Un pettegolezzo d’annata

Nelle Bodleian Libraries di Oxford c’è una sezione molto ricca di manoscritti, tra gli altri anche due austeniani: il primo volume dei Juvenilia e uno dei due di The Watsons.
Tra i tanti documenti custoditi c’è un diario di viaggio anonimo che è lì dal 1945. Nel giugno del 2015, durante uno studio mirato a individuare gli autori di vari diari di viaggio anonimi, venne alla luce che in quel diario c’era una piccola curiosità austeniana.

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Beatrice Battaglia, Nel cuore di Jane. Ri-Leggendo Persuasion

In libreria in questi giorni un nuovo libro di Beatrice Battaglia, un saggio dedicato a Persuasione, nell’anno del bicentenario dell’ultimo romanzo di Jane Austen, pubblicato postumo nel dicembre del 1817 insieme a Northanger Abbey, con data editoriale 1818.

Oltre al saggio, nel volume sono compresi altri scritti:

  • Ribelle, irriverente, immortale: Jane Austen negli anni del bicentenario (trascizione di una conferenza tenuta a Mirandola il 16 febbraio 2017)
  • I contesti della narrativa austeniana (su due volumi pubblicati nel 2004 e 2005: Jane Austen in Context, edited by Janet Todd, e Jane Austen and the Enlightenment, di Peter Knox-Shaw)
  • Decostruire e ricostruire Jane Austen: gli studi testuali (sul volume di Kathryn Sutherland, Jane Austen Textual Lives from Aeschylus to Bollywood)
  • Ricordando Brian Southam e David Nokes (un ricordo dei due studiosi austeniani morti nel 2010 e nel 2011)

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Nuova edizione di “Orgoglio e pregiudizio”

Da oggi è in libreria una nuova edizione italiana di Orgoglio e pregiudizio, tradotta da Chiara Codecà e pubblicata da Bompiani – Giunti.

Al testo segue una breve biografia di Jane Austen.

Scheda del libro
Orgoglio e pregiudizio
di Jane Austen
Traduzione di Chiara Codecà
Bompiani – Giunti, Milano – Firenze
Pagine: 496, cartonato
Prima edizione: maggio 2018
Euro 12,00
ISBN: 9788845297366

Nella pagina dedicata alle edizioni italiane del romanzo potete leggere due brani da questa edizione e da numerose altre.

Un manoscritto austeniano in vendita

I manoscritti austeniani in mano a privati, e quindi possibili oggetti di vendita, sono ormai pochissimi. È quindi una notizia interessante che nell’ultimo catalogo di una libreria antiquaria londinese, Jarndyce, a Bloomsbury, proprio di fronte al British Museum (Women Writers – Part I: A-F, catalogue CCXXV, Summer 2017, Item 39), sia elencato, in vendita per 120.000 sterline, il manoscritto di una poesia di Jane Austen, uno di quei componimenti scherzosi in versi, che prendevano spunto da qualche fatto di attualità o da qualche notizia letta su un giornale.

In questo caso si trattava di una notizia pubblicata su The Hampshire Telegraph and Sussex Chronicle del 25 febbraio 1811:

Sussex.
Saturday, February 23, 1811.
On Saturday was married, Mr. Gell, of Eastbourn, to Miss Gill, of Well-street, Hackney.

Sussex,
sabato 23 febbraio 1811.
Sabato Mr. Gell, di Eastbourn, si è sposato con Miss Gill, di Well-street, Hackney. Continua a leggere

Dagherrotipo o ambrotipo?

no-martha-lloyd-smallIn una recente visita al Jane Austen’s House Museum di Chawton, nel famoso cottage da dove tutti i sei romanzi austeniani sono partiti per il loro viaggio nel mondo letterario e non, mi sono imbattuto in una piccola curiosità, che ha attratto la mia attenzione soprattutto perché la lettura del foglio esplicativo che ne parlava citava un anonimo visitatore, evidentemente esperto di procedimenti fotografici d’epoca, come colui che aveva sollevato la questione (uso il maschile, ma nel testo inglese si parla genericamente di “a visitor”, quindi potrebbe anche essere una visitatrice).
Si tratta di una foto che si è sempre pensato raffigurasse Martha Lloyd, amica di famiglia degli Austen, poi vissuta con Mrs. Austen e le figlie Cassandra e Jane dopo la morte della madre, e poi ancora seconda moglie di Frank Austen, uno dei due fratelli marinai della scrittrice.
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Le strane cugine

Un articolo dalla rivista “Persuasions On-Line” della Jane Austen Society of America, nel quale Christine Kenyon Jones ci racconta la storia di Dido Elizabeth Bell e del prozio, il giudice capo della corte suprema inglese Lord Mansfield, intrecciando le vicende reali con possibili influenze sulla composizione di Mansfield Park.

