguere”: l’inconsapevole autoinganno di Fanny Price in Mansfield Park
di Kelly Hagen
Persuasions On-Line, V.32, NO.1 (Winter 2011)

Sigmund Freud

Sigmund Freud

Sigmund Freud, che si rivolse alla letteratura per sviluppare molti punti della sua teoria psicologica, scrisse una volta: “Le illusioni presentano il vantaggio di risparmiarci sentimenti dolorosi e di permetterci di provare invece sentimenti di soddisfazione. Perciò dobbiamo badare che esse non vengano, un giorno, a cozzare con la realtà, e la cosa migliore che possiamo fare è di accettare la loro distruzione senza lamenti né recriminazioni.” [Freud, ebook]. Mansfield Park di Jane Austen contiene un’incarnazione della prima metà di questa riflessione, visto che l’esame dei pensieri e delle azioni di Fanny Price rivela una ragazza che rimodella continuamente il mondo che la circonda allo scopo di immaginare per se stessa un ambiente sociale più accettabile e più tenero nei suoi confronti. Mentre lei non riesce a riconoscere i propri errori di percezione della realtà, le sottili rivelazione di Austen sui conflitti tra la percezione dell’eroina e il mondo oggettivo che la circonda incoraggiano il lettore a esplorare le possibili motivazioni di questo suo inconsapevole autoinganno. Facendo queste riflessioni, il lettore deve anche considerare quali conseguenze ci sarebbero se la realtà percepita da Fanny fosse davvero “ridotta in pezzi” dall’assenza dell’autoinganno. Un tale esame rivela la natura tragica della vita di Fanny Price, un vita talmente dominata dal disprezzo e dalla noncuranza nei suoi confronti, che l’autoinganno inconsapevole diventa l’unico mezzo attraverso il quale lei riesce a resistere alla disperazione e a sentirsi, in qualche modo, felice.

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Fanny o il trionfo della delicatezza – di Pietro Citati

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Lo scorso 9 maggio, sulle pagine del Corriere della Sera, Pietro Citati coglie l’occasione dell’uscita della nuova edizione Einaudi di Mansfield Park per riflettere sulla protagonista di tale romanzo, Fanny Price.

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Riletture – «Mansfield Park»: ritorna per la Einaudi uno dei romanzi più potenti e autobiografici della scrittrice inglese. Dal simbolico lieto fine
Fanny o il trionfo della delicatezza
L’eroina di Jane Austen, modello vincente di una vera femminilità

Molti lettori di Jane Austen non amano Mansfield Park, di cui Einaudi pubblica oggi una nuova edizione (traduzione di Luca Lamberti, con un saggio di Roberto Bertinetti, p. 490, 12). A me pare bellissimo. Certo, è molto diverso da Giudizio e sensibilità, Orgoglio e pregiudizio, Emma, Persuasione. In primo luogo, le case abitate dai personaggi sono vaste, massicce, circondate da grandi parchi: ricchi aristocratici sostituiscono i rappresentanti della classe media; mentre l’architettura del romanzo, egualmente grave, aggrondata e massiccia e il ritmo lento e faticoso del racconto ricordano poco l’incantevole levità degli altri libri.

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