La cara zia Jane

Romina Angelici stavolta scava nelle lettere di JA per raccontarci il rapporto con i nipoti e le nipoti.

La famiglia Austen non difettava di discendenti: dal 1793 (nascita di Fanny, figlia di Edward) al 1817 (l’anno della morte di JA e della nascita di Elizabeth, figlia di Frank) ne nacquero venticinque da quattro degli otto figli del rev. Austen e della moglie Cassandra Leigh: James. Edward, Frank e Charles (George, Cassandra e Jane non si sposarono, e Henry si sposò due volte ma non ebbe figli).

I nipoti

I nipoti

Quasi tutti sono citati da JA, e quattro di loro (i tre figli di James – Anna, James Edward e Caroline – e la primogenita di Edward, Fanny) sono anche destinatari di alcune lettere, oltre a un biglietto scherzoso del gennaio 1817 (con parole scritte al contrario) indirizzato a una delle figlie di Charles, Cassandra Esten, che all’epoca aveva poco più di otto anni.
Le notizie o i riferimenti alle due nipoti più grandi, Fanny e Anna (nate entrambe nel 1793) dimostrano sia come fossero diventati abbastanza grandi da fornire materia di interesse e conversazione tra le due zie, sia come lo stesso atteggiamento di Jane verso di loro stesse cambiando: premuroso e complice allo stesso tempo, affettuoso e obiettivo, da “Zia”.
Del resto l’appellativo aveva la sua importanza e lei lo rivendicava, come si può vedere in una lettera a Caroline scritta poco dopo la nascita della prima figlia della sorellastra Anna (la madre di Anna era Anne Mathew, la prima moglie di James morta nel 1795, mentre Caroline e il fratello erano nate dal secondo matrimonio con Mary Lloyd):

Ora che sei diventata una zia – scrive a Caroline dopo che era nata la figlia di Anna sua sorellastra – sei una persona di una qualche importanza e susciti certamente grande interesse qualsiasi cosa tu faccia. Ho sempre sostenuto il più possibile l’importanza delle Zie, e sono certa che d’ora in poi tu farai lo stesso.
(Lettera 123, 30 ottobre 1815 a Caroline)

In effetti zia Jane mostra di avere molto a cuore aspetto e maniere quando si reca ospite per un periodo a Godmersham (residenza di Edward):

Fanny e Lizzy ci sono venute gioiosamente incontro all’Ingresso […] Sei molto desiderata, te l’assicuro: Fanny, che è venuta da me subito dopo aver salutato la Zia James nella sua stanza, ed è rimasta mentre mi vestivo, è stata vivace come sempre nel reclamarti. Dall’anno scorso è cresciuta sia in altezza che in corporatura, ma non in modo esagerato, ha un ottimo aspetto, e quanto al comportamento e alle maniere sono quelle passate e quelle che ci si augura continui ad avere in futuro. Elizabeth, che quando siamo arrivati si stava vestendo, è venuta da me per un minuto accompagnata da Marianne, Charles e Louisa, e, non avrai dubbi, mi ha dato un caloroso benvenuto. Che la stessa cosa l’abbia fatta Edward non ho bisogno di dirlo; ma lo faccio, come vedi, perché mi fa piacere. Non l’ho mai visto così in forma, e Fanny dice che è in perfetta salute. Non posso dire bene dell’aspetto di Elizabeth, ma probabilmente ha un raffreddore. La sua piccola omonima ha guadagnato in bellezza negli ultimi tre anni, anche se non quanto ha perso Marianne. Charles non è adorabile com’era prima. Louisa è proprio come mi sarei aspettata, e Cassandra la trovo più bella di quanto mi sarei aspettata, sebbene al momento sia afflitta da una tosse così violenta da non poter scendere se non dopo cena. Ha degli occhi incantevoli e un’espressione aperta e sincera, e sembra probabile che diventerà molto attraente. Sembra molto più grande. […] Non riesco a capire, anche tramite Fanny, se la madre sia affaticata dai suoi doveri verso i figli. Naturalmente, ho offerto i miei servigi, e quando se ne sarà andata Louisa, che a volte dà ascolto alle bimbe quando leggono, cercherò di farmi accettare al suo posto.
(L52, 15-17 giugno 1808, a Cassandra – “Zia James” è Mary Lloyd, chiamata con il nome del marito, mentre la Louisa citata alla fine era una delle sorelle della moglie di Edward).