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Le strane cugine: Mansfield Park e la famiglia Mansfield
di Christine Kenyon Jones
V.31, NO.1 (Winter 2010)

In questo articolo sono presi in esame i possibili legami tra un ritratto di due membri della famiglia del famoso giudice del diciottesimo secolo, Lord Mansfield, (1) e il romanzo Mansfield Park di Jane Austen. L’ipotesi è che il ritratto di cugine “diverse”, nel contesto della tratta degli schiavi, possa aver influenzato il modo in cui Austen ha trattato questi argomenti nel romanzo.

Ritratto di Dido Elizabeth Bell e Lady Elizabeth Murray

Ritratto di Dido Elizabeth Bell e Lady Elizabeth Murray

Dipinto negli anni ’70 del Settecento da un artista sconosciuto, il ritratto raffigura due nipoti di Lord Mansfield, Lord Chief Justice of England dal 1756 al 1788. A destra, Lady Elizabeth Murray, figlia del nipote ed erede di Lord Mansfield, il settimo Visconte Stormont. Lady Elizabeth era nata nel 1760 ed era stata cresciuta da Lord Mansfield e dalla moglie dopo la morte della madre quando lei era una bambina. Dido Elizabeth Bell, a sinistra, era la figlia illegittima di un altro nipote di Lord Mansfield, il capitano John Lindsay e di una donna nera probabilmente schiava, Maria Bell. Dido era nata nel 1761 ed era stata cresciuta da Lord e Lady Mansfield fin dall’infanzia. Le ragazze sono ritratte a Kenwood, proprietà di Lord Mansfield a Hampstead, a nord di Londra, e nell’angolo in basso a sinistra si può vedere la famosa veduta da Kenwood della cattedrale di Saint Paul. Il quadro è ora nello Scone Palace, a Perth, in Scozia, ma è stato a Kenwood nel 2007 in occasione di una mostra per celebrare il bicentenario dell’abolizione della schiavitù in Gran Bretagna. (“Slavery and Justice”).

Ci sono diverse cose che legano il quadro a Jane Austen. La prima è la ben nota ipotesi che il titolo Mansfield Park si riferisca a Lord Mansfield e alla sua famosa sentenza del 1772, nella quale venne stabilito che un imputato nero, James Somerset, non potesse essere fatto uscire dall’Inghilterra contro la sua volontà per essere riportato in schiavitù nella colonia della Virginia. (2) “Lo stato di schiavitù […] è talmente disgustoso”, stabilì Mansfield, che “quali che siano i fastidi […] che dovessero scaturire da questa decisione, non posso affermare che ciò sia permesso o approvato dalla legge inglese, e quindi, il nero dev’essere liberato (White 1).

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Un’ipotetica mappa di Highbury

Pubblichiamo – dalla rivista “Persuasions On-Line” della dalla Jane Austen Society of North America (JASNA) – la traduzione di un articolo di Penny Gay, autrice tra l’altro di Jane Austen and the Theatre (2002), che propone una mappa di Highbury realizzata utilizzando le indicazioni topografiche contenute in Emma.

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Un’ipotetica mappa di Highbury
di Penny Gay
V.36, NO.1 (Winter 2015)

Questo saggio apparirà in Persuasions On-Line, vol. 36, N.. 1 nel dicembre 2015. Nel frattempo pubblichiamo questa anteprima come ausilio alla nuova mappa inserita nella pagina Maps of the Novels del sito JASNA – S. A. Ford, Editor.

