Le guerre napoleoniche e Jane Austen

Un articolo dalla rivista “Persuasions On-Line” della Jane Austen Society of North America, nel quale Collins Hemingway esamina le influenze delle guerre napoleoniche sulla famiglia e sui romanzi di Jane Austen, riunendo e mettendo a confronto informazioni presenti in fonti diverse.

Come la “Lunga Guerra” influenzò la famiglia e i romanzi di Jane Austen
di Collins Hemingway
Volume 39, No. 1 – Winter 2018

Quando era un giovane ufficiale della marina, Charles Austen utilizzò una parte della sua prima ricompensa per comprare dei regali alle sorelle, Jane e Cassandra Austen. L’orgoglio e il piacere di Jane sono evidenti nella lettera a Cassandra del 26-27 maggio 1801: “Ha ricevuto 30 sterline come sua parte di ufficiale e se ne aspetta altre 10 – ma a che serve avere un premio se lo usa per fare regali alle Sorelle. Ha comprato due Catenine d’oro con Croci di Topazio per noi; – bisogna fargli una bella lavata di capo.{1}

Ciò che è degno di nota non è che, come ufficiale subalterno, Charles aveva avuto una quota modesta della ricompensa per la vendita della nave catturata,  ma che aveva avuto un ruolo fondamentale nella cattura. Era stato promosso velocemente a tenente di vascello per il coraggio dimostrato nella battaglia di Camperdown nel Mare del Nord, al largo dell’Olanda. Quella volta aveva condotto in mezzo a una tempesta quattro uomini in un piccolo battello sulla Scipio, una nave con diciotto cannoni, e ne aveva mantenuto il controllo nella burrasca, insieme ai 149 uomini dell’equipaggio, fino a quando la sua nave, la Endymion, era riuscita ad arrivare il giorno successivo. Molti lettori vedranno il dono di una “croce di ambra molto graziosa” da parte di William Price alla sorella Fanny in Mansfield Park (II-8[26]) come un riferimento di Jane al regalo di Charles. In effetti, il dono fa presumere che il personaggio di William sia basato sul più giovane dei fratelli di Jane. In Mansfield Park ci sono la croce e due delle navi di Charles, la Endymion e la Cleopatra. William Price è stato via per sette anni, Charles per sei in Nord America. La “squisita emozione” di Fanny all’arrivo di William (II-6[24]) dovrebbe essere un riflesso di quella di Jane al ritorno di Charles. Tuttavia, Jane è attenta nel tenere in equilibrio i riferimenti al minore e al maggiore dei fratelli marinai. Mansfield Park menziona anche due navi comandate da Frank, la Canopus e la Elephant. William era il secondo nome di Frank, e William Price ha un anno più di Fanny, così come Frank ne aveva uno in più di Jane.

Croci di topazio regalate da Charles Austen alle sorelle.
(Courtesy of Jane Austen’s House Museum)

Questi particolari di Mansfield Park dimostrano che, mentre Jane Austen non scrisse mai ampiamente della “Lunga Guerra” tra Inghilterra e Francia, ne mostra sullo sfondo degli aspetti, spesso correlati alla sua famiglia. Il mio scopo in questo saggio è di fornire un punto di vista globale su questo apparentemente infinito conflitto – ora generalmente chiamato Guerre Napoleoniche – e su come esso influenzò la Gran Bretagna, la famiglia di Austen e i suoi romanzi, in particolare Persuasione. L’articolo ha due obiettivi: raccogliere una quantità di informazioni rilevanti sulla guerra e sugli effetti che ebbe su Austen – informazioni che fino adesso sono disponibili solo in una dozzina di libri diversi e in una quantità molto maggiore di articoli – e fornire nuove osservazioni critiche circa il significato delle citazioni militari nei romanzi austeniani. La discussione è divisa in quattro sezioni: 1) la situazione geopolitica e militare complessiva e l’impatto sul paese; 2) il servizio militare, spesso trascurato, degli Austen; 3) la carriera nella marina di Frank e Charles, che durò tutta la vita, e gli sforzi della famiglia per agevolare le loro promozioni; e, da ultimo, 4) il modo in cui Jane inserì la guerra nei suoi romanzi e quale concreto impatto ebbe ciò nelle sue opere.{2}

Gli effetti della guerra infinita

Inghilterra e Francia furono in guerra per quasi ventinove dei quarantuno anni di vita di Jane Austen. Durante la sua vita adulta, prima della sofferta pace finale, ci fu un solo anno di tregua, con la Pace di Amiens del 1802. Nessuna persona ragionevole si aspettava che l’accordo durasse, ed entrambe le parti utilizzarono la tregua per riarmarsi, riorganizzarsi e reintegrare le truppe. In pratica, la ripresa delle ostilità fu un proseguimento del conflitto tra Inghilterra e Francia, andato avanti con alti e bassi per un secolo, per il controllo dell’Europa, delle rotte del commercio, delle colonie d’oltremare e per l’allargamento delle rispettive influenze. L’ultima guerra ebbe inizio nel 1793, quando, oltre a tali questioni, i francesi cercarono di esportare la loro violenta ideologia repubblicana. Nell’arco di pochi anni, il governo pro-ghigliottina della Francia si era piegato a un dittatore poi auto-dichiaratosi imperatore nel 1804. Le battaglie furono combattute in Europa, così come in Egitto e sugli oceani. L’Inghilterra accumulò coalizioni su coalizioni con alleati europei per contrastare Napoleone, ma la maggior parte della guerra si rivelò un sanguinoso stallo. La Francia non riusciva a sconfiggere la marina inglese, e l’Inghilterra, almeno fino alla conclusione, non riusciva a mettere in campo sul continente un’armata abbastanza numerosa da battere il predominio francese. Napoleone riconobbe l’impasse quando paragonò la Francia a un elefante, l’animale più possente sul terreno, e l’Inghilterra a una balena, quello più possente in mare. Ciascuna nazione regnava suprema nel proprio elemento.

La Gran Bretagna ottenne il primo successo nell’estate del 1808, quando le forze britanniche sbarcarono in Portogallo e, al comando del generale Arthur Wellesley, vinsero la battaglia di Vimeiro. Frank Austen, che ebbe un incarico di appoggio al convoglio per la maggior parte di quella che fu chiamata La Campagna Peninsulare, vide la battaglia dal ponte della sua nave e in seguito portò in patria i feriti britannici e i prigionieri francesi. Nelle lettere del gennaio 1809, Jane Austen menziona la successiva campagna britannica, un disastroso tentativo invernale in Portogallo e in Spagna del generale John Moore, nel quale Moore fu quasi preso in trappola da Napoleone dopo essersi mosso verso l’interno per aiutare le forze spagnole. Il disperato ripiegamento lasciò sul terreno migliaia di perdite e fu il più ampio ritiro prima di Dunkirk nella Seconda Guerra Mondiale. Jane scrisse che Frank sarebbe salpato per prestare aiuto nel ripiegamento. Non è chiaro se lo fece davvero, ma di certo sovrintese allo lo sbarco a Portsmouth degli stremati sopravvissuti. Quando il generale Wellesley (poi Lord Wellington) tornò nella penisola iberica, Napoleone si affrettò a inviare rinforzi, seguendo la sua massima “posso perdere terreno, ma non perderò mai un minuto.” I britannici, che non ebbero mai risorse sufficienti a combattere validamente Napoleone, si ritirano ordinatamente nelle fortezze della costa.

L’avanti e indietro proseguì fino al disastro invernale di Napoleone in Russia, nel 1812. Quella sconfitta permise ai britannici di avanzare da sud e ai russi da est, costringendo nel 1814 Napoleone ad abdicare e ad andare in esilio nell’isola d’Elba, al largo della costa francese. Trecento giorni dopo, tornò in Francia e riprese a combattere. La sua Grand Armée fu distrutta nella battaglia di Waterloo, mettendo fine al suo secondo regno dopo un centinaio di giorni. Per non correre rischi, stavolta l’Inghilterra lo esiliò nell’isola di Sant’Elena, un possedimento britannico dell’Atlantico meridionale. Napoleone morì nel 1821. Jane cominciò a scrivere Persuasione l’8 agosto 1815, il giorno in cui i giornali annunciarono che Napoleone era salpato verso il suo esilio definitivo.

La Gran Bretagna subì moltissime perdite e fu sull’orlo della bancarotta per gran parte della guerra. Fu comunque l’unico tra i più importanti paese europei a non subire direttamente devastazioni. Come gli Stati Uniti dopo la Seconda Guerra Mondiale, la Gran Bretagna ne uscì con l’apparato tecnologico, militare e navale largamente intatto e in posizione preminente nel mondo. Ironia della sorte, il blocco instaurato da Napoleone sul continente, che aveva bloccato il commercio britannico in Europa, aveva spinto gli uomini d’affari più intraprendenti a cercare nuovi mercati in ogni parte del mondo. Attraverso il commercio, sostenuto dalla sua invincibile flotta, l’Impero Britannico si estese nel pianeta per altri 150 anni.