Fanny

Fanny

A turno le nipotine trascorrevano dei periodi a casa della nonna e delle zie e loro erano fiere di rispedirle a casa molto migliorate, anche se Jane non tralascia qualche critica velata ai metodi educativi del fratello e della cognata:

Le bambine di Charles sono state con noi per circa un mese, e si erano così affezionate che ci è veramente dispiaciuto vederle andar via. Abbiamo tuttavia avuto il piacere di sapere che a casa le hanno trovate molto migliorate. – Harriet per la salute e Cassy per il modo di fare. – Quest’ultima potrebbe essere una Bambina adorabile – La natura le ha concesso abbastanza – ma è il Metodo che è mancato; – noi stessi ritenevamo che fosse molto migliorata, ma sapere che il Papà e la Mamma la pensano allo stesso modo, è stato essenziale per renderci soddisfatte. – Sarebbe davvero una Bambina molto simpatica, se solo si impegnassero un po’. – Harriet è un piccolo Tesoro, dolce e affettuosa.
(L86, 3-6 luglio 1813. al fratello Frank)

 e talvolta fa emergere delle preoccupazioni igieniche:

I miei saluti affettuosi alla piccola Cassandra [la Cassy della lettera precedente], spero che la notte scorsa abbia trovato comodo il mio Letto e non l’abbia riempito di pulci.
(L97, 2-3 marzo 1814, a Cassandra)

A tratti trapela l’orgoglio di zia nel paragonare la bellezza della bambina dei Moore a Mary Jane la primogenita di Frank, nata da poco:

Ho visto la loro bambina, ed è molto piccola e molto graziosa; ha i lineamenti delicati come quelli di Mary Jane, con dei bei occhi scuri, e se avesse il colorito fine di Mary Jane, sarebbe proprio perfetta.
(L53, 20-22 giugno 1808, a Cassandra)

Quando era di buonumore si prestava a trascrivere sotto dettatura le lettere dei nipotini (figli di Edward, con i quali si trovava in villeggiatura a Bath) alla zia Cassandra:

I Bambini sono stati felici delle tue Lettere, tanto che immagino te lo diranno loro stessi prima della fine di questa. […]

Mia cara zia Cassandra
Ti ringrazio per la bella lettera; – I miei Fratellini stavano benissimo quando Mamma ha avuto notizie da Sackree. Ho consegnato a tutti i tuoi messaggi salvo allo Zio e alla Zia Perrot, e non li ho visti da quando ho ricevuto la tua lettera. A Bath sono molto contenta, ma temo che Papà non sia molto migliorato bevendo le Acque. – Mamma ti manda i Saluti più affettuosi. – Nell’altro nido dei fringuelli in Giardino c’è la covata? – La tua affezionata Nipote FAC – P.S. – Sì, sarò molto felice di tornare a casa e di rivedere i miei fratelli.

Mia cara Zia Cassandra – spero che tu stia molto bene. La Nonna spera che la Tacchina bianca abbia fatto le uova, e che tu abbia finito di mangiare quello nero. – Ci piacciono moltissimo la Torta di Ribes e il pasticcio di Ribes. – È lo stesso Nido di Fringuelli che abbiamo visto prima di partire? e per favore mandami un’altra Lettera a stampatello quando riscrivi a Zia Jane – Se ti va. – EA
(L22, 19 giugno 1799, a Cassandra – “FAC” sta per Fanny-Catherine e “EA” per Edward Austen jr.)

A Londra le capitò di accompagnare il fratello e le nipoti dal dentista, una “faccenda dolorosa” descritta in maniera molto vivida alla sorella:

La visita da Mr Spence è stata una Faccenda dolorosa e ci è costata molte lacrime, sfortunatamente siamo stati costretti ad andarci una 2ª volta prima che potesse fare di più che osservare: – la 1ª volta siamo andati alle 12 e ½ e poi alle 3. Ogni volta con Papà – e, ahimè! dobbiamo tornarci domani. Lizzy non ha ancora finito. Comunque non ci sono stati Denti da togliere, né credo ce ne saranno, ma il dottore trova che i suoi siano in pessimo stato, e sembra essere piuttosto pessimista circa la loro Robustezza. – Li ha puliti a tutte, i suoi li ha limati, e ci sarà bisogno di limarli di nuovo. C’è un bruttissimo buco tra due Denti davanti.
(L87, 15-16 settembre 1813, a Cassandra)

mentre a Southampton dovette intrattenere i ragazzi (George e Edward, che avevano appena perso la propria madre), insegnando loro giochi di carte e facendoli distrarre con gite fluviali:

