Ricordi di viaggio in Austenland

La nostra Socia Catia Boetti ci racconta il suo recente viaggio nel cuore di Austenland.

Dopo molti anni in cui ho anelato a questo viaggio e incoraggiata dagli scritti di numerose amiche conosciute grazie a JASIT e ai gruppi su Facebook… finalmente ce l’ho fatta:  sono riuscita a ritagliarmi lo spazio di un weekend a Londra e dintorni alla scoperta dei luoghi austeniani (Chawton e Winchester).
In un viaggio simile al mio, ecco le dieci cose che meritano assolutamente, “da non perdere”, se siete appassionati di Jane Austen:
1. Andare a vedere il ritratto originale di Jane Austen dipinto dalla sorella Cassandra alla National Portrait Gallery (ingresso gratuito, stanza 18, molto ben segnalata appena si entra nel museo… deve essere uno dei ritratti più ricercati da appassionati di tutto il mondo!). Da non perdere, perché da questo ritratto così esile, appena tratteggiato, non più grande di una cartolina, abbiamo potuto “conoscere” il vero viso di Jane.
2. Fare un salto alla British Library dove sono presenti anche alcune pagine di  Persuasione. Da non perdere perché è troppo emozionante vedere gli scritti di Jane Austen vicino a quelli di Shakespeare e alla bozza di Yesterday di Paul McCartney. E poi perché la British Library (anche questa gratuita con un ristorante interno eccellente a prezzi veramente da studenti) è la biblioteca più grande del mondo!
3. Entrare nella biglietteria del Jane Austen’s House Museum esibendo la preziosa tessera della JASIT e scoprire che l’ingresso è gratis. Otto sterline risparmiate che potranno essere usate per un souvenir in più alla fine della visita!
4. Farsi una foto vicino al tavolino dove sono nati tanti capolavori e guardare attentamente cosa si vede dalla finestra, per capire cosa osservava Jane… Senz’altro il pub The Greyfair e la tea house Cassandra’s Cup (dove non si può non fare una sosta anche solo per fare una foto alle tazzine appese al soffitto) non erano tali all’epoca, ma il colpo d’occhio  doveva già essere quello.
5. Costruirsi il proprio sacchetto di lavanda nella cucina del cottage, perché ci si sente proprio un po’ come una  donna di casa Austen.
6. Fermarsi davanti alla lapide dedicata a Philip John Carpenter, che si trova all’esterno del cottage e ringraziare mentalmente i Carpenter e tutti i volontari che hanno lavorato per restituirci questa meravigliosa casa museo. Non oso pensare al periodo in cui era occupata dai braccianti della zona che avevano completamente stravolto anche gli spazi interni dell’abitazione.
7. Sedersi su una panchina nel giardino del cottage, respirare i profumi dei fiori e immergersi nell’atmosfera del luogo… perché chissà quante volte lo avrà fatto anche Jane.
8. Fermarsi dopo la visita al negozio del museo dove si trovano veramente souvenir unici. Quindi, se si vede qualcosa che piace, non bisogna pensarci  troppo su, perché, a meno che non capitiate a Bath, sarà difficile trovare un altro posto così fornito di articoli austeniani.
Io mi sono letteralmente innamorata di quadretti che rappresentavano i romanzi di Jane. Avrei preso tutta la serie, ma purtroppo il negozio era sfornito di quelli relativi ai libri più famosi come Orgoglio e pregiudizioRagione e sentimento e Mansfield Park.
Ma ho comunque trovato i quadretti dei miei favoriti: Persuasione ed Emma… e poi non ho potuto lasciare quello di Northanger Abbey perché la Catherine Morland ritratta era troppo simpatica.

Foto di Catia Boetti

Foto di Catia Boetti

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Foto di Catia Boetti

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Foto di Catia Boetti

9. Se la giornata è  bella e non piovosa, andare a piedi dal cottage fino alla casa del fratello Edward, Chawton House, e poi gironzolare nel parco di questa elegante dimora fino a raggiungere la chiesa di San Nicholas, nel cui giardino sono ben visibili le tombe della madre e della sorella Cassandra, respirando i profumi dell’aria e lasciandosi avvolgere dall’atmosfera ovattata del luogo.
10. Andare a vedere la tomba di Jane Austen all’interno della Winchester Cathedral…. Perché anche se non credevo fosse possibile ti lascia veramente senza fiato. Io sono arrivata alla cattedrale 20 minuti prima della chiusura delle 15.30 (e la biglietteria era già chiusa). Ho chiesto a un guardiano se potevo entrare solo per vedere la tomba di Jane dato che venivo apposta dall’Italia e non ero a conoscenza degli orari della cattedrale. Molto gentilmente mi ha lasciato entrare e sono stata molto felice di aver potuto avere questa possibilità. È stata un’emozione forte, toccante, indescrivibile, e proprio perché non voglio sciupare l’esperienza di chi ancora non l’ha vissuto non dico di più.

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