Gli 1,66 miliardi di costo della guerra furono una spesa sbalorditiva per una nazione con una popolazione di circa dieci milioni di abitanti. A guerra in corso, l’Inghilterra impose tasse su numerosi beni: calendari, laterizi, candele, carrozze, dadi, specchi, guanti, cipria per capelli, cappelli, cavalli da caccia, pelle, affrancatura delle lettere, giornali, profumi, nastri, domestici, guardacaccia, licenze di caccia, cani da caccia, alcolici e vino, amido, orologi, tabacco, carta da parati e testamenti, In Orgoglio e pregiudizio, i cavalli di Mr. Bennet, essendo principalmente animali da fattoria, non sarebbero stati tassati. I cavalli da diporto di Darcy, invece, lo sarebbero stati, così come i cavalli e i veicoli di proprietà di persone ricche in altri romanzi. Le carrozze di Lady Catherine in Orgoglio e pregiudizio e di Sir Walter in Persuasione sarebbero stati tra i beni con tasse più alte: 8 sterline e 16 scellini per una carrozza a quattro ruote, 9 e 18 per una seconda e 11 ciascuna per quelle dalla terza in poi (Jones 80). Nel dicembre 1797, Eliza de Feuillide, cugina di Jane e in procinto di diventare moglie del fratello Henry, si lamentò così “Queste nuove tasse mi hanno costretta ad andare fuori Londra e a dar via la carrozza (Le Faye, Outlandish Cousin, 150). Nel 1799, L’Inghilterra istituì una imposta sul reddito per sostenere le spese della guerra. (La tassa sulle finestre citata in Mansfield Park era in vigore da generazioni.{3} Nonostante le entrate per le nuove tasse, a guerra finita metà delle spese sostenute rimase a debito.

Chiunque legga Austen potrebbe restare sorpreso nello scoprire che la guerra fu contrastata, poiché mai nei suoi libri c’è la minima traccia di dissenso. Ma la Lunga Guerra fu divisiva come lo fu la guerra del Vietnam negli Stati Uniti. I Tory ne erano fervidi sostenitori, mentre molti Whig – i cui affari e commerci subivano un impatto negativo e che sostenevano una forma di governo più democratica – si opponevano. Gli irlandesi, che mordevano il freno sotto il dominio inglese, vedevano nei francesi un appoggio per la ribellione. Anche in Inghilterra c’era un dissenso interno verso le privazioni imposte dalla guerra e le violenze usate per reprimerlo.

Ogni anno ci fu una qualche crisi interna dovuta alla guerra. L’anno che va dal 1797 al 1798, mentre Austen stava lavorando alla versione iniziale dei suoi primi romanzi, fu tipico. In quell’anno ci furono petizioni Whig per la fine della guerra. C’erano ribellioni irlandesi alimentate dai tentativi francesi di invasione, cosa che non ebbe seguito per la mancanza di un efficace coordinamento. Ci furono crisi bancarie che condussero a dei fallimenti. La coscrizione era tecnicamente illegale, ma alle comunità locali fu chiesto di fornire un certo numero di uomini all’esercito (“balloting” [sorteggio]), e ciò portò a delle proteste. In altri anni l’arruolamento forzato nella Royal Navy suscitò delle rivolte, ma in quell’anno furono i marinai in servizio a ribellarsi. Il cibo scarso e la paga esigua produssero rivolte, che cominciarono nello Spithead e si diffusero nel Nore prima di essere represse. Alla fine, ci furono ventuno uomini impiccati.

I nomi “Spithead” e “Nore” possono non suonare familiari al lettore moderno, o a chi non vive nel Regno Unito. Lo Spithead, le acque tranquille del porto militare di Portsmouth, era la sede della flotta dell’Inghilterra del sud, e il Nore era l’ingresso al Tamigi e alla base navale di Medway. Charles Austen fece servizio per tre anni come guardacoste nel Nore, spesso con a bordo la sua famiglia. Queste due installazioni militari erano le più importanti basi navali nel periodo in cui si temeva un’invasione francese ovunque il tempo e i venti lo avessero permesso. Anche se i marinai dicevano che si sarebbero fatti valere se i francesi si fossero fatti avanti, la flotta era poco preparata a un attacco improvviso. Immaginate se in circostanze simili la marina britannica che fronteggiava la costa francese fosse entrata in sciopero durante la Seconda Guerra Mondiale! Questo era l’impatto delle rivolte nella marina durante la guerra.

La famiglia Austen e la guerra

Frank e Charles si erano arruolati nella Royal Navy quando erano appena adolescenti, e dedicarono tutta la vita a quella professione. Nella cerchia ristretta della famiglia Austen nessuno servì nell’esercito, che faceva la guerra al nemico sul terreno. Tuttavia, i membri della famiglia Austen abili al servizio furono impegnati nella milizia, che difendeva la patria, o nei volontari, che sostituivano la milizia.{4} Al culmine della guerra c’erano in Inghilterra oltre 380.000 volontari che avevano il compito di respingere l’invasione francese. La marina aveva un gruppo simile di volontari per la difesa delle coste. Nel 1804 Frank comandava i “difensori del mare” nei pressi di Ramsgate, nel Kent. Non contava molto sulle loro capacità, e chiamava la recluta tipo “una specie di mezzo-marinaio mezzo-soldato, efficiente come nessuno dei due” (Southam 53).

La tradizione, e il Rappresentante della Corona nello Hampshire scoraggiavano l’uso delle armi da parte del clero, così il padre di Jane e il fratello maggiore, James, fecero i reclutatori. Mr. Austen portò trentacinque uomini della parrocchia di Steventon a fare i volontari, e James un centinaio della parrocchia locale nella milizia. Quando scoppiò la guerra nel 1793, il fratello ricco, Edward, divenne vice luogotenente di contea del Kent, a aiutò a organizzare la milizia. Nel 1794 si arruolò come alfiere (sottotenente) della Guardia Nazionale a cavallo di Wingham, e nel 1803 organizzò la compagnia di volontari di Godmersham e Molash del Kent orientale, nella quale servì come primo capitano di cavalleria.

Henry servì nella Milizia dell’Oxfordshire dal 1793 al 1801. Questa esperienza ebbe due importanti effetti sulla sua vita. Il primo, che divenne ufficiale pagatore del suo reggimento e poi delegato dell’esercito. Questi ruoli lo introdussero nell’ambito bancario con due dei suoi colleghi ufficiali della milizia, e insieme sfruttarono le loro relazioni militari per mettersi in affari. Quella professione ebbe anche un impatto nella carriera navale dei suoi due fratelli, e sulle vicende editoriali di Jane, come si vedrà di seguito. La banca di Henry divenne alla fine rappresentante di almeno sei milizie, con la gestione delle finanze dei reggimenti e dei conti personali di diversi ufficiali. Divenne anche esattore delle imposte. I suoi affari crollarono all’inizio del 1816, quando una forte recessione seguì la fine della guerra.

L’altro impatto maggiore della guerra su Henry coinvolge un’altra ribellione militare, a Newhaven, nell’aprile del 1795 nella Milizia dell’Oxfordshire dove serviva. Per due giorni, quattrocento uomini attaccarono fattorie  e mulini, per protesta contro le loro magre razioni e per aiutare i poveri del luogo. I due capi furono fucilati, e altri tre uomini fustigati – trecento frustate ciascuno. Henry non era lì durante la rivolta, ma lui e altri diecimila uomini vennero richiamati per essere di esempio ai ribelli. Il primo ministro Pitt, comunque, fece incrementare la quantità di cibo per le milizie.

Con la nazione in guerra, due fratelli direttamente coinvolti nel conflitto, e gli altri fratelli coinvolti nella milizia, è paradossale che la sola perdita nella ristretta cerchia familiare ci fosse attraverso le sorelle. Cassandra perse il fidanzato, Tom Fowle, nel 1797, mentre serviva come cappellano in un convoglio militare diretto nelle Indie occidentali, in compagnia del cugino, Lord Craven. Tom morì di febbre gialla, così come metà dei britannici nei Caraibi. (L’esercito britannico comprò 13.400 schiavi per compensare le perdite; agli schiavi veniva promessa la libertà alla fine della guerra.) Anche il fratello di Tom fu ucciso nel 1801 nella campagna d’Egitto. L’altra morte nell’ambiente familiare fu quella di George Bridges in una azione navale nell’agosto del 1807. George  era il fratello minore di Elizabeth Bridges, la moglie del fratello di Jane, Edward. Il primogenito dei Bridges era l’erede delle proprietà di famiglia; gli altri figli entrarono nel clero. Com’è evidente nella famiglia di Austen e nei suoi libri, molti figli cadetti si dedicavano alla carriera militare. Frank aveva preso George a bordo della Canopus, dov’era rimasto quando Frank aveva lasciato il comando. La morte in battaglia di George, citata in una breve nota nel diario della nipote Fanny Austen (più tardi Knight), deve aver colpito in modo particolare Jane e Cassandra. La cognata aveva perso il fratello minore in un combattimento navale; loro avevano un fratello minore che partecipava a combattimenti navali. E George era stato ferito mortalmente sullo stesso ponte che Frank aveva calpestato di recente.

Frank e Charles: I “fratelli marinai”

Frank e Charles sono diventati noti come i “fratelli marinai” [“sailor brothers”], il titolo della prima biografia dei due, scritta dal nipote e dalla pronipote di Frank, John e Edith Hubback. Entrambi servirono nella Royal Navy, che era l’orgoglio dell’Inghilterra, il “Muro di Legno” tra Inghilterra e Francia. In termini di risultati e di gradi Frank e Charles ebbero splendide carriere. Frank fu uno dei capitani di Nelson, conquistò la gloria a Santo Domingo e morì come ammiraglio della flotta, il grado più alto del paese. Charles ebbe più di una dozzina di premi e divenne contrammiraglio, comandante in capo delle Indie Orientali e della base navale in Cina. I premi in denaro per la cattura di navi integravano la paga e, come mostrato nel caso dell’ammiraglio Croft e del capitano Wentworth in Persuasione, a volte rendevano ricchi gli ufficiali navali.

