L’aspetto fisico in Jane Austen. Niente dita di mani o piedi

Abbiamo tradotto per voi un articolo tratto da Persuasions #13 del 1991, Jane Austen Images of the Body: No Fingers, No Toes di Carol Shields (Department of English, University of Manitoba, Winnipeg A3T 2N2).

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L’aspetto fisico in Jane Austen. Niente dita di mani o piedi ¹

“Una metà del mondo non riesce a capire i piaceri dell’altra metà” dice Jane Austen tramite la sua eroina Emma Woodhouse (Emma, cap. 9), e una lettura di Emma suggerisce che l’autrice appartiene a quella metà del mondo che è indifferente alle apparenze fisiche. Le sue complicazioni e svolte narrative vengono generate per caso o in seguito a un ragionamento e mai per necessità o per reazione corporale. Il cervello – poiché Jane Austen si riferisce spesso a quel particolare organo materiale – comanda sul resto del corpo, che viene trattato con cosa? Indifferenza? Mancanza di curiosità? Noncuranza? O forse una metaforica scrollata di spalle che quasi lo cancella. Altrimenti la sua strategia, che sia consapevole o meno, punta a valori che lei crede siano di supporto a una comunità rispettabile di individui.

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JABC – Ragione e Sentimento – inizio lettura

Jane Austen Book Club, di Biblioteca SalaBorsa (Bologna) e JASITNell’ambito del Jane Austen Book Club organizzato dalla Biblioteca Salaborsa di Bologna in collaborazione con JASIT, oggi vi invitiamo ad iniziare insieme a noi la lettura del primo libro in programma: Ragione e Sentimento (in originale: Sense and Sensibility).
Potete leggere il romanzo in originale inglese oppure in italiano, o ascoltarlo usando un audiolibro, come preferite.

Segnate questo appuntamento sulle vostre agende o mettete un promemoria nel telefono: tra poco più di un mese, il giorno 11 ottobre alle 17:00, ci troveremo in Biblioteca Salaborsa di Bologna per condividere la nostra esperienza di lettura.
Vi ricordiamo che la partecipazione è aperta a tutti, libera e gratuita, fino ad esaurimento dei posti disponibili in Biblioteca, e che l’incontro si svolge in lingua italiana.
È possibile commentare online durante la lettura, direttamente su questo post oppure sulla pagina facebook del JABC. Invitiamo a farlo soprattutto coloro che non potranno partecipare all’incontro di ottobre.
Per accompagnarvi durante la lettura, vi proponiamo di seguito alcuni strumenti di consultazione e condivisione, nonché i dettagli per partecipare, il calendario completo e il segnalibro esclusivo JASIT.

Buonisssima lettura!

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Giovani studiosi dialogano con JASIT: intervista ad Alice Zardo

jane okUna delle tante missioni di JASIT è quella di dare il giusto valore al lavoro dei giovani studiosi italiani. Numerosi diplomandi, laureandi o laureati in letteratura o traduzione dedicano le loro fatiche alla scrittura di Jane Austen, però, come spesso accade, le loro tesi o i loro contributi finiscono in polverosi archivi inaccessibili al pubblico e rischiano immeritatamente di cadere nell’oblio. JASIT vuole tentare di ovviare a questa realtà offrendo il suo spazio alle idee di giovani pensatori italiani che hanno trovato in Austen un importante spunto di riflessione letteraria. Se siete studiosi interessati a dialogare con noi, contattateci all’indirizzo email: info@jasit.it.

La nostra prima ospite è la dott.ssa Alice Zardo, che si è di recente laureata in Traduzione e Mediazione Culturale all’Università di Udine con una tesi dal titolo “Emma”. Analisi storico-linguistica di quattro ritraduzioni italiane del romanzo austeniano. Ecco le sue risposte, interessanti, accurate, precise e competenti, alla nostra intervista a proposito del suo lavoro.

