Mansfield Park: Un appunto sulla fuga di Henry e Maria

Pubblichiamo – dalla rivista “Persuasions” della dalla Jane Austen Society of North America (JASNA) – la traduzione di un articolo di Erna Schwerin, una psicologa clinica che, oltre a essere un membro di JASNA, è anche il presidente della Mozart Society di New York City. Nell’articolo la Schwerin analizza la situazione psicologica di Henry Crawford, e di cosa provochi la fuga con Maria Rushworth.

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Mansfield Park: Un appunto sulla fuga di Henry e Maria
di Erna Schwerin
Persuasions #2, 1980 Pagg. 22-23, 25

Jane Austen era una brillante psicologa. Sebbene probabilmente non fosse sempre consapevole dei suoi rari doni d’intuizione, che la aiutavano a delineare i personaggi dei suoi romanzi, la loro validità per la teoria della personalità può essere dimostrata tutt’oggi. È difficile resistere alla tentazione di mettere alla prova questa convinzione su tutte le figure significative di Mansfield Park, ma le limitazioni di spazio non lo permettono. Ci concentreremo invece sull’importante evento della fuga di Henry Crawford e Maria Rushworth. È stato scelto a causa della critica espressa da Joan Rees, biografa di Jane Austen, che si riferisce a questo apice della storia come “forzato”, e che nota che solo “una passione travolgente da entrambe le parti” giustificherebbe un'”azione così incauta”. (Jane Austen – Woman and Writer by Joan Rees, New York: St. Martin’s Press, 1976). Un’analisi approfondita degli avvenimenti significativi che precedono la fuga, e delle personalità di Henry e Maria, dovrebbero far apparire le motivazioni in una luce molto plausibile.

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Nuova edizione di “Northanger Abbey”

edizit-na-berti-2016Nel giugno scorso è stata pubblicata da Nuova Editrice Berti una nuova edizione italiana di Northanger Abbey, tradotta da Cecilia Mutti.

Al testo segue un saggio di Diego Saglia tratto dal suo libro Leggere Austen, Carocci, Roma, 2016.

Scheda del libro
Northanger Abbey
di Jane Austen
Traduzione di Cecilia Mutti
Con un saggio di Diego Saglia
Nuova Editrice Berti, Parma
Pagine: 266, brossura
Prima edizione: luglio 2016
Euro 18,00
ISBN: 9788873646761

Nella pagina dedicata alle edizioni italiane del romanzo potete leggere due brani da questa edizione e da numerose altre.

Georgette Heyer e Jane Austen attraverso Il Dandy della Reggenza.


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Lo scorso 7 maggio 2016, il gruppo di lettura Jane Austen Book Club di Biblioteca Salaborsa e JASIT ha proposto una discussione su Il dandy della Reggenza di Georgette Heyer. Nell’Auditorium della biblioteca, molte persone si sono ritrovate per commentare o scoprire questa scrittrice troppo spesso e frettolosamente etichettata come autrice di romanzi rosa storici, alla stregua di qualunque altra autrice di questo genere e senza alcun riconoscimento dei tanti, grandi meriti letterari che ne fanno una vera fuoriclasse.

Abbiamo scelto di inserire questa lettura nel nostro percorso di esplorazione della ricezione popolare di Jane Austen proprio per approfondire un aspetto sempre molto vivo, anche perché utilizzato senza posa, e a sproposito, dalle case editrici per puri scopi commerciali: le/gli eredi di Jane Austen.
La scelta non poteva non ricadere su colei che da sempre viene considerata come l’erede per eccellenza, se non addirittura l’imitatrice originaria – salvo scoprire, una volta immersi nel suo mondo narrativo, che la sua è una voce unica e originale della letteratura, che ha in Jane Austen una fonte costante e ponderata di ispirazione.

Di seguito, ripropongo la mia introduzione a questa autrice e al romanzo in discussione, Il dandy della Reggenza, compresi i tanti consigli di lettura e approfondimento forniti in occasione dell’incontro in Biblioteca Salaborsa, a Bologna, lo scorso 7 maggio. A questa mia introduzione ho voluto dare un titolo, tratto da una fonte autorevole di critica letteraria, che ritengo sia una definizione azzeccata dell’arte di Georgette Heyer: The honourable escape (La fuga rispettabile).
Buona lettura.

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Dagherrotipo o ambrotipo?

no-martha-lloyd-smallIn una recente visita al Jane Austen’s House Museum di Chawton, nel famoso cottage da dove tutti i sei romanzi austeniani sono partiti per il loro viaggio nel mondo letterario e non, mi sono imbattuto in una piccola curiosità, che ha attratto la mia attenzione soprattutto perché la lettura del foglio esplicativo che ne parlava citava un anonimo visitatore, evidentemente esperto di procedimenti fotografici d’epoca, come colui che aveva sollevato la questione (uso il maschile, ma nel testo inglese si parla genericamente di “a visitor”, quindi potrebbe anche essere una visitatrice).
Si tratta di una foto che si è sempre pensato raffigurasse Martha Lloyd, amica di famiglia degli Austen, poi vissuta con Mrs. Austen e le figlie Cassandra e Jane dopo la morte della madre, e poi ancora seconda moglie di Frank Austen, uno dei due fratelli marinai della scrittrice.
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Orgoglio e pregiudizio: nuova edizione De Agostini

downloadIl 5 luglio 2016 è stata pubblicata da De Agostini una nuova edizione italiana di Orgoglio e pregiudizio, tradotta da Marina Migliavacca Marrazza.