Le carriere di entrambi gli Austen furono tuttavia ostacolata per lunghi periodi, ed entrambi combatterono “il sistema” per tutta la vita. All’inizio i due fratelli frequentarono il nuovo college navale di Portsmouth, cosa che si discostava dalla tradizione. Normalmente, un ragazzo si sarebbe imbarcato su una nave all’età di undici anni – nove anni (!) era l’età minima consentita – avrebbe letteralmente imparato a maneggiare il cordame come guardiamarina per tre anni, aspettando l’esame per tenente di vascello. La frequenza del collegio navale prevedeva tre anni di studio, due dei quali contavano come esperienza di mare. Lo scopo era di far diventare i ragazzi dei gentiluomini oltre che dei marinai, poiché all’estero gli ufficiali di marina agivano spesso come ambasciatori di fatto dell’Inghilterra. (Frank Austen frequentò infatti la corte cinese, e il servizio in Sud America di Charles Austen gli fece guadagnare una onorificenza da parte di Simon Bolivar). I vecchi lupi di mare tra gli ufficiali non erano necessariamente d’accordo con questo nuovo e garbato approccio dell’istruzione navale, e ci furono spesso contrasti con altri giovani che erano andati direttamente in mare. Nondimeno, sia Frank che Charles furono presto messi alla prova e ottennero il grado di tenente di vascello.

Come chiunque altro, gli Austen usavano ogni mezzo possibile per perorare la causa dei loro figli. Per aiutare Frank, nel 1794 Mr. Austen scrisse a Warren Hastings, già governatore generale dell’India e padrino (anche ritenuto il padre) della cugina di Jane, Eliza. Hastings scrisse al Primo Lord dell’Ammiragliato Affleck. Dalla parte della madre di Jane, i Leigh, c’erano due capitani, Stanhope e Chamberlayne, che diventarono contrammiragli dopo l’entrata in servizio di Frank e Charles. Jane Cooper, cugina di Jane, sposò il capitano (più tardi ammiraglio) Thomas Williams, che divenne patrono di Charles. Fu a bordo della nave di Williams che Charles ebbe la promozione dopo Camperdown.

Fra tutte le parentele, la relazione più importante si ebbe attraverso la prima moglie di James, Anne. Sposatasi con James solo pochi anni prima della morte, era la figlia del generale Edward Mathew, un tempo governatore di Grenada. Mathew aveva due nipoti, ciascuna delle quali sposò uno dei fratelli Gambier: James, futuro Lord dell’Ammiragliato, e Samuel, segretario del Consiglio della Royal Navy. James Gambier contribuì alle prime promozioni di Frank e lo ebbe sotto di sé in diversi comandi navali. Il 18-19 dicembre 1798, Jane scrive a Cassandra che il padre aveva in programma di scrivere a Gambier anche riguardo a Charles, scherzando sul fatto che “sarà contento” di avere un altro Austen da aiutare oltre a Frank. Jane aggiunge che Charles avrebbe scritto anche a Sir Thomas Williams. Il 24-26 dicembre 1798, Jane manda un’altra lettera a Cassandra dicendo che Gambier ha riposto che Charles sarà trasferito su una nave più grande “quando si presenterà l’occasione opportuna e si riterrà che egli abbia concluso il suo Turno su una Nave piccola”. Quanto a Frank, Gambier, sulla base di informazioni ricevute da Lord Spencer dell’Ammiragliato, dice: “vi posso assicurare che la sua promozione avrà probabilmente luogo molto presto”. Jane scrive più avanti nella lettera che Charles le ha detto di aver scritto direttamente a Lord Spencer, e ciò fa aggiungere a Jane che l’Ammiragliato ha ormai ricevuto così tante richieste dagli Austen che “sua Altezza serenissima sarà in collera, e ordinerà di tagliare qualcuna delle nostre teste.” Appena due giorni dopo (28 dicembre 1798), Jane, in un’altra lettera, esulta perché le richieste per entrambi i fratelli sono state esaudite. “Frank ce l’ha fatta. – Ieri è stato promosso al Grado di Comandante, e assegnato allo sloop Petterel” e “il Ten. Charles John Austen è stato trasferito sulla Fregata Tamer.” (Con la sua tipica noncuranza per l’ortografia, Jane sbaglia a scrivere i nomi della Peterel e della Tamar. In una lettera di un mese dopo, quando Charles è riassegnato alla sua vecchia nave, la Endymion, l’ortografia di Tamar è corretta.)

Tramite i Gambier, la famiglia entra anche in relazione con Lord Moira, un ufficiale superiore e influente compagno del futuro principe reggente e poi re, Giorgio IV. Brian Southam, nel suo libro del 2005, Jane Austen and the Navy, documenta in che modo Moira aiutò Frank. Normalmente si crede che Charles sia stato promosso soprattutto per l’intervento di Sir Thomas Williams. Stuart Bennet, invece, nel suo articolo del 2013 su Persuasions, rivela una corrispondenza presso la Huntington Library che collega Moira alla promozione di Charles. Le lettere chiariscono un accordo di interscambio con il quale la banca di Henry prestava denaro a Moira in cambio di lettere di raccomandazione alle autorità navali. Nel 1803-1804, Moira ricevette da Henry prestiti per un totale di almeno 2.000 sterline, a fronte di dell’appoggio di Moira, che portò al primo comando di Charles, lo sloop Indian nelle Bermuda. Nel 1805, con un altro scambio di prestiti a fronte di lettere si provò a far ottenere a Frank una fregata – il tipo di nave potenzialmente più adatta per guadagnare dei premi – ma il tentativo fallì (Bennet 135-141).

Questi accordi furono mediati dal capitano (poi maggiore) Charles James, agente finanziario di Moira e socio silente della banca di Henry. Non è chiaro come Henry Austen e Charles James si fossero conosciuti, ma divennero soci quando Henry avviò la sua agenzia per l’esercito o subito dopo.{5} E. J. Clery, nel suo libro del 2007 Jane Austen: The Banker’s Sister, descrive James come un personaggio ombra. Bennett, nel suo articolo, mostra come James cercasse in continuazione, e talvolta in modo disperato, di tirar fuori Moira dai suoi guai finanziari, dovuti alla prodigalità e all’irresponsabile abitudine di prestare denaro agli altri. Alla fine, sia Moira che James Gambier persero gli appoggi politici e cessarono di essere in grado di fornire molto aiuto. Inoltre, l’impossibilità per Moira di restituire i prestiti mise Henry nella condizione di non poter più concederne altri. Quando Moira fu nominato Governatore Generale dell’India, nel 1813, il suo credito crebbe, e Henry gli prestò altre 6.000 sterline. Sfortunatamente, Moira usò l’India per sfuggire a debiti stimati in più di un milione. La perdita delle 6.000 sterline da parte di Henry fu la causa immediata della sua bancarotta nel 1816, con disastrose conseguenze per la famiglia. Edward perse almeno 20.000 sterline; lo zio Leigh Perrot almeno 10.000; Frank e Charles persero la maggior parte dei loro risparmi. La prudente Jane perse 13 sterline e 7 scellini; la maggior parte delle 640 sterline guadagnate come scrittrice erano investite – e dove se no? – in obbligazioni sicure della Royal Navy all’interesse del 5 percento annuo.

La relazione Gambier-Moira-James aiutò le carriere iniziali sia di Frank che di Charles. È difficile dire se questi aiuti fossero stati sufficienti a compensare il fallimento che seguì. Inoltre, se Charles James non fu il mezzo iniziale per arrivare a Moira, c’è la più che possibile probabilità che fosse il tramite attraverso il quale Jane Austen trovò il suo primo editore, Thomas Egerton. James scrisse due libri di successo per Egerton, Regimental Companion (1800) e Military Dictionary (1802). Il legame con Henry via James può spiegare perché Egerton, un editore di argomenti militari, accettò un romanzo non militare di un’autrice esordiente.

Gli effetti della mancata presenza di Frank a Trafalgar

La sfortuna fece sì che la carriera di Frank non fosse una ininterrotta corsa alla gloria. Mentre era capitano della flotta di Lord Nelson nel Mediterraneo, fu inviato con cinque altre navi a procurarsi provviste a Gibilterra. Mentre il gruppo era via, i francesi e gli spagnoli presero posizione per la grande battaglia di Trafalgar, vicino Cadice, in Spagna. Ventisette navi britanniche distrussero le trentatré navi dell’insieme della flotta nemica, causando la fine di ogni minaccia circa la tanto temuta invasione francese dell’Inghilterra. Non solo Frank mancò di essere presente alla storica battaglia navale – che fruttò a tutti i capitani suoi colleghi plauso, premi e proficui incarichi – ma la morte in battaglia di Nelson lo privò anche del suo maggiore protettore. Nel suo diario di bordo, e in una lunga lettera scritta dalla metà alla fine dell’ottobre 1805 a Mary Gibson, la sua fidanzata a Ramsgate, Frank scrive sconsolato: “Grande e importante come dev’essere considerata la vittoria, è stata, ahimè! ottenuta a caro prezzo.” Si riferiva all’ammiraglio Nelson, la cui perdita era “la più grande che sarebbe potuta capitare. […] Non ho mai conosciuto un suo pari, né mi aspetto di conoscerne.”

Frank sa che “la perdita di vantaggi economici, così come di riconoscimenti professionali” è stata causata dalla sua mancata presenza alla battaglia. Scrive a Mary:

Nella tua soddisfazione per non aver io corso pericoli […] non devi rimpiangere molto il fatto che io non […] abbia contribuito alla […] vittoria; non è così per me; non dico certo che mi piaccia battermi in sé, ma […] considererò sempre il giorno del mio allontanamento dalla squadriglia come il più disgraziato della mia vita. […] Ahimè! Mia carissima Mary, […] non posso fare a meno di avvertire come siamo stati sfortunati ad andarcene in quel momento, e, per una fatale combinazione di eventi sfavorevoli, anche se inevitabili, perdere così ogni possibilità di condividere la gloria di una giornata che supera tutte quelle precedenti. […] Dato che non riesco a scrivere su questo argomento senza dolermene, per il momento lo tralascerò, finché il tempo e la riflessione mi riconcilieranno un po’ di più con quanto so ora essere inevitabile. (Southam 97-100){6}

Avendo una delle poche navi intatte, Frank rimase di pattuglia mentre la malconcia flotta inglese cercava di tornare in patria con un cattivo tempo che provocò la perdita della maggior parte del bottino. Quando più tardi due squadriglie francesi sfuggirono all’assedio, la squadriglia di Frank si gettò all’inseguimento, sorprendendone una delle due a Santo Domingo, nelle Indie occidentali: cinque navi nemiche in fila. La Canopus di Frank ne disalberò due; il bottino dei britannici fu di tre navi, lo stesso numero di quelle scampate a Trafalgar. La grande vittoria sul mare di ottobre a Trafalgar da parte della “balena” (L’Inghilterra) era stata subito compensata dalla grande vittoria sul terreno di dicembre su Russia e Prussia a Austerlitz, da parte dell'”elefante” (la Francia). Così, la vittoria del febbraio 1806 nelle Indie occidentali provocò un altro imponente festeggiamento, e la carriera di Frank si rimise sui binari giusti.

