A Jane

Apriamo il nostro Speakers’ Corner con un contributo che ci ha colpiti per la sua autenticità, e per la manifestazione sincera del puro affetto che l’intelletto unico, straordinario, multiforme di Jane Austen sa risvegliare in noi lettori contemporanei, anche a due secoli di distanza. Questo articolo, A Jane, è firmato da Matilde Stamm Vitiello.

Cara Jane, mi piace scriverti queste poche righe per ringraziarti della tua amicizia e del conforto che hai saputo darmi nell’intera mia vita. Ti ho conosciuto quando ero una adolescente piena di sogni e di romanticismo: la strada per arrivare sino a te è partita da Orgoglio e Pregiudizio.

Che passione e che gioia immergermi nella caotica famiglia Bennet e sognare la conquista dell’altezzoso Mr. Darcy! Allora sono stata affascinata dalla trama e dai personaggi: piano piano, crescendo e maturando, ti sei imposta tu alla mia attenzione, il tuo stile, il tuo sguardo capace di vedere al di là delle apparenze, la tua insuperabile ironia, i dialoghi così intensi, i sentimenti mai troppo caricati. Ho imparato a leggere piano e a gustare ogni riga, perché ogni parola che hai scritto non solo non è superflua, ma si inserisce con un suo preciso significato nel contesto del racconto. Ho letto i tuoi libri più e più volte, ed ogni volta ho scoperto qualche cosa di nuovo, oppure ho interpretato in modo diverso una storia, una atmosfera, un sentimento. Dalle tue lettere ho imparato (un poco, solo un poco) a conoscere la Jane donna, attenta alla vita che si svolgeva intorno, sollecita negli affetti, sempre pronta a scherzare, pungente nelle sue battute, intelligente sempre – anche in un semplice bigliettino. I tuoi libri mi hanno accompagnato negli anni e – a parte Orgoglio e Pregiudizio che come il primo amore rimarrà sempre il primo nel mio cuore – ho di volta in volta apprezzato di più ora l’uno ora l’altro dei tuoi romanzi. Oggi che sono molto al di là della giovinezza – per non dire che sono “vecchia” – il piacere di leggerti trae il maggior godimento dai libri più pensosi e meditativi: oggi amo leggere Persuasione e Mansfield Park. Anne Elliot è una donna meravigliosa: di fronte alla vacuità e alla inconsistenza delle aspirazioni della sua famiglia, ti conquista con la sua bontà, con il rispetto che nutre per l’amicizia, con l’altruismo e con la capacità di amare. Di Mansfield Park mi piace l’atmosfera, la descrizione della vita di campagna, l’attenzione a un mondo chiuso che ignora la realtà fuori delle sue mura: ci sento molta Jane. Poi ho scoperto i romanzi incompiuti ed è stata una bellissima sorpresa. Oh Jane, che peccato che la tua vita si sia interrotta così presto: ci hai lasciato comunque molto altro su cui pensare e sorridere e sognare…. E che dire del delizioso e divertente Abbazia di Northanger, così pieno di brio e di giovinezza! Sempre indagati con la tua vista acuta e il tuo spirito arguto. Ho lasciato per ultimi i grandi romanzi Emma e Ragione e Sentimento. Emma Woodhouse, tanto amata da te Jane, forse perché ci vedevi tanto di te. Così come io vedo te e tua sorella Cassandra nelle dolci e appassionate sorelle Elinor e Marianne Dashwood. Cara Jane, balla ancora sempre gioiosa e gentile e allunga la tua mano a stringere la mia, che si tende verso di te al di là del tempo e dello spazio. Con affetto,
Matilde

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1 pensiero su “A Jane

  1. “Ho imparato a leggere piano e a gustare ogni riga, perché ogni parola che hai scritto non solo non è superflua, ma si inserisce con un suo preciso significato nel contesto del racconto.” Eh, già! E’ proprio vero…e anche dietro le righe: frasi e parole aprono più porte, spazi più vasti, più livelli…sono romanzi in 3D! 🙂

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