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Clicca sull’immagine per vederla ingrandita

La mappa abbozzata che potete vedere qui sopra, concepita negli anni ’80 del secolo scorso a fini didattici, è basata su due significativi brani del testo di Emma: (1)
Il primo:

A Highbury, l’ampio e popoloso villaggio, quasi una cittadina, di cui Hartfield di fatto faceva parte, nonostante avesse prati e boschetti propri e un nome diverso, non c’erano persone del suo rango. (cap. 1)

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George Austen, il fratello scomparso

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La famiglia Austen: il rev. George Austen, la moglie, Cassandra Leigh, e i loro otto figli: James, George, Edward, Henry, Cassandra, Frank, Jane e Charles

Il reverendo George Austen e la moglie Cassandra ebbero otto figli, ma il secondo, chiamato George come il padre, è praticamente assente dalle cronache familiari. Nella biografia scritta nel 1869 dal nipote James Edward Austen Leigh non se ne trova menzione (nel primo capitolo Edward e Henry sono citati come secondo e terzo figlio della coppia, mentre in realtà erano il terzo e il quarto), e lo stesso accade nell’epistolario di Jane Austen, anche se la perdita di gran parte della sua corrispondenza non può darci la certezza che non ne abbia mai parlato nelle sue lettere.
George Austen nacque il 26 agosto 1766, un anno e mezzo dopo la nascita del primogenito James, nella canonica di Deane, prima che gli Austen si trasferissero in quella di Steventon nell’estate del 1768. I genitori si accorsero quasi subito della presenza di un qualche handicap mentale, del quale non sappiamo nulla di preciso. La madre ne fa menzione in una lettera dell’8 luglio 1770 alla cognata Susanne Walter, moglie del fratellastro del marito, quando George stava quindi per compiere quattro anni:

Ti ringrazio molto per il tuo cortese auspicio circa un miglioramento di George. Dio solo sa quando e se possa essere possibile, ma, per quanto io possa giudicare al momento, non possiamo essere troppo ottimisti su questo argomento; comunque vada, abbiamo comunque una consolazione: non è sicuramente un bambino cattivo o aggressivo.
(In: Austen Papers 1704-1856, edited by R. A. Austen-Leigh, Spottiswoode, Ballantyne & Co., 1942, pag. 23)

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Soldi, soldi, soldi… 2

La gente è più propensa a prendere in prestito ed elogiare, che a comprare – cosa che non mi meraviglia; – ma anche se mi piacciono gli elogi come a tutti, mi piace anche quello che Edward chiama la Grana.
(Lettera del 30 novembre 1814 alla nipote Fanny Knight)

Nella prima parte di questo articolo abbiamo curiosato nelle rendite dei personaggi austeniani, e abbiamo scoperto che la forbice tra i più ricchi e i più (relativamente) poveri era molto ampia: dalle 12.000 sterline l’anno di Mr. Rushworth alle 40 delle sorelle Bennet. Ma Jane Austen di che rendita disponeva? Quanto ha guadagnato con le sue opere? Come spendeva i suoi soldi?

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Soldi, soldi, soldi…

Uno scapolo con un’ampia fortuna; quattro o cinquemila l’anno.
(Orgoglio e pregiudizio, cap. 1)

Nei romanzi di Jane Austen ci sono moltissime informazioni sulla situazione finanziaria dei personaggi, talvolta precise, altre volte più vaghe. È innegabile come l’abbondanza di questi riferimenti dimostri l’importanza del fattore economico nei rapporti, matrimoniali e non, tra i personaggi, e anche se forse tendiamo a considerarla una peculiarità della società e dell’epoca descritte da JA è altrettanto innegabile che i soldi siano importanti anche adesso, con comportamenti forse un po’ diversi, meno diretti, ma con un’importanza che non è certo minore.

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La banconota da dieci sterline con l’effige di Jane Austen che sarà distribuita dal 2017

C’è però una difficoltà: quella di leggere le cifre riportate da JA con occhi odierni, ovvero di sapere che rendita annua dovremmo avere oggi per eguagliare quelle, per esempio, dei due personaggi austeniani più ricchi: di Mr. Rushworth (12.000 sterline) e Mr. Darcy (10.000), La cosa è molto complicata, dato che i parametri dell’epoca erano molto diversi dagli attuali.

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