La Canopus.
(Courtesy of Jane Austen’s House Museum)

Le navi catturate furono vendute come bottino; una nave da guerra valeva di solito circa 2.500 sterline. Un quarto andava al comandante della flotta; tre ottavi al capitano (ridotti a due ottavi nel 1808), e il resto diviso tra gli altri ufficiali e l’equipaggio. Le ricompense includevano anche il cosiddetto “head money” [soldi per testa] – 5 sterline per ogni nemico ucciso o catturato. I capitani vittoriosi avrebbero anche ricevuto un dono cerimoniale, ovvero un piatto d’oro o d’argento che poteva valere dalle 100 alle 400 sterline, simile al salario annuale di un capitano, che andava da 200 a 400 sterline. Tutto compreso, da Santo Domingo Frank al massimo ricavò probabilmente non più di 1.250/1.500 sterline, sufficienti per sposarsi – anche se al suo ritorno si ritrovò a mezza paga, nel periodo in cui la malmessa Canopus si fermò per riparazioni e lui rimase senza un comando per molti mesi.

Frank, come ogni altro capitano, ambiva a una fregata, che aveva la tendenza a essere uno dei privilegi di chi aveva relazioni utili. Con da 34 fino a 40 cannoni, queste “pantere dell’oceano” erano dotate di velocità e armamento adatti a catturare la maggior parte delle navi e a sfuggire a un nemico più grande. Frank aveva chiesto diverse volte a Nelson una fregata e una “roving commission” (licenza illimitata) che gli avrebbe consentito di andare a caccia per proprio conto, il che avrebbe significato non dover dividere il bottino con un comandante. Nel 1805, però, Nelson era occupato a imporre una battaglia decisiva alla Francia e voleva tenere a portata di mano tutte le fregate. Dopo la morte di Nelson, il 31 ottobre 1805 Frank scrisse, “Ho di nuovo perso ogni possibilità di avere una fregata”. Frank credeva che Nelson avrebbe alla fine “esaudito i suoi desideri”, ma non conosceva abbastanza il successore, l’ammiraglio Collingwood, per chiedergli una fregata (Hubback 160). (Frank non sapeva che Nelson l’aveva raccomandato per il comando della fregata Acasta, una possibilità che spirò insieme al comandante in capo.) La frustrazione per la fregata emerge di nuovo, stavolta in una lettera di Jane a Cassandra del 20/22 febbraio 1807: “dato che il 1° Lord [Thomas Grenville] dopo aver promesso a Lord Moira che il Cap. A. avrebbe avuto la prima buona Fregata disponibile, ne ha distribuite due o tre delle migliori, [Frank] non ha nessun motivo particolare per aspettarsi una nomina in questo periodo.”

Alla fine, la maggior parte dei comandi di Frank concernevano navi vecchie e lente. A Santo Domingo, disse, la Canopus “navigava così male che fummo quasi l’ultima nave a entrare in azione; tuttavia, quando ci riuscimmo facemmo la nostra parte (Hubback 175-176). A un certo punto consegnò a Lord Nelson una protesta formale circa le cattive condizioni della nave (Honan 218). Alla fine, l’incarico successivo di Frank riguardò un’altra vecchia nave, la St. Albans, che Southam definisce “un vero rottame” (64). Per rendere la St. Albans idonea alla navigazione di scorta al convoglio, Frank dovette scrivere ripetutamente delle lettere agli “Ufficiali e Funzionari principali della Marina di Sua Maestà (Hubback 186). Solo una volta Frank ebbe una nave moderna, la Caledonia, la più nuova e bella della flotta, un gioiello da 120 cannoni. Era la nave ammiraglia del suo protettore, l’ammiraglio Lord James Gambier. Quando pochi mesi dopo Gambier fu sostituito, il nuovo ammiraglio tolse il comando a Frank per darlo al genero. La lettera di Jane del 18-20 aprile 1811 rivela la sua preoccupazione per quel torto al fratello: “Sir Edward Pellew è subentrato a Lord Gambier, e un qualche suo Capitano, è subentrato a Frank; […] che farà? e dove andrà a vivere?” Frank finì al comando della Elephant, con settantaquattro cannoni, una nave solida ma non adatta alla caccia di navi nemiche.

L’esperienza di Frank con vecchie bagnarole fu probabilmente la fonte delle sardoniche osservazioni del capitano Wentworth in Persuasione circa la sua prima nave, lo sloop Asp. “Spremuta e fatta a pezzi” e a malapena adatta a prestare servizio nelle acque nazionali, alla Asp era stato ordinato di attraversare tremila miglia di oceano verso le Indie occidentali: “L’ammiragliato […] si diverte di tanto in tanto a mandare un centinaio di uomini in mare, con una nave non adatta a essere impiegata. Ma ne hanno tantissimi a cui provvedere, e tra le migliaia che possono o meno andare a fondo, è impossibile per loro distinguere quelli che possono far sentire meno la loro mancanza.” (I-8)

Dopo la guerra, quando la marina fu ridimensionata, la mancanza di relazioni ostacolò la carriera di Frank. Rimase in servizio ed ebbe delle promozioni e dei riconoscimenti, ma non ebbe comandi per ventinove anni. Non avere una nave, disse, non dipendeva “da mancanza di voglia o di impegno” ma dal “non avere alcuna influenza politica o familiare” (Southam 111 n105). Solo quando il tempo assottigliò i ranghi degli ufficiali superiori, quando aveva settantuno anni, ebbe un’altra nave. Nel 1844 divenne comandante in capo della base navale del Nord America e delle Indie occidentali. Nel 1863, due anni prima di morire, quando era immobilizzato su una sedia a rotelle, divenne Ammiraglio della Flotta.

Magri bottini e carriera naufragata per Charles

Charles trascorse la maggior parte della guerra nelle basi del Nord America, alternandosi tra la Bermuda e la Nuova Scozia. Ottenne un certo numero di premi, anche se nessuno consistente. Dopo essere stato assegnato come guardacoste a Nore, tornò in mare nel Mediterraneo. Lì, però, perse la sua nave, la Phoenix, quando un pilota locale la condusse sugli scogli vicino a Smirne, in Turchia. Anche se fu scagionato da qualsiasi colpa, la perdita non sarebbe potuta capitare in un periodo peggiore. Con la fine della guerra, e l’abbondanza di capitani, chi avrebbe affidato un comando a qualcuno la cui nave era andata a fondo? Per nove anni, Charles ebbe un incarico a terra per sovrintendere alle operazioni di guardia costiera. Un giorno, vide l’Aurora pronta per salpare, ma con la bandiera del capitano a mezz’asta. Prese una scialuppa e andò sulla nave per accertarsi della morte del capitano, presentò le proprie credenziali all’Ammiragliato, e chiese della partenza. Alla richiesta di quando sarebbe potuto salpare, disse: “domani!” In effetti, salpò quattro giorni dopo (Southam 55 n18). Per quanto brillante sia l’aneddoto, è possibile che sia falso.{7}

Charles Austen.
(Courtesy of Jane Austen’s House Museum)

Comunque, Charles ottenne rapidamente un comando. Dal 1826 fino alla morte nel 1852 fu di nuovo un navigante; il solo periodo prolungato in cui rimase a terra fu quando era convalescente dopo la caduta da un pennone. Guidò la flotta che conquistò Rangoon e morì di colera a Burma nel 1852 all’età di 73 anni. Un ufficiale scrisse: “Il nostro buon ammiraglio conquistò i cuori di tutti con la dolcezza e il garbo con cui affrontò la malattia sforzandosi di adempiere ai propri doveri. […] Fu un enorme dolore per l’intera flotta. Piansi amaramente alla notizia della sua morte” (Southam 56 n22).

Non avendo più relazioni utili alle loro carriere, Frank e Charles non esitarono a usare il nepotismo per aiutare la propria famiglia, con quella che era comunemente chiamata “nave familiare”. Sulla nave ammiraglia di Frank in Nord America nel 1845, la Vindictive, tra i suoi ufficiali c’era George, il terzo figlio, come cappellano, e Herbert Gray, il quarto, come aiutante di bandiera. Frank cercò di far promuovere capitano di bandiera il figlio suo omonimo, ma l’ammiragliato respinse la richiesta.{8} Quando Frank promosse Herbert Gray al comando della Vesuvius, nominò il figlio omonimo di Charles al posto di Herbert come aiutante di bandiera. Frank portò anche con sé le figlie Cassandra e Frances, Cassandra non sembra fosse molto amata; i membri dell’equipaggio la chiamavano “Miss Vendicativa”.

