Jane Austen… in un tweet!

JA-in-un-Tweet-bigCarissimi lettori di JASIT, speriamo vi stiate godendo un po’ di sano riposo! Che siate stesi sotto l’ombrellone o ancora chiusi in ufficio, o a casa, in attesa che smetta di piovere, stuzzicate la vostra ironia “austeniana” partecipando al nostro gioco su Twitter:

JANE AUSTEN… IN UN TWEET!

In un tweet, scrivete un vostro pensiero brillante su Jane Austen, le sue opere o i suoi personaggi – di settimana in settimana vi suggeriremo un tema!

Taggateci usando @janeaustenitaly e unite l’hashtag #JASITg, e vi rimarranno 115 caratteri per esprimere la vostra idea!

(Ad esempio: @janeaustenitaly #JASITg Quando le chiesero cosa volesse fare da grande, la futura Mrs. Bennet rispose: “la suocera”)

Aspettiamo una viva partecipazione e a alla fine dell’estate pubblicheremo i tweet più interessanti! Buone vacanze a tutti!

La signora dell’anello

_72967609_janeausten'sringetc22Guardate questo delicato anellino d’oro con turchese. Difficile credere che possa suscitare clamore, polemiche, discussioni, e persino risvegliare un rigurgito di quella mai del tutto celata rivalità esistente tra statunitensi e “madrepatria”. Ma questo è proprio quanto è accaduto.

Questo anello è appartenuto a Jane Austen, e oggi, dopo molti mesi di vivaci dibattiti, ha finalmente trovato la pace e la sua collocazione naturale, accanto a una collana con croce di topazio e a un bracciale di turchesi, nel cottage di Chawton, dove ha sede il Jane Austen’s House Museum.

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Due passi per Austenland: Ieri e oggi

Dopo aver seguito le orme delle sorelle Hill, concludiamo i nostri Due passi per Austenland con un omaggio a Ellen, l’autrice dei disegni di Jane Austen: i luoghi e gli amici, che accompagnò la sorella Constance nel viaggio fatto anche da noi, più di un secolo dopo, traducendo e annotando un libro che racchiude in sé molte cose: una biografia, un racconto di viaggio e un omaggio a una scrittrice amata, accompagnato da una documentazione visiva che in molti casi ha colto, a beneficio dei lettori futuri, immagini ormai sparite e non più documentabili.
Qui però vogliamo evidenziare visivamente, come abbiamo già fatto con le parole scrivendo gli articoli su questo viaggio austeniano, alcuni dei luoghi che sono tuttora visibili e che sono ancora com’erano quando li ritrasse Ellen Hill un secolo fa.

Nei due secoli che ci separano dalla morte di Jane Austen (il bicentenario verrà celebrato nel 2017) il mondo è molto cambiato, in tutti i sensi, ma il lettore curioso di scoprire quanto è rimasto dei luoghi in cui trascorse la sua vita, e che immortalò in modo più o meno diretto nelle sue opere, non resterà deluso: c’è ancora molto di quel mondo, se solo si riesce a far viaggiare la fantasia e a far scomparire gli inevitabili segni del tempo.
E ricordiamoci che, come dice Emily Dickinson nell’epigrafe che abbiamo inserito nel libro:

Non c’è vascello che eguagli un libro
Per portarci in terre lontane

nel tempo e nello spazio.

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Mansfield Park: determinare le intenzioni autorali

Nell’articolo che segue, tradotto dall’originale apparso nel 2005 nella rivista “Persuasions on-line”, l’autrice affronta diverse questioni, sia riguardanti in generale l’interpretazione delle opere letterarie, sia legate in modo specifico a Mansfield Park, mettendo particolarmente in luce quelli che definisce “azzardati fraintendimenti”, derivanti da letture che tendono a cercare nel testo non quello che effettivamente c’è, ma ciò che si desidera trovare in esso.

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Mansfield Park: determinare le intenzioni autorali
di Melissa Burns
V.26, NO.1 (Winter 2005)

Se già non lo è, dovrebbe essere una verità universalmente riconosciuta che l’interpretazione letteraria richieda da parte del critico un alto grado di diffidenza. Il problema di determinare le intenzioni autorali è quasi insolubile in assenza dell’autore, eppure resta lo scopo ultimo dell’analisi letteraria. Il campo degli studi letterari ha avuto negli anni ’60 una svolta radicale nel riflettere e analizzare la letteratura, con l’emergere di nuove scuole storiografiche dell’analisi letteraria (post-strutturalismo, post-colonialismo e femminismo inclusi), che sono diventate dominanti in questo campo per studiosi e studenti universitari. Queste scuole di pensiero si sono talmente avvicinate a uno degli estremi dello spettro interpretativo, che non solo hanno oscurato l’autore rispetto al testo, ma lo hanno del tutto eliminato. Mentre consentono ai lettori di determinare l’applicabilità a un testo dato, si tengono lontane dal tentativo di scoprire qualsiasi intento autorale originale. È difficile credere che uno scrittore, specialmente uno scrittore del diciannovesimo secolo, si sedesse a scrivere un romanzo di quattrocento pagine senza avere delle specifiche intenzioni, e che non sia uno degli scopi del lettore cercare di scoprire quali possano essere state le probabili intenzioni dell’autore.