Ieri non avevo proposto nulla di più di attraversare l’Itchen, ma la cosa si è dimostrata così piacevole, e così divertente per tutti, che quando eravamo a metà tra le due sponde siamo stati tutti d’accordo a risalire il fiume; entrambi i ragazzi hanno remato per gran parte del percorso, e le loro domande e i loro commenti, così come la loro gioia, sono stati molto divertenti. Gli interrogativi di George erano inesauribili, e il suo entusiasmo per tutto mi rammenta spesso suo Zio Henry. La serata è stata a suo modo altrettanto gradevole: li ho introdotti a “speculation”, ed è piaciuto tanto che abbiamo fatto fatica a smettere.
(L60, 24-25 ottobre 1808, a Cassandra)

Il grado di confidenza e affinità sembra crescere con Fanny, che è diventata, a quindici anni, “quasi un’altra sorella”:

Quello che dici di Fanny mi fa estremamente piacere; questa estate l’ho trovata proprio come la descrivi tu, quasi un’altra Sorella, e non avrei mai immaginato che una nipote potesse significare così tanto per me. Ha tutto ciò che si potrebbe desiderare; le mando i mie saluti più affettuosi, e dille che la penso sempre con grande gioia.
(L57, 7-9 ottobre 1808)

mentre con Anna emergono dei problemi per il fidanzamento con Benjamin Lefroy:

Do per scontato che Mary ti abbia detto del fidanzamento di Anna con Ben Lefroy. La notizia ci è arrivata senza molta preparazione; – nello stesso tempo, c’era un non so che in lei che ci teneva nella costante aspettativa di qualcosa. – Siamo in ansia affinché tutto vada bene, visto che a favore di lui ci sono tante cose quante lei avrebbe la Possibilità di averne da qualsiasi altro legame Matrimoniale. Credo che sia un uomo assennato, certamente molto religioso, di buona famiglia e con una certa Indipendenza economica. – Per un aspetto c’è una sfortunata diversità di Gusti tra di loro che ci preoccupa un po’, lui detesta la compagnia e lei l’adora; – Questo, insieme a qualche stranezza di Carattere da parte di lui e a molta volubilità da parte di lei, è preoccupante.
(L90, 25 settembre 1813, a Cassandra)

Anna

Anna

Verso la prima l’attaccamento era senza riserve, diversamente dall’altra, che forse conosceva meglio avendola vista crescere:

La Mamma e Martha scrivono entrambe di essere molto soddisfatte del comportamento di Anna. È proprio una Anna con variazioni – ma non può essere arrivata all’ultima, perché è sempre la più lussureggiante e appariscente – sarà circa alla 3ª o 4ª che sono generalmente semplici e graziose.
(L71, 25 aprile 1811, a Cassandra)

Sabato scorso Ben e Anna hanno fatto una passeggiata qui per sentire lo Zio Henry [dopo il fallimento della sua banca Henry Austen aveva preso gli ordini ed era diventato curato a Chawton], e lei aveva un aspetto così grazioso, è stato un tale piacere vederla, così giovane, così in fiore, così innocente, come se non avesse mai avuto un Pensiero cattivo in Vita sua – eppure qualche ragione per supporre che l’abbia avuto c’è, se crediamo nella Dottrina del Peccato Originale, o se rammentiamo gli episodi di quando era una ragazzina.
(L151, 20-21 febrraio 1817, a Fanny)

Anna in realtà aveva cominciato presto a creare imbarazzo con i suoi legami sentimentali, tanto da far rallegrare zia Jane che fosse fuori casa in occasione di un invito per il tè a cui avrebbero partecipato madre e sorella di un suo ex fidanzato (il rev. Terry):