Anche il fratello Charles riempì la sua nave famiglia quando ebbe il comando delle Indie orientali e della Cina nel 1847. Il figlio Charles era ufficiale; il nipote Frank era il suo capitano di bandiera (questa nomina passò l’esame dell’ammiragliato); ebbe tre pronipoti a bordo, due della famiglia Bridges e uno da parte di Frank; un altro dei suoi ufficiali fu Tom Fowle, nipote del defunto fidanzato di Cassandra, che era stato precedentemente in servizio sotto il comando dei fratelli Austen. Anche Charles portò con sé la moglie Harriet e le figlie Cassandra, Harriet e Fanny. Come Mrs. Croft in Persuasione (e probabilmente Anne Elliot dopo il matrimonio), la figlia Fanny visse a bordo come moglie di marinaio – aveva sposato il cugino Frank.{9}

Con la pura e semplice tenacia, i fratelli marinai di Austen arrivarono ai più alti gradi della loro professione. Dopo il grado di capitano, le promozioni si basavano sull’anzianità, e i ragazzi Austen sopravvissero – e alla fine lasciarono indietro – i loro competitori con relazioni migliori.

La guerra e i romanzi

Abbiamo visto il considerevole impatto della guerra sull’Inghilterra e il ruolo che recitò in essa la famiglia di Austen. Quanto di quel violento conflitto è nelle sue opere? La risposta, fino a Persuasione, e in qualche modo a Mansfield Park, è non molto. Negli altri libri ci sono moltissime figure di militari, ma non c’è la guerra. Il generale e il capitano Tilney hanno prestato servizio, ma ora sono in ozio. Il colonnello Brandon era andato nelle Indie orientali per guarire il cuore spezzato; il suo servizio è ridotto da Marianne e Willoughby all’essere esperto di zanzare, nababbi, monete d’oro coloniali e palanchini (Ragione e sentimento, I-10). Il padre di Jane Fairfax era morto in azione diversi anni prima. Mr. Weston era stato capitano della milizia. E naturalmente Wickham è nella milizia.

In Austen, Brandon è l’archetipo del grado di colonnello, un “uomo assennato, beneducato, colto, dai modi garbati, e […] in possesso di un cuore gentile.” è la difesa che ne fa Elinor (Ragione e sentimento, I-10). Il colonnello Campbell accoglie in casa Jane Fairfax, e il colonnello Fitzwilliam continua a stare nell’esercito dopo la brusca sparizione dalle pagine di Orgoglio e pregiudizio. “L’assennato” colonnello Forster (Orgoglio e pregiudizio, II-18 [41]), nonostante abbia fallito nel controllare Lydia (un incarico che in realtà spettava alla moglie appena sposata), tenta di sistemare la faccenda andando a cercare in lungo e in largo Wickham dopo la fuga. In Persuasione, il colonnello Wallis, anche se bollato dal rapporto con William Elliot, non ha altra colpa che aiutare un amico a sventare i piani di Mrs. Clay, in cerca di un buon partito.

Più che un soldato che interpreta un ruolo eroico come protagonista, ciò che vediamo nei romanzi sono le situazioni della vita normale, nelle quali il servizio militare è una necessità economica per figli cadetti o per uomini che hanno comunque bisogno di un’occupazione. Il colonnello Fitzwilliam dice a Elizabeth: “Un figlio cadetto, lo sapete, dev’essere avvezzo alle rinunce e alla mancanza di indipendenza. […] In questioni di maggior peso, posso sentire la mancanza di denaro. I figli cadetti non possono sposarsi come vogliono.” (Orgoglio e pregiudizio, II-10[33])

I soldati, poi, non erano dissoluti come sottinteso dal loro comportamento a Brighton. Quel posto di mare e di villeggiatura era il ritrovo principale del futuro reggente e della sua combriccola, così come per frivole ragazze di campagna. Lydia guarda a Brighton come a una “gaia località di mare” nella quale le strade sono “colme di ufficiali”, “risplendenti di colore scarlatto”, dove avrebbe potuto “civettare teneramente con almeno sei ufficiali alla volta.” (II-18[41]) Ma Brighton era anche un porto fortificato, con una nutrita guarnigione per contrastare un’invasione francese. Guglielmo il Conquistatore era sbarcato a sole trentacinque miglia a est, e sappiamo come fosse finita. Brighton era stata saccheggiata dai francesi nel 1514 e in seguito attaccata ripetutamente. Al tempo di Austen, così come adesso, una grande strada verso nord portava a Londra dopo appena cinquanta miglia. Se Napoleone fosse sbarcato con forze sufficienti, avrebbe potuto prendere la capitale prima che l’esercito potesse rispondere all’attacco. Newhaven, dove nel 1795 stava la milizia dell’Oxfordshire in cui era arruolato Henry, era a sole sei miglia a ovest di Brighton, uno dei motivi della severità con la quale si reagì alla ribellione.

Quindi, gli ufficiali della milizia non erano così immorali come potrebbe sembrare dal loro andare in cerca di donne. Come soldati pronti a qualsiasi battaglia – dai cavalieri del ‘600 alle forze speciali odierne in Afghanistan – vivevano giorno per giorno, nel timore che ognuno potesse essere l’ultimo. La milizia era a Brighton per concrete ragioni militari: bloccare o ritardare a costo della vita un’invasione fino a quando il resto dell’esercito inglese si fosse radunato. Mentre i ricchi Darcy e Bingley lasciano che siano gli altri ad arruolarsi, Wickham è uno di quelli che fa da baluardo contro un molto probabile attacco di truppe straniere. Il suo status militare conferisce credibilità alle bugie che racconta, e spiega perché Lizzy sia all’inizio preda del suo fascino.

Dopo la fuga di Lydia, aspetti finanziari e militari continuano a incrociarsi. Darcy tacita Wickham pagando i suoi debiti, dando a lui e a Lydia 1.000 sterline a testa, e comprando per lui un grado di ufficiale nell’esercito regolare. Quest’ultimo sarebbe costato a Darcy circa 450 sterline – più del salario di un capitano della marina. Come ufficiale dell’esercito, Wickham poteva essere mandato a combattere oltremare. Tuttavia, nell’immediato va al nord, dove il suo incarico avrà più a che fare con il reprimere le proteste sociali che col tenere a bada i francesi. Le privazioni dovute alla guerra e la crescente automazione delle fabbriche tenevano il nord dell’Inghilterra e la Scozia in costante tumulto.

Questo aspetto della forza militare è anche messo in luce nell’unico significativo riferimento militare ne L’abbazia di Northanger. Parlando di un nuovo romanzo gotico, Catherine Morland dice a Eleanor Tilney che “qualcosa di veramente spaventoso” verrà fuori a Londra, “più orribile di qualsiasi altra cosa mai vista prima.” (I-14) Eleanor si spaventa, credendo che stia parlando delle recenti tensioni sociali. Il fratello Henry porta avanti il gioco: “una folla di tremila persone assiepate a St. George’s Field, la Banca d’Inghilterra assalita, la Torre minacciata, le strade di Londra con fiumi di sangue, un distaccamento del 12° Dragoni Leggeri (la speranza della nazione), richiamato […] e l’eroico capitano Frederick Tilney […] sbalzato da cavallo da un pezzo di mattone”. (I-14) È difficile dire se Austen intenda ciò come una riflessione sul carattere del capitano, o se stia semplicemente riportando la verità: che l’esercito o la milizia reprimevano regolarmente le proteste, pace o guerra che fosse.

Con Mansfield Park e Persuasione, Austen si volge più direttamente verso la marina. In entrambi i libri ci sono numerosi riferimenti navali, che Austen gestisce con notevole abilità. Nel suo Memoir sulla vita della zia, il nipote James Edward Austen-Leigh rileva la sua meticolosità per quanto riguarda la professione dei fratelli. “La loro onorata carriera spiega […] la facilità e la precisione con la quale ne scriveva. […] Con navi e marinai lei si sentiva a casa, o almeno poteva confidare su un giudizio fraterno per sentirsi al sicuro.” (Memoir, capitolo I){10} In aggiunta al già citato collegamento tra i suoi fratelli marinai e William Price, il romanzo descrive anche William come contraltare positivo agli uomini dissoluti, quasi tutti, che circondano Fanny e le altre donne. Lo zio Sir Thomas Bertram ha aiutato William così come Fanny; Sir Thomas “aveva fatto molto per il suo mantenimento e la sua carriera” quando il nipote si era arruolato in marina. Sir Thomas riflette sulle impressioni positive suscitate in lui dal ragazzo, al quel pensa come il “suo protetto […] che aveva equipaggiato sette anni prima.” (Mansfield Park, II-6[24]) Fanny reagisce ai racconti di William come Jane avrebbe reagito ai racconti dei fratelli, rivelando “il rossore delle sue guance, la luce che le brillava negli occhi, il profondo interesse, l’assorta attenzione, mentre il fratello descriveva i rischi che aveva corso” in mare.” (II-6[24]) La reazione di Fanny, in effetti, è il primo passo che porta Henry Crawford a cambiare il giudizio su di lei, da ragazza con la quale divertirsi e giovane donna da ammirare: “Henry Crawford aveva abbastanza principi morali per apprezzare quelle descrizioni. Il fascino di Fanny aumentò, anzi aumentò in misura doppia […] Lui ormai non aveva più dubbi sulle qualità del cuore di lei. Era capace di sentimenti, di sentimenti autentici. […] Lo interessava più di quanto avesse previsto.” (II-6[24])

Quando gli sforzi di Henry Crawford per aprire una “piccola breccia” nel cuore di Fanny (II-6[24]) gli fanno invece perdere la testa per lei, egli va dal suo disdicevole zio, l’ammiraglio Crawford, per ottenere la promozione a tenente di vascello per William. È difficile esagerare la portata di questo fatto nella carriera di William. A quel tempo non si poteva ottenere quel grado a meno che non ci fosse una posizione vacante, ed egli avrebbe languito come uno dei duemila “giovani gentiluomini” a cui mancavano relazioni per ottenere un avanzamento (Southam 188). In Persuasione, l’ammiraglio Croft rimprovera garbatamente Wentworth quando quest’ultimo si lamenta del suo primo incarico di comando, lo sloop Asp. L’ammiraglio gli rammenta come lui fosse stato “fortunato ad avere qualcosa così presto, senza nessuno a raccomandarlo se non se stesso.” Così ammonito, Wentworth riconosce di essere stato fortunato e conferma di essere stato “totalmente soddisfatto” della nomina. (I-8)