Il testo è preceduto da una Prefazione di Paola Zannoner e fa parte della collana DeA Classici, pensata in particolare per i ragazzi.

Scheda del libro
Orgoglio e pregiudizio
di Jane Austen
Traduzione di Marina Migliavacca Marrazza
Prefazione di Paola Zannoner
Casa Editrice: De Agostini (DeA Classici)
Pagine: 442, brossura con alette
Prima edizione: giugno 2015
ISBN: 9788851138394

Nella pagina dedicata alle edizioni italiane del romanzo potete leggere due brani da questa edizione e da numerose altre.

Speakers’ Corner n° 4: chiusura lavori

Speakers-Corner-postCari lettori, la quarta edizione dello Speakers’ Corner, il nostro “convegno virtuale”, dedicato questa volta al tema “Jane Austen al cinema e in TV” è giunta ieri alla conclusione.

Potete trovare qui sotto i link a tutti gli articoli che hanno dato vita a questo evento. Ringraziamo tutti coloro che hanno partecipato, con i loro articoli o con i loro commenti e osservazioni.

13 luglio
Gabriella ParisiAustenland: alla ricerca di Jane
14 luglio
Angela CaputoLe ombre non sono meno importanti della luce
15 luglio
Romina Angelici, “C’è posta per te” e Orgoglio e pregiudizio
16 luglio
Mara BarbuniLa magia delle cose in Miss Austen Regrets
17 luglio
Silvia FrassinetiPride and Prejudice BBC 1980
18 luglio
Giuseppe IerolliGaleotto fu il tuffo

Buona (ri)lettura e… alla prossima!

Galeotto fu il tuffo

L’ultimo contributo per lo Speakers’ Corner n° 4, dedicato alle opere cinematografiche e televisive ispirate a Jane Austen è firmato da Giuseppe Ierolli.

In Orgoglio e pregiudizio il cambiamento che avviene nel personaggio di Darcy, il passaggio da un giovanotto un po’ antipatico, sulle sue, pieno di orgoglio, all’innamorato ardente che ha ormai abbandonato quella pericolosa sincerità che ha provocato le pungenti risposte di Elizabeth Bennet, trova il suo definitivo compimento nel cap. 43 (Vol. III, cap. 1), quando Elizabeth e gli zii vanno a Pemberley, sicuri dell’assenza del padrone di casa, e l’autrice fa una cosa molto rara nei suoi romanzi, quasi privi di descrizioni paesaggistiche: ci accompagna nel parco della grande tenuta, ce la fa vedere con gli occhi di Elizabeth, che mettono in luce una sorta di simbiosi con quell’uomo che, già parzialmente rivalutato ai suoi occhi, si rivelerà ben presto completamente diverso da come lei lo aveva giudicato.
Il parco, con le sue bellezze del tutto prive di affettazione e di pittoresche banalità, diventa una sorta di specchio del suo proprietario, già abbondantemente elogiato dalla governante durante la visita al palazzo.

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Pride and Prejudice 1980

Questa quinta giornata dello Speaker’s Corner è dedicata a un contributo di Silvia Frassineti sulla versione per lo schermo forse meno nota di Pride and Prejudice.

Sei romanzi non sono abbastanza.
Lamento ricorrente per ogni Janeite che si rispetti. Ecco allora fioriture di libri, eventi e adattamenti per ogni espressione artistica conosciuta all’uomo e qualcuna in più per la donna. È però sullo schermo, grande e piccolo, che si scatenano le passioni austeniane, e le brave Janeites vanno a caccia di adattamenti come segugi pazienti.

253px-PrideAndPrejudiceBBCIn questa ricerca ho trovato una vecchia serie di Pride and Prejudice, firmata BBC e andata in onda solo in inglese nel 1980. Confesso che Orgoglio e pregiudizio è stato il primo romanzo di Jane Austen che ho letto e il mio preferito; forse il solo adattamento che ho ammirato è stato quello di Andrew Davis BBC 1995. La sceneggiatura di Fay Weldon nella versione del 1980 è notevole, come scrittrice ha dimostrato il suo amore per il linguaggio e ha inserito quanto più possibile della prosa di Jane Austen nella serie.
Ogni minuto una lettrice di Jane Austen può sorridere riconoscendo un’espressione speciale e godere così del piacere dell’iniziata ai misteri di un culto, non più segreto.
Peccato che nello zelo di non tralasciare nulla, le battute si susseguano talmente rapide da lasciare lo spettatore stordito, non più in grado di gustarle.
L’intento didattico è chiarissimo, non si prende nessuna libertà rimanendo aderente al testo, anche se alcune remore legate al momento in cui è stato prodotto inibiscono alquanto l’accuratezza storica.
I costumi, specialmente femminili, sono molto curati nei modelli, pieni di pizzi e di ruches, come dovevano essere allora, ma le stoffe sono visibilmente sintetiche e contraffatte.
Per mostrare la formalità di certi rapporti sociali, senza riprodurre i veri gesti, senza un inchino ed un riverenza che l’abitudine avrebbe reso naturale, è stato giocoforza irrigidire i gesti, o meglio la loro mancanza. Continua a leggere