È stata con i Prowting per quasi tutto lunedì; – è andata per imparare da Miss Anna a fare le Guarnizioni di piume, e l’hanno trattenuta a pranzo – il che è stata una fortuna, dato che noi la stessa sera eravamo state invitate dai Digweed per incontrare Mrs e Miss Terry – e anche se naturalmente Anna era stata invitata, credo sia sempre meglio mantenerla lontana da quella famiglia, per paura che possa fare troppo o troppo poco.
(L73, 29 maggio 1811, a Cassandra)

I ripetuti soggiorni a Londra di Jane e Fanny a casa di Henry (a primavera e in autunno, 1813-1815) favoriscono il sodalizio zia-nipote, che condividono acquisti di stoffe e cappellini, libri di musica, serate a teatro, sedute dal parrucchiere, ma ancora più complici appaiono quando flirtano e scherzano con Mr Haden, il medico che aveva in cura Henry e che aveva affascinato la zia ed evidentemente anche la nipote:

per il resto della Serata il Salotto si presentava così, dalla parte del Divano le due Signore Henry e io che facevamo del nostro meglio per tenere su la serata, dal lato opposto Fanny e Mr Haden su due sedie (almeno credo che fossero due sedie) che chiacchieravano ininterrottamente. – Immaginati la scena! E che cosa si può immaginare ancora? – Ma che Mr H. pranzi di nuovo qui domani.
(L128, 26 novembre 1815, a Cassandra)

Il rapporto con Cassandra però rimaneva esclusivo e, Fanny o non Fanny, non erano ammesse intrusioni:

È gratificante che le piaccia ciò che scrivo – ma vorrei che la consapevolezza di essere sottoposta alla perspicacia dei suoi Giudizi, non influisse sul mio stile, inducendomi a una sollecitudine troppo scrupolosa. Ho già cominciato a pesare parole e frasi più del dovuto, e mi guardo intorno per trovare un sentimento, un’immagine o una metafora in ogni angolo della stanza.
(L66, 24 gennaio 1809, a Cassandra)

A prescindere quindi dall’affetto e dall’interessamento da zia, ogni tanto fa capolino la vecchia Jane che dall’alto della sua “veneranda età” considera disincantata:

Sono contenta che ti piacciano i nostri cappellini – ma Fanny già non è più soddisfatta del suo; si è accorta di aver comprato un nuovo cappellino senza che sia un modello nuovo, il che è abbastanza vero. – È piuttosto sconsolata, visto che non le piace né il vestito né il Cappellino – ma non me ne preoccupo, perché al di là del fatto che a me piacciono entrambi, la considero una cosa normale per la sua età – è uno dei dolci balzelli della Gioventù scegliere di corsa e fare cattivi affari
(L89, 23-24 settembre 1813, a Cassandra)

oppure si commisera ironicamente, durante un soggiorno a Godmersham:

A proposito, dato che ho smesso di sentirmi giovane, trovo molte Dolcezze nell’essere una specie di Accompagnatrice perché mi metto sul Sofà vicino al fuoco e posso bere quanto vino voglio
(L96, 6-7 novembre 1813, a Cassandra)

Sembra combattuta, quando Fanny le si rivolge per chiederle se secondo lei è innamorata, ed elenca tutti i buoni motivi per cui dovrebbe esserlo, dato che il giovane è raccomandabile sotto ogni punto di vista e si potrebbe non ripresentare un’occasione simile, ma di contro la supplica anche di non impegnarsi oltre perché:

Qualsiasi cosa è preferibile o più tollerabile dello sposarsi senza Affetto

e la esorta a non preoccuparsi troppo della conseguente delusione del corteggiatore, visto che:

soffrirà molto, moltissimo, quando si renderà conto che deve rinunciare; – ma non ho mai creduto, e tu ne sei perfettamente al corrente, che Delusioni simili possano uccidere qualcuno.
(L109, 18-20 novembre 1814, a Fanny)

È la zitella a parlare quando – nella stessa lettera – commenta le lettere della neosposa Anna?

Credo che si trovi perfettamente a suo agio nella nuova casa. Le sue Lettere sono state molto giudiziose e convincenti, con nessuno sfoggio di felicità, e per questo mi sono piaciute moltissimo. – Spesso ho conosciuto giovani Donne sposate che scrivevano in un modo che non mi piace, da questo punto di vista.

Oppure quando scrive a Fanny lasciandosi andare a elogi sperticati seguiti da un presagio di rimpianto?