Non era insolito per uomini sui trenta essere ancora guardiamarina  perché privi di raccomandazioni, e il record di età era cinquantasette anni.{11} William lo sa perfettamente. Non è che un “povero e modesto guardiamarina”. “Un guardiamarina è come se fosse un nulla. E in verità è un nulla.” (II-7[25]) Molte donne avrebbero sposato all’istante Crawford piene di gratitudine – il che, ovviamente, è la risposta che lui si aspetta da Fanny. Si deve presumere che sia questo fatto a far dire alla sorella di Jane, Cassandra, che Fanny avrebbe dovuto sposare Henry invece di Edmund Bertram. La preferenza di Cassandra per Henry è stata riferita molti anni dopo dalla nipote Louisa Knight (Le Faye, Family Record 275),{12}, ma Jane era fermamente decisa a far sposare alla sua eroina un ecclesiastico. Questa decisione è il maggiore punto di contrasto del romanzo, poiché persino l’ininterrotta gentilezza di Edmund verso Fanny non avrebbe potuto eguagliare il salto professionale che Henry aveva permesso al fratello. Cassandra deve aver giudicato la sfacciata azione di Henry come segno della sua crescita personale e come un obbligo da pagare da parte di Fanny; ma Jane e Fanny la vedono evidentemente come un indecoroso tentativo di sollecitare una contropartita.

In Persuasione, l’enfasi è sul mutamento sociale ed economico dopo la guerra più che sulla guerra in sé. Il principale tema sociale è l’eroe marinaio fattosi da solo che torna per soppiantare l’aristocrazia ormai indebolita. Gli ufficiali sono capaci di esercitare le loro “virtù domestiche” (II-12[24]) per mezzo della ricchezza che hanno guadagnato, in modo opposto alla ricchezza sperperata dagli aristocratici. I guadagni non precisati dell’ammiraglio Croft bastano ad affittare la confortevole proprietà degli Elliot. Wentworth porta con sé 25.000 sterline. In contrasto con la sua situazione di penuria economica e di futuro incerto del 1806, ha ormai denaro più che sufficiente per corteggiare la figlia minore di un baronetto.

Persuasione è quindi incentrata sui premi della marina, una materia familiare per Austen, vista l’importanza che aveva per i fratelli. Sulle prime, però, i guadagni sembrano una licenza poetica: né Frank né Charles ebbero mai la somma di Wentworth, e in due trascorsero un totale di 140 anni in marina! Per due volte nelle sue lettere Austen parla di premi mancati per Frank. Il 1° novembre 1800, osserva in modo irriverente che “del premio è ignaro”. Il 26 giugno 1808, scrive che “non ha bisogno di altro che di un buon Premio per essere un Carattere perfetto.” Aveva ragione, poiché egli aveva avuto poco denaro extra salvo che a Santo Domingo. Al suo primo comando, lo sloop Peterel, aveva catturato quaranta navi, ma con un ritorno economico di poche centinaia di sterline; la maggior parte del bottino era stata distrutta, perché “non valeva la pena di spedirla.” (Southam 136 n71) Ebbe soltanto poche altre catture documentate durante l’intero corso della guerra: due navi mercantili e un piccolo brigantino, La Liguerienne, in un solo giorno nel 1800, e l’ancora più piccola goletta Swordfish nel 1812. La cattura de La Ligurienne, quando aveva anche spinto due navi nemiche sugli scogli in Egitto, gli aveva procurato la promozione a capitano (Le Faye, Chronology 237). Frank guadagnò la maggior parte del suo denaro extra scortando in patria navi mercantili per conto della Compagnia delle Indie Orientali. Questi bonus andavano da 200 a 500 sterline, più una percentuale sul valore delle merci inviate, che in un caso ammontava a più di 1.500 sterline. Calcolando costi e extra dei due convogli – insieme ad altri probabili dei quali non siamo in grado di stabilire l’ammontare preciso – Frank guadagnò probabilmente non più di 5.000 sterline, oltre alla normale paga.

I premi di Charles furono ancora meno rimunerativi, il motivo principale per il quale la sua famiglia viveva a bordo durante il suo incarico di guardacoste. Era un taglio dei costi simile a quello di Frank, quando alcuni anni prima la moglie era andata a vivere a Southampton con le Austen. Secondo Sheila Johnson Kindred, nel suo libro sulla moglie di Charles, Fanny, e sul suo servizio in Nord America, Charles guadagno non meno di tredici premi. Ma otto ci furono quando era un ufficiale cadetto, incluso quello usato per le croci regalate alle sorelle. Dei premi di quando aveva iniziato come comandante alle Bermuda e in Nuova Scozia nel 1805, ne condivise almeno quattro con altre navi. Nel 1806, la cattura in solitaria della Nuestra gli fruttò un guadagno netto di 112 sterline. Nel 1808, dalla cattura dell’Estrelle arrivarono 540 sterline e spiccioli (quasi esattamente i risparmi che perse nel fallimento della banca di Henry). Kindred ritiene che il premio maggiore non sia stato di più di 890 sterline. Il tribunale dei premi decretò che tre delle catture di Charles non erano valide, e restituì le navi ai legittimi proprietari. Quando succedevano cose del genere, il capitano doveva pagare dei costi amministrativi. C’erano anche altri modi, più tragici, di perdere un premio. Nel novembre 1808, Charles catturò una goletta francese e vi trasferì dodici uomini del suo equipaggio per riportarla nelle Bermuda. La nave catturata sparì in una tempesta. Charles scrisse una toccante lettera a Cassandra su quella perdita. Non discuteva la perdita del denaro ma lamentava invece la morte dei suoi uomini, inclusi due guardiamarina che erano poco più che ragazzi (Kindred 31; la perdita della nave è menzionata in una lettera di Jane del 24 gennaio 1809).

Come scrivono gli Hubback, “L’attività nella base del Nord America non era redditizia riguardo ai premi in denaro” (207). Pur senza certezze, è probabile che Charles guadagnò non più di 2.500/3.000 sterline di premi.

Come avrebbe dunque potuto l’impoverito Wentworth, un giovane capitano senza protettori, ottenere una nomina talmente favolosa da permettere premi in denaro dieci volte maggiori? Austen fa avere a Wentworth il suo grado di comandante nel 1806, nella stessa battaglia di Frank a Santo Domingo. Ma Frank era capitano; avendo partecipato come tenente di vascello, Wentworth avrebbe avuto una quota molto minore. Anche le sue prime ricompense importanti erano sfumate nel 1806: “Nella sua professione era stato fortunato, ma avendo speso con facilità quello che con facilità aveva guadagnato, non aveva accumulato nulla.” (I-4)

Tuttavia, dopo la Asp, le cose erano cambiate. Wentworth non aveva solo ottenuto una fregata ma anche uno dei posti migliori per le catture, “”Ah! che bei tempi quando comandavo la Laconia!” esclama. “Come ho fatto soldi in fretta con lei. Un mio amico e io abbiamo piacevolmente incrociato insieme al largo delle Isole occidentali.” (I-8) Si trattava delle Azzorre, il primo terreno di caccia dove le navi britanniche potevano intercettare il nemico che entrava o usciva dal Mediterraneo.

Le politiche della marina avrebbero impedito di concedere un posto del genere a un ufficiale sconosciuto, anche se coraggioso. Evidentemente Wentworth si era affidato all’ammiraglio Croft, che era contrammiraglio dei Bianchi – la flotta di Nelson, una delle tre flotte britanniche. La breve interruzione di Anna: “Era presente a Trafalgar” (I-3) avrebbe detto molto ai lettori contemporanei. Infatti, il prestigio di Trafalgar avrebbe conferito al personaggio dell’ammiraglio Croft un forte ascendente nel sistemare ufficiali presi sotto la sua ala protettrice – in particolare un cognato che aveva in simpatia e rispettava. Quella influenza – che al cordiale Frank difettava dopo Trafalgar – è ciò che avrebbe concesso a Wentworth l’opportunità di una fregata nel posto giusto per ottenere molti premi.

“Fortuna” è una parola usata spesso per il capitano Wentworth, e spesso era la fortuna che provocava le differenze tra ufficiali della marina. Secondo Kindred, la Endymion catturò diversi ricchi mercantili poco dopo che Charles l’aveva lasciata; la sua parte sarebbe stata di 4.000 sterline. Mentre Charles era di servizio in Nord America, un certo capitano Hawker ottenne trentatré premi per 1.600 sterline nette solo nel 1809. Un altro ufficiale, il capitano Simpson, catturò tesori navali a sufficienza da guadagnare 30.000 sterline in due anni. Ma la sorte ha sempre due facce: Simpson morì prima di tornare in patria. Il viaggio finale di Wentworth sulla Asp è una delle scene del romanzo in cui Austen esagera, poiché Wentworth dice con noncuranza di come gli fosse capitato “di imbattermi proprio nella fregata francese che volevo” e di averla catturata (I-8) Persino con un capitano brillante e con l’equipaggio migliore, come avrebbe potuto uno sloop piccolo, rovinato dalle intemperie catturare una “pantera dell’oceano” con il doppio dei cannoni? Si trattava di nuovo della fortuna, citata diverse volte nel brano. Comunque, il totale delle 25.000 sterline di premi, significava una considerevole rendita di 1.250 sterline l’anno, ovvero quasi la ricchezza per il marito di Anne. Nel rendere omaggio alla marina, Austen può aver voluto riferirsi alle possibilità che avevano i fratelli, anche se non si concretizzarono mai del tutto.

