Dedicato ad Anne Elliot

Per lo Speakers’ Corner, Roberta Ingrao dedica il suo articolo alla sua eroina austeniana preferita, Anne Elliot.

L’eroina austeniana che in assoluto amo di più è Anne Elliot di Persuasione. Un animo timido, sensibile, e remissivo. Seppur dotata di una profonda intelligenza e buon senso, Anne non riesce mai a farsi valere con i suoi familiari e accetta docilmente i consigli che Lady Russell le propina. In Anne, così come in altri personaggi della Austen, “l’essenziale è invisibile agli occhi”, perché dietro un’apparenza a prima vista insignificante, si nasconde una donna di grande valore, che serba in sé forza e coraggio.

edizit-p-garzanti-1989-2007A partire dalla seconda metà del romanzo, Anne stupisce tutti riuscendo, forse anche spinta dal risvegliato ardore per Wentworth, a tirar fuori la sua determinazione. Ed è infatti alle sue parole che l’autrice affida un’accorata denuncia della condizione delle donne, escluse dalla vita sociale e dunque impossibilitate a dimenticare un grande amore, o semplicemente costrette a rimuginare su ogni problema o preoccupazione, perché relegate al mondo domestico e familiare.
Anne si riscatta, trova in sé il coraggio per far sentire la sua voce, la sua determinazione e libertà di pensiero.
Un radicale cambiamento che viene premiato. Sono infatti le inaspettate parole di Anne, fino a quel momento silenziosa e formale, a incoraggiare il capitano Wentworth a dichiararle nuovamente l’amore che per lei non aveva mai smesso di provare; rompendo, una volta per tutte, il clima di tacito gelo che tra i due si era creato, nonché il risentimento che lui provava nei confronti di lei, per aver peccato di eccessiva remissività, mettendo da parte i suoi sentimenti.

Anne, secondo me, è ancora un modello molto attuale da cui prendere ispirazione. Molto spesso noi donne ci comportiamo come lei; sebbene le nostre idee siano buone, così come le intenzioni, a causa della nostra insicurezza ci lasciamo sopraffare dagli eventi o da persone che si pongono in maniera più decisa, persuadendoci a fare diversamente da come pensavamo e a mettere da parte le nostre velleità. Difendere il proprio pensiero a volte, anche nel XXI secolo, richiede un grande coraggio e determinazione e Anne è lì a ricordarcelo.

Un personaggio se vogliamo quasi autobiografico per l’autrice: non a caso ha 27 anni, un’età significativa per la Austen, e come lei sembrerebbe destinata al nubilato. La scrittrice riserva però per Anne un lieto fine, quello che lei non ebbe con il gentiluomo conosciuto a Sidmouth nel 1801…. Che dunque questo romanzo sia un mezzo, seppur letterario, dove anche Jane riesce a coronare il suo sogno d’amore perduto per sempre?

A me piace pensarlo.

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