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Novità: Sei romanzi perfetti. Su Jane Austen di Liliana Rampello, ed. Il Saggiatore

Sei romanzi perfetti. Su Jane Austen, di Liliana Rampello, ed. Il Saggiatore

I romanzi perfetti di cui parla questo titolo accattivante sono, com’è facile intuire, i sei romanzi canonici di Jane Austen. Ad essi e alla loro geniale autrice, Liliana Rampello dedica questa appassionata analisi, partendo dalla domanda cruciale che tutti, prima o poi, si pongono una volta conquistati dalla malia di questi gioielli letterari: perché, dopo più di due secoli, sono ancora (e sempre più) amati da schiere di lettrici e lettori in tutto il mondo?

Come ben raccontano le note della casa editrice, “seguendo questo filo, l’autrice sottolinea come, nel secolo in cui Goethe inventa il romanzo di formazione maschile, Jane Austen compia una mossa inedita, abbandonando la figura dell’eroina tradizionale, che ha per lo più una funzione passiva, e proponendo quella di una giovane donna che, grazie a relazioni significative, è sempre più consapevole della sua condizione e riesce a essere padrona del proprio destino.” Ed è per questo che si può affermare come “la più originale invenzione di Jane Austen” sia proprio “il romanzo di formazione femminile“.

Il libro esce oggi, 28 agosto, edito da Il Saggiatore. Di seguito, tutti i dettagli.

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Il Jane Austen Book Club di Biblioteca Salaborsa e JASIT, a Bologna

For my own part, if a book is well written, I always find it too short
(Per quel che mi riguarda, se un libro è ben scritto, lo trovo sempre troppo corto)
Jane Austen

Biblioteca Salaborsa di Bologna e JASIT  rendono omaggio a Jane Austen con un  gruppo di lettura interamente dedicato alle sue opere e al suo mondo.
Poiché viviamo in anni scanditi da importanti Bicentenari austeniani (che si susseguono a ritmo sostenuto dallo scorso 2011, con la prima pubblicazione di Sense and Sensibilty, ovvero Ragione e Sentimento, e proseguiranno fino a tutto il 2017), abbiamo pensato che non ci fosse occasione migliore per scoprire la “vera” Jane Austen, così come emerge dalle sue stesse parole, cioè moderna e più viva che mai, assai diversa dall’immagine stereotipata, noiosa e stucchevole, che ancora oggi sembra prevalere.

Da Ottobre 2014 a Giugno 2015, leggeremo un libro al mese e condivideremo dal vivo le nostre impressioni di lettura un sabato al mese, alle ore 17, presso la Biblioteca Salaborsa di Bologna, in Piazza del Nettuno 3, nel cuore del capoluogo emiliano.
I testi in programma vanno dai Romanzi Canonici alle Opere Incompiute e non mancheremo di leggere anche le Lettere e una Biografia…

Di seguito, tutti i dettagli per partecipare, il calendario completo e i segnalibri esclusivi JASIT.

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Soldi, soldi, soldi… 2

La gente è più propensa a prendere in prestito ed elogiare, che a comprare – cosa che non mi meraviglia; – ma anche se mi piacciono gli elogi come a tutti, mi piace anche quello che Edward chiama la Grana.
(Lettera del 30 novembre 1814 alla nipote Fanny Knight)

Nella prima parte di questo articolo abbiamo curiosato nelle rendite dei personaggi austeniani, e abbiamo scoperto che la forbice tra i più ricchi e i più (relativamente) poveri era molto ampia: dalle 12.000 sterline l’anno di Mr. Rushworth alle 40 delle sorelle Bennet. Ma Jane Austen di che rendita disponeva? Quanto ha guadagnato con le sue opere? Come spendeva i suoi soldi?

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Soldi, soldi, soldi…

Uno scapolo con un’ampia fortuna; quattro o cinquemila l’anno.
(Orgoglio e pregiudizio, cap. 1)

Nei romanzi di Jane Austen ci sono moltissime informazioni sulla situazione finanziaria dei personaggi, talvolta precise, altre volte più vaghe. È innegabile come l’abbondanza di questi riferimenti dimostri l’importanza del fattore economico nei rapporti, matrimoniali e non, tra i personaggi, e anche se forse tendiamo a considerarla una peculiarità della società e dell’epoca descritte da JA è altrettanto innegabile che i soldi siano importanti anche adesso, con comportamenti forse un po’ diversi, meno diretti, ma con un’importanza che non è certo minore.