Anche se Persuasione non descrive direttamente la vita su una nave, palesa l’intero spettro di risultati di una carriera navale, L’ammiraglio Croft e il capitano Wentworth tornano ricchi. Il capitano Harville torna a casa invalido e con una piccola pensione. “L’incapace” Dick Musgrove muore in servizio. La carriera del capitano Benwick è appena avviata. Così come il padre di Fanny Price, fante della marina, in Mansfield Park, il capitano Harville illustra il lato negativo della vita di marinaio. Mr. Price mostra il lato collerico di un soldato che si cura da solo le ferite di combattimento, laddove il capitano Harville mantiene una visione positiva, provocando in Anne “piacevoli sentimenti suscitati dalla vista di tutte le trovate ingegnose e i simpatici espedienti del capitano Harville per sfruttare al meglio lo spazio effettivo” (I-11) Come Frank quando era a casa, si teneva occupato: disegnava, verniciava, faceva lavori di falegnameria, giocattoli, e così via; quando era stato fatto tutto “si metteva seduto in un angolo della stanza con la sua grande rete da pesca.” (I-11) Quando una volta gli fu chiesto se il carattere focoso di Wentworth fosse basata sul suo, Frank rispose con modestia di non saperlo ma che “le parti del capitano Harville derivano da me – almeno alcune delle sue abitudini domestiche, dei suoi gusti e occupazioni” – inclusa l’abilità nel cucire, utilizzata per tende e reti utili a proteggere le sue fragole dagli insetti.” (Southam 316 n46)

Intersezioni tra guerra, famiglia e scrittura

In un’altra spaventosa guerra fra l’Inghilterra e una potenza continentale, il Primo Ministro Winston Churchill aveva una figlia che gli lesse Orgoglio e pregiudizio mentre era malato. In seguito, lui scrisse una lettera ora in mostra al Jane Austen House Museum, nella quale dice, “Che vite tranquille avevano queste persone. Nessuna preoccupazione per la rivoluzione francese o per i terribili scontri delle guerre napoleoniche.” Questo giudizio superficiale ha afflitto Austen fin dall’inizio, il pregiudizio nutrito dalla sua famiglia e dai primi recensori che Austen non si sentisse coinvolta nella guerra o negli avvenimenti politici.

Churchill, tuttavia, parlava dei personaggi di Austen. I suoi lettori non provavano di certo quella tranquillità. Per anni ebbero paura di una possibile invasione francese. Rivolte e ribellioni scoppiarono regolarmente, molte proprio in relazione alla guerra, suscitando il timore di una violenta ripetizione della rivoluzione francese. I cittadini leggevano su tutti i giornali dei rovinosi sforzi militari. Conoscevano il significato della milizia di stanza a Brighton. Si rendevano conto delle potenziali conseguenze fatali per chiunque venisse trasferito dalla milizia all’esercito – anche se quel personaggio era un farabutto. Le battaglie campali causavano di solito migliaia di vittime; quelle navali di solito centinaia. Alla fine, il paese subì non meno di 311.000 morti in guerra, e i feriti e i dispersi portarono il totale delle vittime a circa un milione – approssimativamente il dieci per cento della popolazione (bianca), ovvero l’equivalente di trentatré milioni di americani o di sei milioni e settecentomila vittime nell’attuale Regno Unito. Ogni lista di militari, ogni reggimento o nave in un elenco, avrebbe suscitato in un lettore contemporaneo la stessa “ansia continua” provata dalla Anne Elliot fresca sposa di un marinaio (II-12[24]). Persino l’eroico ritorno della marina in Persuasione ha il suo lato oscuro, poiché la citazione di Trafalgar avrebbe rammentato la perdita di migliaia di marinai. La menzione delle ferite del capitano Harville avrebbe abilmente ricordato ai lettori le decine di migliaia di veterani invalidi che chiedevano l’elemosina per le strade.

Commentatori più recenti hanno rilevato come, per quanto tranquille sembrino in superficie, le storie di vita comune di Austen tocchino spesso argomenti contemporanei. Avrebbero certamente veicolato un messaggio subliminale ai lettori contemporanei circa la “paura di una guerra futura” (II-12[24]). Ma c’è un rischio nel vedere troppi messaggi politici e militari nelle tre o quattro famiglie che vivono in un tranquillo villaggio di campagna. Riferendosi al padre di Jane Fairfax “morto in battaglia all’estero” in Emma (II-2[20]), Jonathan Sachs dice che “Una perdita del genere non sarebbe passata inosservata per un contemporaneo di Austen […] Il relativo silenzio austeniano potrebbe essere letto come un impegno più forte, più sottile verso i pressanti problemi di quei giorni” (43-44). Salvo che la morte del padre è una necessità della trama per rendere orfana Jane, e che la fugace citazione della morte del tenente Fairfax è una frase in un libro di 156.000 parole, che è altrimenti silente su argomenti militari. È ragionevole dire, come fa Southam, che Persuasione è un “romanzo decisamente morale” che mostra “la Marina nella sua luce migliore”. Non si può tuttavia concordare con Southam sul fatto che Austen “intendesse” scrivere un’agiografia della marina (271). Lei intendeva scrivere una storia d’amore, e lo sfondo marinaro serve solo a far sì che i lettori si affezionino a Anne e Frederick.

Allo stesso modo, Jocelyn Harris va un po’ troppo oltre quando dice che Persuasione rivela come Austen sia “una scrittrice genuinamente politica” (90). Il romanzo affronta temi sociali descrivendo lo spodestamento delle élite compiaciute di se stesse da parte di una classe che privilegia il merito. Viene utilizzata la conoscenza che Austen aveva della marina per creare personaggi e intreccio, ed emerge in modo appropriato l’orgoglio per i fratelli. Il sottofondo della guerra rende più intensa la storia d’amore, ma Persuasione è, prima e soprattutto, la storia dell’eroina e del suo amore duraturo. Nella scena madre del White Art, Anne dice che le donne amano più a lungo, “quando l’esistenza o la speranza sono svanite.” (II-11[23]) Questa considerazione, ascoltata di nascosto da Wentworth, lo porta ad affermare nella sua lettera: “Non osate dire che un uomo dimentica più presto di una donna, che il suo amore ha una fine più prematura. Non ho amato altri che voi.” (II-11[23]) Sono tuttavia le parole del capitano Harville a creare le condizioni per spingere alla riconciliazione. Austen concede le parole più toccanti sulla guerra e la separazione dalla famiglia non alla donna lasciata a casa ma all’ufficiale di marina che parte.

“Ah! […] se solo potessi farvi comprendere che cosa soffre un uomo quando dà un’ultima occhiata a sua moglie e ai suoi figli, e scruta la scialuppa con la quale li ha rimandati via, fino a quando riesce a vederla, e poi si volta e dice, «Dio sa se li rivedrò!» E poi, se riuscissi a trasmettervi l’ardore del suo animo quando li rivede; quando, tornando dopo forse un anno di assenza, è costretto a sbarcare in un altro porto, calcola quando sarà possibile portarli là, pretende di ingannare se stesso, dicendo, «Non potranno essere qui prima del tale giorno», ma per tutto il tempo spera che arrivino dodici ore prima, e quando finalmente li vede arrivare, come se il cielo avesse dato loro le ali, molte più ore prima!” (II-11[23])

La forza delle parole di Harville proviene dalle emozioni che suscitano e dalla loro precisione. Altri scrittori avrebbero potuto fare un buon lavoro nel descrivere la tristezza di un ufficiale quando lascia la sua famiglia a casa, ma la parola “soffre” erompe quasi in grassetto come qualcosa sperimentato da una persona reale. I dettagli includono un particolare che pochi scrittori non marinai erano in grado di sapere e avrebbero pensato di usare, ovvero che una nave arriva spesso in un porto diverso da quello previsto, ad esempio, Plymouth invece di Portsmouth, per le bizzarrie dei venti e del tempo, oppure per le condizioni della nave o delle provviste. Il risultato è che un capitano avrebbe mandato a chiamare la propria famiglia. (Perfino la goffaggine del frasario suona realistica.) Quindi, per mitigare la pena dell’attesa, l’ufficiale cerca di indursi a credere che la sua famiglia non arriverà tanto presto come potrebbe fare, facendo sì che arrivino “come se il cielo avesse dato loro le ali!”

Nel corso della guerra, entrambi i fratelli Austen furono costretti a lasciare le loro nuove famiglie per lunghi periodi in mare nei peggiori momenti possibili. Frank lasciò la novella sposa, Mary, per una scorta navale lunga un anno proprio prima della nascita del primo figlio, dopo una gravidanza molto difficile; era anche via per la nascita di almeno un altro figlio. Charles, poche settimane dopo la morte della moglie e della figlia neonata per complicazioni dopo il parto, dovette lasciare gli altri tre figli piccoli per un lungo giro nel Mediterraneo. Chi è a conoscenza di queste circostanze è portato sicuramente a credere che Jane avesse sentito uno dei suoi fratelli parlare di questo modo molto particolare e straziante di vedere i propri familiari allontanarsi e della necessità di reprimere le proprie emozioni fino a quando non li avesse rivisti – e dell'”‘ardore del suo animo” quando li rivede.

Le emozioni di un marinaio sono personali, non politiche.

NOTE

Le note sono dell’autore dell’articolo, tranne l’ultima. Le traduzioni delle citazioni dai romanzi e dalle lettere di Jane Austen sono tratte dal sito jausten.it.

{1} Entrambe le croci di topazio sono ora conservate nel Jane Austen House Museum di Chawton, nel Regno Unito. Per molti anni, quella con le forme ovali è stata ritenuta essere di Jane, una convinzione dovuta a una errata identificazione della data di una fotografia. Dal 2018 il museo precisa che l’attribuzione a una o all’altra delle sorelle è sconosciuta.