Sei inimitabile, irresistibile. Sei la delizia della mia Vita. Che Lettere, che Lettere divertenti mi hai mandato ultimamente! – Che descrizione del tuo cuoricino in ambasce! – Che incantevole dimostrazione di ciò che può fare l’Immaginazione. – Vali tanto Oro quanto pesi, o anche tante delle nuove Monete d’Argento. – Non riesco a esprimere quanto mi ha colpita leggere la tua storia narrata da te stessa, come mi sono trovata colma di Compassione, di Interesse, di Ammirazione, di Divertimento. Sei un Modello di tutto ciò che è Sciocco e Assennato, banale ed eccentrico, Triste e Vivace, Irritante e Coinvolgente. – Chi può tenere il passo con le oscillazione della tua Fantasia, con i Capricci dei tuoi Gusti, con le Contraddizioni dei tuoi Sentimenti? – Sei così strana! – e allo stesso tempo, così perfettamente naturale – così originale, eppure così simile a tutti gli altri! – Per me è molto, molto gratificante conoscerti così intimamente. Non puoi immaginare che piacere è per me, avere un ritratto così completo del tuo Cuore. – Oh! che perdita sarà, quando ti sposerai. Sei troppo simpatica nel tuo stato di nubile, troppo simpatica come Nipote. Ti odierò quando i deliziosi giochi della tua Mente saranno soffocati nell’affetto coniugale e materno.
(L151. 20-21 febbraio 1817, a Fanny)

James Edward

James Edward

I nipoti più importanti per i posteri furono però i tre figli di James. Nel 1869 l’unico maschio, James Edward, pubblicò una biografia della zia (A Memoir of Jane Austen) che, con tutti i suoi difetti, è rimasta una pietra miliare per gli studi biografici successivi. Per scriverla, James Edward cercò tutti i documenti disponibili presso i numerosi parenti, ma i contributi maggiori gli furono offerti dalle due sorelle.
Anna estrae dai suoi ricordi infantili una zia Jane prediletta dai bambini perché giocosa e sempre pronta a inventare per loro storie lunghe ed elaborate. Dopo aver insinuato una preferenza per la zia Cassandra da parte dei nipoti di Godmersham, a parte l’affettuosa e grande intimità che si sviluppò con la maggiore, Anna cerca di descrivere fisicamente la zia Jane e racconta alcuni aneddoti che ha sentito narrare in famiglia sull’enorme affetto reciproco che legava Jane a Cassandra, facendoci entrare direttamente nella vita quotidiana di JA (vedi: Anna Lefroy, Ricordi di zia Jane, nel sito jausten.it) .
La nipote comunque conferma proprio quanto emerge  dallo scambio epistolare più fitto nel periodo immediatamente precedente al suo matrimonio e nei due o tre anni successivi, quando abitava vicinissima a Chawton e i contatti erano assidui. Più o meno nello stesso periodo anche la sorellastra Caroline, che aveva appena dodici anni quando morì la zia, comincia a figurare tra i destinatari delle lettere di JA, e i ricordi che affidò a James Edward sono vividi quanto quelli di Anna:

Zia Jane cominciava la giornata con la musica […] Alle nove preparava la colazione, era quella la sua parte di faccende domestiche […] in genere rimanesse in soggiorno fino al pranzo […] una grande esperta di ricamo a punto croce […] Dopo il pranzo in genere le zie uscivano […] passava sicuramente molto tempo a scrivere; la sua scrivania era in soggiorno
(Caroline Austen, Mia zia Jane Austen. Ricordi, nel sito jausten.it)

Il fascino esercitato dalla zia nei confronti dei bambini è una caratteristica sottolineata anche da questa nipote, che racconta, per esempio, di recite improvvisate per loro:

Ci dava volentieri quello che volevamo dal suo guardaroba, e sempre lei era spesso disposta a recitare la parte di una divertente ospite nella nostra casa immaginaria. Riusciva a divertirci in vari modi; una volta me la ricordo in una conversazione in cui io e le mie due cugine ci immaginavamo, già grandi, il giorno dopo un ballo a Bath. 