La magia delle «cose» in Miss Austen Regrets

Per lo Speakers’ Corner dedicato al cinema e alla TV, un contributo di Mara Barbuni su un film dedicato a Jane Austen di tema biografico.

Miss Austen Regrets, il film per la televisione trasmesso da BBC One per la prima volta nel 2008, è un film, come si direbbe in inglese, «poignant». L’idea del rimpianto contenuta già nel titolo si presenta allo spettatore sin dai titoli di testa e rimane viva e presente, come un filo rosso, per tutto l’arco del racconto. È un film molto commovente, perché non solo dà corpo e voce ai rimpianti del personaggio principale, Jane Austen, ma riesce a catturare e a trasformare in immagini anche tutta la lunga e variegata storia dei rimpianti, vividi e riconosciuti oppure segreti, dimenticati e nascosti, di ognuno dei suoi spettatori – di ognuno di noi. L’impressione è che Gwyneth Hughes, la writer, abbia captato la sottile verità che sta dietro all’implacabile passione di moltissimi lettori per Jane Austen: una vena di rimpianto, appunto, per un mondo nel quale non si è potuto vivere ma che, per ragioni misteriose, si tende a giudicare migliore del nostro. Partendo da questa premessa, tutte le teste e le mani che hanno lavorato a questo film sembrano aver contribuito a rendere quel rimpianto concreto, visibile, quasi un «oggetto» percepibile con i sensi.

Il direttore della fotografia (David Katznelson) è il primo responsabile di questo risultato. Benché la prima e l’ultima scena siano notturne, sul cuore del film aleggia una luce dorata e piena, che rende i verdi dei prati ancora più verdi, i mattoni delle case ancora più rossi, i fiori ancora più accesi, e i profili dei visi, spessi colti controluce, quasi eterei, con le linee dei corpi che si mescolano ai contorni del paesaggio.
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“C’è posta per te” e Orgoglio e pregiudizio

Per lo Speakers’ Corner, Romina Angelici ci offre una interessante lettura in chiave austeniana del film di Nora Ephron, C’è posta per te, con protagonisti Meg Ryan e Tom Hanks.

Le versioni di Orgoglio e pregiudizio sono ormai diventate dei film-culto esse stesse. Di ciascun romanzo canonico di Jane Austen si può poi confrontare la versione sceneggiato targata BBC e quella cinematografica, e ognuno di noi ha le sue preferenze e le sue critiche da fare. Sarebbe infinito l’elenco dei film, dei telefilm o delle miniserie – tanto in voga ora -, in cui Jane Austen viene continuamente citata, confondendola con un’icona del romanzo rosa o metonimicamente attraverso il suo romanzo più famoso, che viene fatto leggere ad adolescenti o meno.
youve-got-mailC’è però un film che mi è rimasto nel cuore, in cui è innegabile l’ispirazione di matrice austeniana: è C’è posta per te, o You’ve got mail, uscito nel fortunatissimo Natale del 1998. Lo ritengo un omaggio, che risplende di luce propria e che mi è caro per quel senso di meraviglia che si rinnova ad ogni visione alla scoperta di felici assonanze e citazioni che rimandano a Jane Austen.
Penso possa essere interessante andare ad analizzare come è stata utilizzata dalla regista Nora Ephron, la trasposizione di Orgoglio e Pregiudizio, almeno per quanto riguarda la caratterizzazione dei due protagonisti: lui, Joe Fox, figlio di un magnate dell’editoria, e lei, Kathleen Kelly, figlia di una semplice libraia. Lui è così orgoglioso della sua catena di librerie da non vedere e cogliere al primo sguardo la bellezza e l’originalità del “negozio dietro l’angolo” e della sua proprietaria. Anzi, alla precisa domanda del dipendente, curioso su come sia lei fisicamente, il rampollo della casata Fox la definisce “sì, bella”, ma in un modo sdegnoso che assomiglia tanto al giudizio di “appena passabile” riservato da Mr Darcy a Lizzie al loro primo incontro. Lei, dal canto suo, è prevenuta e convinta che, poiché lui è ricco, non sia capace di apprezzare un bel libro e i buoni sentimenti. Continua a leggere