{2} Un articolo di tale ampiezza deve necessariamente dipendere da un’ampia molteplicità di fonti. Per il livello geopolitico, le fonti includono Age of Napoleon di Will e Ariel Durant; Empire di Niall Ferguson e The English and Their Empire di Robert Tombs. Sullo stato della nazione, includono In These Times di Jenny Uglow; Jane Austen and the State of the Nation di Sheryl Craig e Regency Spies di Sue Wilkes. Per gli argomenti di ordine genericamente militare The War for All the Oceans di Adkins e Adkins; Napoleon and Wellington di Andrew Roberts; Hussar in Winter di Alexander Gordon e Men-of-War di Patrick O’Brian. Sul servizio militare dei familiari di Austen, Jane Austen and the Navy di Brian Southam; Jane Austen’s Sailor Brothers di Hubback e Hubback; Jane Austen’s Transatlantic Sister di Sheila Johnson Kindred; Jane Austen, Edward Knight, and Chawton di Linda Slothouber; diverse biografie di Austen, in particolare quella di Park Honan, e diversi articoli di Clive Caplan. Fonti più precise sono citate nel testo.

{3} Durante la visita a Sotherton al gruppo dei Bertram vengono mostrate “molte più stanze di quante apparissero di qualche utilità oltre a quella di contribuire alla tassa sulle finestre.” (I-9)

{4} L’eccezione era il secondo fratello, George, che soffriva di problemi fisici e mentali e viveva lontano dalla famiglia.

{5} Southam ritiene che l’agenzia per l’esercito e la banca di Henry possano aver condotto gli Austen a James e Moira attraverso James, ma in quel periodo Henry gestiva reggimenti e ufficiali di campagna, e i suoi prestiti erano relativamente contenuti. Allora non aveva contatti con la ricchezza. Sembra più probabile che siano stati i Gambier a condurre la famiglia a Moira, e che il rapporto con James derivi da questa relazione. O forse il caso portò tutti a conoscersi contemporaneamente.

{6} Gli Hubback riportano questa lettera per intero. La versione di Southam, usata qui, è basata su una trascrizione in possesso di Mr. Alwyn Austen, che Southam ritiene più accurata della versione in Sailor Brothers. In Honan c’è una lunga introduzione che può includere commenti dal diario di bordo di Frank così come dalla lettera (221).

{7} La storia di Southam su Charles e la Aurora proviene da materiale nuovo da aggiungere a una prevista seconda edizione di Sailor Brother degli Hubback. Tuttavia, lo storico Clive Caplan considera la storia un falso.

{8} Un ammiraglio avrebbe avuto una nave ammiraglia, spesso la nave più potente, dalla quale comandare la flotta o una parte di essa. Gli ufficiali dell’ammiraglia avrebbero in pratica condotto la nave. Frank Austen era stato diverse volte capitano dell’ammiraglia. Anche se tecnicamente al comando, non avrebbe avuto, con un ammiraglio alle spalle che lo osservava, una normale autonomia.

{9} La tradizione militare degli Austen proseguì. Henry, figlio di Edward Knight, divenne maggiore dell’Ottavo Dragoni a cavallo, e tre discendenti dei Knight sono inseriti nella lapide d’onore del Village Hall di Chawton come caduti nella Prima e nella Seconda guerra mondiale. Charles Junior, che morì in mare, ebbe un figlio, Henry, che servì nella Royal Navy e nell’esercito e morì in battaglia in Sud Africa. Il Charles più giovane, poi, ebbe due figlie, Fanny e Edith, che sposarono ufficiali della marina. In aggiunta ai tre figli che servirono sotto il comando di Frank, il nipote (figlio di George) Ernest Leigh Austen divenne capitano della marina. Il nipote di Frank (figlio di Catherine) John Henry Hubback, e la figlia di Hubback, Edith, scrissero la prima storia delle carriere di Frank e Charles, Jane Austen’s Sailor Brothers (1906). Furono aiutati per le note, i diari di bordo, l lettere e i documenti da Ernest Leigh, cugino di John Hubback. Nel 2005 un discendente, il vice comandante Francis Austen, partecipò a una conferenza a Halifax, in Nuova Scozia, sul servizio dei fratelli Austen in Nord America.

{10} Mentre James Edward afferma di ritenere che non si fossero mai trovate pecche nelle descrizioni navali della zia, in realtà un errore c’è, relativo all’assegnazione di William Price alla Trush. Jane vide probabilmente quella nave mentre la stavano equipaggiando a Portsmouth prima del 1810, ma nel periodo in cui si svolge il romanzo era stata trasformata in un deposito di munizioni e non navigava.

{11} Il record si ritiene appartenga a un certo Billy Kolmer, che passò l’esame da tenente di vascello a quindici anni e non ebbe la nomina fino a cinquantasette. Vista l’età, la promozione fu probabilmente formale, un avanzamento seguito subito dalla pensione. Come succede anche adesso, la promozione prima del pensionamento avrebbe incrementato l’importo della pensione, un modo per riconoscere la sua dedizione. La storia di Kolmer è stata raccontata dal dr. Robert Fryman in una conversazione all’incontro generale annuale della Jane Austen Society of North America, il 10 ottobre 2015 a Louisville, nel Kentucky.

{12} Le Faye riporta una lettera di Lady Campbell a Lord Carlyle del 26 marzo 1856, dove viene appunto citata Lady George, ovvero Louisa Knight, moglie di George Hill: “Lady George dice che la sorella di Miss Austen, Cassandra, cercò di convincerla a modificare il finale di Mansfield Park e a lasciare che Crawford sposasse Fanny Price. Le ricorda mentre discutevano della cosa ma Miss Austen rimase ferma nella sua idea e non volle fare la modifica.” N.d.T.

OPERE CITATE

  • Adkins, Roy, and Lesley Adkins.  Jane Austen’s England.  New York: Viking, 2013.
  • _____.  The War for All the Oceans: From Nelson at the Nile to Napoleon at Waterloo.  London: Little, 2006.
  • Austen, Jane.  The Novels of Jane Austen.  Ed. R. W. Chapman.  3rd ed.  Oxford: OUP, 1933-69.
  • _____.  Jane Austen’s Letters.  Ed. Deirdre Le Faye.  3rd ed.  London: Folio, 2003.
  • Austen-Leigh, J. E.  A Memoir of Jane Austen and Other Family Recollections.  Ed. Kathryn Sutherland.  Oxford: OUP, 2008.
  • Bennett, Stuart.  “Lord Moira and the Austens.”  Persuasions 35 (2013): 129–52.
  • Caplan, Clive.  “Jane Austen’s Soldier Brother: The Military Career of Captain Henry Thomas Austen of the Oxfordshire Regiment of Militia, 1793–1801.”  Persuasions 18 (1996): 122–43.
  • Clery, E. J.  Jane Austen: The Banker’s Sister.  London: Biteback, 2017.
  • Craig, Sheryl.  Jane Austen and the State of the Nation.  London: Palgrave, 2015.
  • Durant, Will, and Ariel Durant.  The Age of Napoleon.  New York: MFJ, 1975.
  • Ferguson, Niall.  Empire: How Britain Made the Modern World.  London: Penguin, 2003.
  • Harris, Jocelyn.  A Revolution Almost beyond Expression: Jane Austen’s Persuasion.  Newark: U of Delaware P, 2007.
  • Honan, Park.  Jane Austen: Her Life, Her Art, Her Family, Her World.  New York: Fawcette, 1987.
  • Hubback, J. H., and Edith C. Hubback.  Jane Austen’s Sailor Brothers: Being the Adventures of Sir Francis Austen . . . and . . . Charles Austen.  1906.  San Bernardino, CA: ULAN P, 2013.
  • Jones, Hazel.  Jane Austen’s Journeys.  London: Hale, 2014.
  • Kindred, Sheila Johnson.  Jane Austen’s Transatlantic Sister: The Life and Letters of Fanny Palmer Austen.  Montreal: McGill-Queen’s UP, 2017.
  • Le Faye, Deirdre.  A Chronology of Jane Austen.  Cambridge: CUP, 2006.
  • _____.  Jane Austen: A Family Record.  2nd ed.  Cambridge: CUP, 2003.
  • _____.  Jane Austen’s “Outlandish Cousin”: The Life and Letters of Eliza de Feuillide.  London: British Library, 2002.
  • O’Brian, Patrick.  Men-of-War: Life in Nelson’s Navy.  New York: Norton, 1995.
  • Roberts, Andrew.  Napoleon & Wellington.  London: Folio, 2015.
  • Sachs, Jonathan.  “The Historical Context.”  The Cambridge Companion to Emma.  Ed. Peter Sabor.  Cambridge: CUP, 2015.  36–51.
  • Slothouber, Linda.  Jane Austen, Edward Knight, and Chawton.  Gaithersburg, MD: Woodpigeon, 2015.
  • Southam, Brian.  Jane Austen and the Navy.  2nd ed.  Greenwich: National Maritime Museum, 2005.
  • Tombs, Robert.  The English and Their History.  New York: Vintage, 2014.
  • Uglow, Jenny.  In These Times: Living in Britain through Napoleon’s Wars1793–1815.  New York: Farrar, 2014.
  • White, Matthew.  “Statistics of Wars, Oppressions and Atrocities of the Nineteenth Century.”  Necrometrics.com/wars19c.com.  Accessed 16 Apr. 2017.
  • Wilkes, Sue.  Regency Spies: Secret Histories of Britain’s Rebels & Revolutionaries.  Barnsley, UK: Pen & Sword History, 2015.

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Contributors retain their individual copyrights. Link all’articolo originale:
jasna.org/publications/persuasions-online/volume-39-no-1/hemingway/
Traduzione e pubblicazione on-line autorizzata da “JASNA-Persuasions on-line”, che non è responsabile dell’accuratezza della traduzione.

 

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