Jane, un’incognita

Cristina Ascari ci regala il suo contributo, intitolato Jane, un’incognita e dedicato alla passione che molti di noi nutrono per la biografia di Jane Austen.

Sono una lettrice esigente, non leggo di tutto. Un libro, prima di comprarlo, mi deve colpire per la trama, il titolo, la copertina e spesso comunque, nonostante questi fattori all’apparenza interessanti, rimango delusa, perché di romanzi belli ce ne sono pochi. È così che ho conosciuto per caso, tanti anni fa, questa autrice, tra i banchi di una libreria, decisa a trovare un libro per le vacanze estive. Dopo aver letto la trama, avevo pensato che Orgoglio e pregiudizio sembrasse abbastanza interessante da poterlo comprare.

Ero molto giovane, per età potevo benissimo essere coetanea del personaggio principale, Elizabeth: strano che a scuola, tra le mie compagne, nessuno mi avesse mai parlato di quest’autrice, che ora è quella che preferisco. Il romanzo mi era piaciuto talmente tanto che, come naturale conseguenza, mi era venuto spontaneo, in seguito, leggere tutti gli altri. Mi sono piaciuti tutti, ma Orgoglio e pregiudizio è senza dubbio quello che preferisco perché, come forse direbbe Jane: “è esattamente come dovrebbe essere un romanzo…. e come è giusto che sia.”

Si nota in Orgoglio e pregiudizio un’accuratezza maggiore rispetto agli altri suoi scritti – nella stesura, nei dettagli – come se questo romanzo fosse stato rivisto e corretto più e più volte prima di arrivare al risultato finale. Immagino che siccome questo suo manoscritto, il primo ad essere presentato ad un editore, era stato inizialmente rifiutato, l’autrice si sia sentita delusa, ma probabilmente anche in dovere di rivederlo e correggerlo ulteriormente, tanto da renderlo a mio parere un capolavoro.

“È verità universalmente riconosciuta” che J. Austen descriveva la sua epoca e il suo ambiente, la media borghesia campagnola di provincia inglese, della fine del ‘700 e inizio ‘800, quindi per i lettori di quel tempo lei descriveva solo belle storie in un ambiente a loro noto, perché contemporaneo. Al contrario, oggi i suoi romanzi si sono impreziositi, perché oltre a belle storie, ci permettono anche di entrare in un ambiente e rivivere un periodo storico a noi sconosciuto, dove tutto trascorre molto più lentamente e tranquillamente rispetto ad oggi. L’ansia, l’attesa, la frenesia e l’eccitazione prima di un particolare evento o la delusione d’ amore esistevano comunque, come l’autrice ci descrive, ma questo fa parte del genere umano, che lei, attenta osservatrice, conosceva molto bene.

Ma sono senza dubbio il suo modo di scrivere e descrivere e la sua ironia a rendere i suoi romanzi così piacevoli. Questo suo particolare umorismo, oltre ad essere divertente, incuriosisce il lettore, al quale di fatto viene spontaneo chiedersi che tipo di donna fosse questa J. Austen. Nonostante tutti i mezzi che abbiamo oggi a disposizione, però, non si riesce né a capirla né a conoscerla, se non superficialmente; forse lei non voleva farsi conoscere, e per questo motivo ha fatto distruggere tutte le sue lettere più intime e compromettenti lasciandoci solo quelle che parlano poco o niente di lei. Neanche la sua immagine ci è chiara, ed è soltanto attraverso il suo ritratto, opera della sorella Cassandra, che possiamo avere una vaga idea di come poteva essere il suo volto: castana, viso tondo, labbra sottili, sguardo diretto. Anche le persone che la descrivono non si possono definire particolarmente attendibili, perché sono i suoi nipoti – bambini quando lei era adulta e che per questo non potevano avere un’idea veramente chiara di lei.

Oggigiorno, quando un personaggio diventa pubblico per il suo lavoro, è abituale voler sapere tutto di lui. Per questo funzionano tanto, nei media, programmi o articoli in cui vengono presentate al pubblico “attraverso interviste che spesso scavano anche nel privato, non lasciando più nulla alla curiosità) tutte le persone che in un qualche modo sono diventate famose. Agli appassionati di questa scrittrice, da uno a dieci, quanto piacerebbe leggere o assistere ad un’intervista di questo tipo a Jane Austen? Sicuramente 10, 100, 1000.

Dobbiamo rassegnarci perché non la possiamo avere, e per questo dato di fatto, J. Austen ci incuriosisce anche di più; credo che sia per questo motivo che nascono queste varie associazioni, club, enti, su di lei, tutti vorremmo saperne di più, ma no! Non è possibile, possiamo discuterne quanto vogliamo, ma ne uscirà sempre una visione su di lei del tutto personale, che varia per ognuno di noi lettori.

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