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La banconota da dieci sterline con l’effige di Jane Austen che sarà distribuita dal 2017

C’è però una difficoltà: quella di leggere le cifre riportate da JA con occhi odierni, ovvero di sapere che rendita annua dovremmo avere oggi per eguagliare quelle, per esempio, dei due personaggi austeniani più ricchi: di Mr. Rushworth (12.000 sterline) e Mr. Darcy (10.000), La cosa è molto complicata, dato che i parametri dell’epoca erano molto diversi dagli attuali.

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Jane Austen… in un tweet!

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Carissimi lettori di JASIT, speriamo vi stiate godendo un po’ di sano riposo! Che siate stesi sotto l’ombrellone o ancora chiusi in ufficio, o a casa, in attesa che smetta di piovere, stuzzicate la vostra ironia “austeniana” partecipando al nostro gioco su Twitter:

JANE AUSTEN… IN UN TWEET!

In un tweet, scrivete un vostro pensiero brillante su Jane Austen, le sue opere o i suoi personaggi – di settimana in settimana vi suggeriremo un tema!

Taggateci usando @janeaustenitaly e unite l’hashtag #JASITg, e vi rimarranno 115 caratteri per esprimere la vostra idea!

(Ad esempio: @janeaustenitaly #JASITg Quando le chiesero cosa volesse fare da grande, la futura Mrs. Bennet rispose: “la suocera”)

Aspettiamo una viva partecipazione e a alla fine dell’estate pubblicheremo i tweet più interessanti! Buone vacanze a tutti!

La signora dell’anello

_72967609_janeausten'sringetc22Guardate questo delicato anellino d’oro con turchese. Difficile credere che possa suscitare clamore, polemiche, discussioni, e persino risvegliare un rigurgito di quella mai del tutto celata rivalità esistente tra statunitensi e “madrepatria”. Ma questo è proprio quanto è accaduto.

Questo anello è appartenuto a Jane Austen, e oggi, dopo molti mesi di vivaci dibattiti, ha finalmente trovato la pace e la sua collocazione naturale, accanto a una collana con croce di topazio e a un bracciale di turchesi, nel cottage di Chawton, dove ha sede il Jane Austen’s House Museum.

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Due passi per Austenland: Ieri e oggi

Dopo aver seguito le orme delle sorelle Hill, concludiamo i nostri Due passi per Austenland con un omaggio a Ellen, l’autrice dei disegni di Jane Austen: i luoghi e gli amici, che accompagnò la sorella Constance nel viaggio fatto anche da noi, più di un secolo dopo, traducendo e annotando un libro che racchiude in sé molte cose: una biografia, un racconto di viaggio e un omaggio a una scrittrice amata, accompagnato da una documentazione visiva che in molti casi ha colto, a beneficio dei lettori futuri, immagini ormai sparite e non più documentabili.
Qui però vogliamo evidenziare visivamente, come abbiamo già fatto con le parole scrivendo gli articoli su questo viaggio austeniano, alcuni dei luoghi che sono tuttora visibili e che sono ancora com’erano quando li ritrasse Ellen Hill un secolo fa.

Nei due secoli che ci separano dalla morte di Jane Austen (il bicentenario verrà celebrato nel 2017) il mondo è molto cambiato, in tutti i sensi, ma il lettore curioso di scoprire quanto è rimasto dei luoghi in cui trascorse la sua vita, e che immortalò in modo più o meno diretto nelle sue opere, non resterà deluso: c’è ancora molto di quel mondo, se solo si riesce a far viaggiare la fantasia e a far scomparire gli inevitabili segni del tempo.
E ricordiamoci che, come dice Emily Dickinson nell’epigrafe che abbiamo inserito nel libro:

Non c’è vascello che eguagli un libro
Per portarci in terre lontane

nel tempo e nello spazio.

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