Tutti e tre i figli di James provarono a scrivere, senza molto successo, e la zia si compiaceva di avere avuto parte nei loro gusti letterari e nella passione per la scrittura:

Sono molto contenta di avere l’opportunità di rispondere alla tua bella Letterina. Sei proprio mia Nipote nei tuoi sentimenti verso Madame de Genlis. Non credo che potrei nemmeno adesso, alla mia età così posata, leggere Olimpe et Theophile senza andare in collera. È davvero troppo brutto!
(L137, 13 marzo 1816, a Caroline)

Edward sta scrivendo un Romanzo – abbiamo tutti sentito quello che ha scritto – è estremamente intelligente; scritto con grande facilità e spirito; – se riuscirà a proseguire nello stesso modo, sarà un lavoro di prim’ordine, e in uno stile, ritengo, che potrà piacere. – Per favore di’ a Mary quanto lo ammiro. – E di’ a Caroline che credo sia arduo attribuire a lei o a me, il fatto che lui abbia intrapreso la strada del Romanzo.
(L144, 4 settembre 1816, a Cassandra)

Caroline

Caroline

A Caroline dobbiamo l’ultima immagine della zia in vestaglia, seduta in poltrona, debilitata, visibilmente sofferente, che indica con la voce debole e bassa due sedie davanti al fuoco invitando Anna e Caroline ad occuparle con una precisa distinzione:

Fu nel mese di marzo che capii per la prima volta come fosse malata seriamente. […] andammo a piedi a Chawton per chiedere notizie della zia. Era rinchiusa in camera sua ma disse che ci avrebbe visto volentieri, e andammo da lei. Era in vestaglia ed era seduta in poltrona proprio come un’invalida, ma si alzò e ci salutò con molta gentilezza, e poi, indicando le sedie che erano state sistemate per noi accanto al fuoco, disse, “C’è una sedia per la signora sposata, e uno sgabellino per te, Caroline.” È strano, ma queste parole scherzose sono le ultime che ricordo di lei, perché non ho serbato memoria di nulla di ciò che fu detto nella conversazione che naturalmente seguì. […] Non era in grado di fare lo sforzo di chiacchierare con noi, e la nostra visita nella stanza della malata fu molto breve. La zia Cassandra ci fece presto andar via. Credo che non restammo per più di un quarto d’ora, e non rividi più la zia Jane.
(Caroline Austen, Mia zia Jane Austen. Ricordi, nel sito jausten.it)

Ma non posso non concludere questo breve excursus nel rapporto dei nipoti con la “dear Aunt Jane” senza ricordare un brano di una lettera a James Edward, che aveva cominciato a scrivere un romanzo. La madre aveva scritto a JA che il figlio non trovava più una parte del manoscritto, e la zia gli scrisse una delle sue frasi più famose:

Comunque non credo che un qualsiasi furto del genere sarebbe davvero utile per me. Che cosa me ne farei dei tuoi Abbozzi robusti, virili, ardenti, pieni di Varietà e di Fuoco? – Come potrei abbinarli al pezzettino di Avorio (largo due Pollici) sul quale lavoro con un Pennello talmente fine, che produce un effetto minimo dopo tanta fatica?
L146, 16-17 dicembre 1816, a James Edward)

 Romina Angelici

Nota
Per i rimandi alle Lettere di Jane Austen, la numerazione è quella dell’ultima edizione curata da Deirdre Le Faye (Jane Austen’s Letters, Oxford University Press, 2011) e il testo è tratto dall’edizione curata e tradotta da Giuseppe Ierolli, on-line nel sito jausten.it (indice delle lettere).

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6 pensieri su “La cara zia Jane

  1. Che bello ritrovare i nomi di un sacco di personaggi dei romanzi di JA in questo “albero genealogico” !! Complimenti per la ricerca!

    • I complimenti vanno divisi con il curatore Giuseppe Ierolli che riesce a dare un’ottima rifinitura alle mie idee informi.
      Grazie

  2. Rimango sorpresa tutte le volte che leggo o rileggo le lettere della “cara zia Jane” della modernità del suo modo di essere e della leggerezza con la quale ha saputo affrontare la vita, riuscendo a scherzare fino all’ultimo.
    Grazie dell’interessante articolo.

  3. E’ vero, ha un modo di scrivere con cui riesce, senza farvi alcun riferimento esplicito, a trasmettere il suo stato d’animo, perciò anche senza che lo dica, si capisce benissimo dal ritmo e dal tono della lettera, se in quel momento lei è triste o allegra, depressa o entusiasta come una ragazza qualsiasi e quei momenti lei li ha resi immortali

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