La critica austeniana dell’Ottocento

Nel 2014 abbiamo inserito nella pagina “Pubblicazioni JASIT” un file PDF con una raccolta di contributi critici austeniani ottocenteschi, oltre ad alcuni materiali di tipo diverso dello stesso periodo (Jane Austen. Antologia critica 1812-1894). L’antologia riprendeva quanto inserito nel sito jausten.it curato da Giuseppe Ierolli. Nei quattro anni trascorsi Ierolli ha tradotto altri contributi, e quindi abbiamo aggiornato l’antologia, inserendo sei nuovi articoli. Le pagine totali dell’antologia sono quindi passate da 217 a 363.
Qui potete scaricare il PDF, che troverete comunque nella pagina già citata (Pubblicazioni JASIT)
Di seguito trovate l’introduzione alla raccolta e l’indice dei contributi.

Introduzione

La popolarità di Jane Austen subì un influsso molto vigoroso dalla pubblicazione, nel 1870, della biografia del nipote James Edward Austen-Leigh: A Memoir of Jane Austen (Ricordo di Jane Austen).
In effetti, dopo la pubblicazione alla fine del 1817 dei due romanzi postumi (Northanger Abbey e Persuasione) bisognò attendere il 1833 per una riedizione delle sue opere: cinque volumi editi da Richard Bentley contenenti i sei romanzi canonici, per i quali il fratello Henry riprese a ampliò la Biographical Notice of the Author dell’edizione precedente.

L’edizione critica dei romanzi, poi, si ebbe solo nel 1923, a cura di R. W. Chapman, che nel 1954 aggiunse un ulteriore volume con i Minor Works.
Nonostante questo, fino al 1870 le opere di Jane Austen non passarono certe inosservate. Ci sono, per esempio, diverse fonti epistolari che rivelano come i suoi libri fossero letti e apprezzati fin dall’inizio, anche se da una cerchia di lettori abbastanza ristretta, oltre a un certo numero di recensioni coeve e di articoli apparsi in riviste letterarie dell’800, nelle quali il giudizio sulle sue opere è già molto vicino a quelli che sono stati gli sviluppi successivi della critica austeniana nel corso del tempo, partita con molta lentezza due secoli fa e ormai arrivata a numeri difficilmente calcolabili, almeno per quella di lingua inglese.

Per rendersi conto di come le opere austeniane avessero comunque conquistato una rinomanza non secondaria anche prima della pubblicazione del Memoir, basti leggere quello che scriveva Margaret Oliphant nella recensione a quel libro, insieme a un altro dedicato Mary Russell Mitford, pubblicata nel 1870 nel “Blackwood’s Edinburgh Magazine”:

I libri di Miss Austen non le assicurarono una fama repentina. Si fecero conoscere in modo talmente graduale e lento che anche nel momento della sua morte non avevano raggiunto un successo molto ampio.

ma poco dopo:

Le sue opere sono diventate dei classici, e ormai fa parte dei doveri di ogni studioso della letteratura inglese recente conoscerle con più o meno profondità.

Sono considerazioni scritte, appunto, nel 1870, quando la biografia del nipote, appena uscita, non poteva ancora avere avuto l’effetto di accrescere la fama della scrittrice, e dimostrano come quella fama, pur se non ancora “popolare”, fosse saldamente presente nella critica letteraria.

In questo volume troverete contributi critici che vanno dal 1812, subito dopo la pubblicazione, l’anno precedente, del primo romanzo: Sense and Sensibility, al 1894, quando l’editore George Allen diede alle stampe la famosa “Peacock Edition” (Edizione del pavone) di Pride and Prejudice, illustrata da Hugh Thomson e con una prefazione di George Saintsbury. Quest’ultima, oltre a essere ancora oggi un’ottima introduzione al romanzo più popolare di Jane Austen, ha un particolare interesse poiché per la prima volta compare il termine “Janeites” (che Saintsbury scrive “Janites”), che sarà poi reso popolare nel 1924 dal racconto di Rudyard Kipling intitolato, appunto, The Janeites.
Le recensioni e gli articoli uscirono in varie riviste, quasi tutti anonimi, ma per alcuni si è potuto comunque risalire all’autore.

L’unico contributo per il quale abbiamo un commento diretto dell’autrice è la recensione a Emma di Walter Scott, molto lunga e articolata, ed essenzialmente positiva, ma che Jane Austen lesse con un certo disappunto, poiché Scott non aveva citato Mansfield Park, un romanzo a cui evidentemente lei teneva molto. Murray, editore di Emma e proprietario della “Quarterly Review” aveva scritto a Scott chiedendogli di recensire il romanzo appena uscito, e una volta pubblicata la recensione aveva inviato la rivista all’autrice. Jane Austen, nel restituirgli la copia della rivista, scrisse:

L’Autrice di Emma credo non abbia ragione di lamentarsi del trattamento ricevuto – salvo per la totale omissione di Mansfield Park. – non può non dispiacermi che un Uomo così intelligente come il Recensore di Emma lo consideri talmente indegno di nota.
(Lettera n. 139 a John Murray del 1° aprile 1816)

Oltre ai contributi citati, abbiamo inserito anche due raccolte di giudizi su Mansfield Park ed Emma, che Jane Austen cominciò a compilare subito dopo la pubblicazione dei due romanzi e che ci sono pervenute scritte di suo pugno. Qui troviamo tutte le opinioni che era riuscita a raccogliere da parte di parenti, amici e conoscenti; giudizi molto concisi e senza particolari motivazioni critiche, ma che ci permettono di gettare uno sguardo, sia pure parziale, sulla cerchia più stretta dei primi lettori dei suoi romanzi.

Tutti i testi compresi in questa antologia sono consultabili nel sito jausten.it con il testo originale a fronte, al link riportato alla fine di ciascun articolo.

Indice del volume

  • Ragione e sentimento, recensione (Critical Review, 1812)
  • Ragione e sentimento, recensione (British Critic, 1812)
  • Orgoglio e pregiudizio, recensione (British Critic, 1813)
  • Orgoglio e pregiudizio, recensione (Critical Review, 1813)
  • Opinioni su Mansfield Park (1814)
  • Emma, recensione di Walter Scott (Quarterly Review, 1816)
  • Emma, recensione (Augustan Review, 1816)
  • Opinioni su Emma (1816-1817)
  • L’abbazia di Northanger e Persuasione, recensione (British Critic, 1818)
  • L’abbazia di Northanger e Persuasione, recensione (Edinburgh Magazine, 1818)
  • L’abbazia di Northanger e Persuasione, recensione di Richard Whately (Quarterly Review, 1821)
  • Thomas Henry Lister, Su Jane Austen (The Edinburgh Review, 1830)
  • Maria Jane Jewsbury, Jane Austen (Athenaeum, 1831)
  • Thomas Babington Macaulay, Su Jane Austen (Edinburgh Review, 1843)
  • Charlotte Brontë, Tre lettere su Jane Austen (1848-1850)
  • George Henry Lewes, I romanzi di Jane Austen (Edinburgh Magazine, 1859)
  • William Frederick Pollock, Su Jane Austen (Fraser’s Magazine, 1860)
  • Julia Kavanagh, Miss Austen / I sei romanzi di Miss Austen (English Women of Letters, 1862)
  • Margaret Oliphant, Miss Austen e Miss Mitford (Blackwood’s Edinburgh Magazine, 1870)
  • Richard Simpson, Jane Austen (North British Review, 1870)
  • Léon Boucher, Jane Austen (Revue des Deux Mondes, 1878)
  • George Saintsbury, Prefazione a Orgoglio e pregiudizio (Allen, 1894)

 

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