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Due passi per Austenland: la Londra di Jane Austen

Mappa di Londra, 1814

La città di Londra in una mappa del 1814 (fonte: mapco.net)

Leggendo le lettere e le biografie familiari, siamo consapevoli che Jane Austen non condusse affatto quella vita ritirata che ancora oggi troppo spesso viene evocata quando si parla di lei, bensì viaggiò molto, anche se non nel senso moderno del termine.
Se è vero, infatti, che non uscì mai dai confini della sua patria, è altrettanto vero che, in un’epoca in cui gli spostamenti erano più lenti e faticosi (un viaggio in carrozza metteva alla prova anche il fisico più robusto), Jane Austen non perdeva occasione per andare a trovare amici e parenti anche al di fuori della contea in cui dimorava: moltissimi sono i luoghi dell’Inghilterra in cui mise piede anche solo per pochi giorni o settimane, e che in molti casi sono diventati scenari ideali per le vicende dei suoi personaggi romanzeschi – come ricorda la biografia in forma di diario di viaggio Jane Austen. I luoghi e gli amici di Consance Hill, edita da Jo March Agenzia Letteraria, a cura di JASIT, alla quale ci ispiriamo per la nostra serie di articoli dedicati ai luoghi austeniani.
Oggi, concludiamo questa serie di articoli sulle strade di Austenland approdando alla capitale del Regno Unito, Londra.

Miss Austen cominciò presto a frequentare Londra, dato che di frequente trascorreva là alcuni giorni durante i viaggi tra lo Hampshire e il Kent.
(Constance Hill, “Jane Austen. I luoghi e gli amici”, incipit cap. XIX)

La presenza di Jane Austen a Londra è una costante della sua vita poiché ebbe molte e svariate occasioni di recarvisi e soggiornarvi nel corso degli anni, e ancora oggi i luoghi in cui andare a cercarne le tracce sono più numerosi di quanto si possa credere.

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Novità: Jane Austen’s country life di Deirdre Le Faye (ed. Frances Lincoln)

jane_austen_country_life-le_faye-2Uno degli obiettivi di JASIT è fornire aggiornamenti sulle novità editoriali riguardanti Jane Austen in lingua italiana. Oggi, però, facciamo un’eccezione perché esce, in lingua inglese, la nuova opera di un’esperta austeniana tra i più autorevoli al mondo, Deirdre Le Faye. Il libro si intitola “Jane Austen’s country life – Uncovering the rural backdrop to her life, her letters and her novels” (La vita di campagna di Jane Austen – Alla scoperta del contesto rurale nella sua vita, nelle lettere e nei romanzi) e non potevamo esimerci dal renderne conto anche qui.

Jane loved the country, and her delight in natural scenery was such that she would sometimes say she thought it must form one of the joys of heaven
(Jane amava la campagna, e traeva un tale piacere dal paesaggio naturale che a volte diceva di pensare che dovesse essere una delle gioie del Paradiso.)
Deirdre Le Faye

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Uno sguardo su “I Watson”

Leggere – e rileggere – il frammento che ci è rimasto di The Watsons ci fa sempre pensare a quanto sia un peccato che Austen non abbia continuato la narrazione. Il suo ottimo stile, i dialoghi brillanti, nonché le ampie prospettive che queste poche pagine ci aprono sul carattere e sulle vicende dei personaggi, ci presentano infatti una storia potenzialmente interessantissima, e forse molto diversa (forse un po’ più cinica?) rispetto ai luminosi Orgoglio e pregiudizio o Emma, che da quest’opera eredita il nome della sua eroina.

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Jane Austen e la poesia

Le sue letture erano molte estese in storia e belle lettere, e la sua memoria estremamente tenace. I suoi scrittori morali prediletti erano Johnson per la prosa e Cowper per la poesia.
(Henry Austen, Nota biografica sull’autore, 1817)

Tra i suoi scrittori preferiti, i primi posti erano occupati da Johnson per la prosa, Crabbe per la poesia, e Cowper per entrambe. [...] Adorava Crabbe, forse per una certa somiglianza con lei nei dettagli più minuti e finemente cesellati, e talvolta diceva, per gioco, che se mai si fosse sposata avrebbe voluto diventare Mrs. Crabbe, guardando all’autore come a un’idea astratta, senza conoscerlo e senza curarsi di che tipo d’uomo fosse. Lo Scott poeta le piaceva moltissimo; non visse abbastanza da conoscere molto dei suoi romanzi.
(James Edward Austen-Leigh, Ricordo di Jane Austen, 1870, cap. V)

Così il fratello e il nipote di Jane Austen descrivevano le sue preferenze poetiche, ed entrambe le testimonianze risultano sicuramente attendibili, visto che proprio William Cowper (1731-1800), George Crabbe (1754-1832) e Walter Scott (1771-1832) sono tra i poeti maggiormente citati nelle lettere e nelle opere.

crabbe

George Crabbe

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Jane Austen incontra Doctor Who? – Il TARDIS realizza il sogno di ogni Janeite!

Austen - Doctor Who Quote

È una verità universalmente riconosciuta che un Pazzo in possesso di una Cabina Blu debba avere bisogno di una Compagna.

Cari lettori di JASIT,
vi starete chiedendo cosa può unire nel medesimo titolo la più amata scrittrice inglese di tutti i tempi e il personaggio – enigmatico per definizione – della più longeva delle serie TV fantascientifiche, dato che, a prima vista, sembrano avere in comune soltanto l’identità very british.
Da Janeite e Whovian (definizione che individua gli appassionati di Doctor Who?) mi diverto a trovare connessioni tra questi due ‘mondi’ apparentemente distanti: da un lato, la lontana, immutabile campagna inglese raccontata da Miss Austen; dall’altro, l’avventuroso, relativista, fantascientifico spazio-tempo di Doctor Who. Un incontro impossibile, direte, ma non quando lo spazio e, soprattutto, il tempo, entrano in gioco!

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