Speakers’ Corner n°2: fine lavori

speakerscorner-austenwomenCari lettori e scrittori,

siamo giunti alla conclusione del nostro “convegno virtuale”: quattro giorni in cui abbiamo pubblicato otto contributi che ci hanno permesso di avere, pur nel limitato spazio concesso dalla regola delle mille parole, un’ampia panoramica di pensieri e considerazioni sul tema: “Da Elizabeth a Fanny: il variegato universo delle giovani donne austeniane”.

Di seguito trovate i link agli articoli che hanno reso vivo e interessante il nostro convegno:

Romina Angelici, Da Elizabeth a Fanny: le eroine di Jane Austen
Giuseppe Ierolli, Ma le eroine di Jane Austen si fanno la barba?
Roberta Ingrao, Dedicato ad Anne Elliot
Lucia D’Alessandro, Le eroine di Jane Austen
Clara Gotto, La maturazione personale delle giovani donne austeniane
Benedetta Lorenzoni, Che donne! Brevi considerazioni sulle protagoniste di Jane Austen
Elisa Zirotti, Fanny Price: qual è il suo carattere? È seria? È strana? È ritrosa?
Mara Barbuni, Comicità, il tuo nome è Harriet 

Ringraziamo tutti coloro che hanno accolto il nostro invito, e anche chi ha partecipato o vorrà partecipare al dibattito nei commenti.

Speriamo di poter ripetere presto questa stimolante esperienza!

Comicità, il tuo nome è Harriet

Chiude la seconda edizione dello Speakers’ Corner una riflessione firmata da Mara Barbuni.

Le protagoniste dei romanzi di Jane Austen sono caratterialmente molto diverse l’una dall’altra e si ritrovano a vivere esperienze che le rendono uniche e ben riconoscibili. Se dovessi assegnare a ciascuna di loro un epiteto — in una sorta di stile omerico, per così dire — sarei tentata di chiamarle: “Elinor la saggia”, “Marianne l’impulsiva”, “Elizabeth l’indipendente”, “Fanny la silenziosa”, “Emma la sognatrice”, “Catherine la credulona” e “Anne la nostalgica”. C’è però un personaggio femminile secondario che più di tutte le altre giovani donne austeniane si merita l’appellativo di “la comica”: è Harriet Smith.

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Fanny Price: qual è il suo carattere? È seria? È strana? È ritrosa?

Per il nostro Speakers’ Corner, Elisa Zirotti si interroga sulla protagonista di Mansfield Park.

Fanny è introversa.
Dal punto di vista psicologico, secondo Jung, “mentre il tipo estroverso si rapporta sempre prevalentemente a ciò che gli arriva dall’oggetto, l’introverso si rapporta sempre prevalentemente all’effetto prodotto sul soggetto dall’impressione esterna” e “tra la percezione dell’oggetto e la propria azione, frappone un’opinione soggettiva che impedisce alle azioni di assumere un carattere corrispondente al dato oggettivo” (cit. da C.G. Jung, Tipi psicologici) .

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Che donne! Brevi considerazioni sulle protagoniste di Jane Austen

Dallo Speakers’ Corner ecco l’intervento di Benedetta Lorenzoni.

Che belle le figure femminili di Jane Austen!
La mia preferita è Elizabeth: vivace, indipendente, intelligente, ironica, è una donna fresca e che, se fosse reale, rimarrebbe giovane anche da anziana. Una degna compagna per un uomo come Mr. Darcy, che desidera una donna stimolante, che lo aiuti a crescere. Non è troppo bella, non corrisponde a stereotipi, di allora e di oggi. Una donna alternativa, singolare, con una personalità. La troviamo nel romanzo giovanile di JA non a caso, a mio parere: delineata da una ventunenne (esattamente l’età di Lizzie) che io immagino acuta ed entusiasta come il suo personaggio. Eppure Lizzie non è poco realistica, vede il mondo e i suoi difetti con lucidità, senza illusioni ma senza cinismo: e io immagino la sua creatrice come il suo personaggio. Chissà se era veramente così.

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La maturazione personale delle giovani donne austeniane

Oggi presentiamo il contributo di Clara Gotto, che esplora come le personalità delle giovani donne austeniane maturino nel corso dei romanzi. 

Non sono una professionista quindi scriverò un commento assolutamente soggettivo che nasce dalle suggestioni che Jane Austen mi ha lasciato attraverso i suoi scritti. La caratterizzazione dei personaggi e la coerenza delle loro azioni è a mio parere ciò che rende credibili e ancora oggi attuali i romanzi di cui parliamo. Il panorama femminile presentato dalla Austen è molto vasto e vengono ritratti molti caratteri femminili diversi, fra protagoniste e figure secondarie.

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Le eroine di Jane Austen

Lo Speakers’ Corner è ora occupato da Lucia D’Alessandro, che condivide con noi la profondità dei suoi pensieri sulle eroine di Jane Austen. 

Quando ho letto dell’opportunità di poter scrivere delle amatissime eroine di Jane Austen, l’entusiasmo e la felicità sono state grandi. Così mi sono comodamente seduta davanti al mio pc, armata di tutto l’amore per questa scrittrice e della ferma intenzione di dare il meglio per elogiare, a giusta ragione, le giovani donne di sua creazione. Continue reading

Dedicato ad Anne Elliot

Per lo Speakers’ Corner, Roberta Ingrao dedica il suo articolo alla sua eroina austeniana preferita, Anne Elliot.

L’eroina austeniana che in assoluto amo di più è Anne Elliot di Persuasione. Un animo timido, sensibile, e remissivo. Seppur dotata di una profonda intelligenza e buon senso, Anne non riesce mai a farsi valere con i suoi familiari e accetta docilmente i consigli che Lady Russell le propina. In Anne, così come in altri personaggi della Austen, “l’essenziale è invisibile agli occhi”, perché dietro un’apparenza a prima vista insignificante, si nasconde una donna di grande valore, che serba in sé forza e coraggio.

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Ma le eroine di Jane Austen si fanno la barba?

Continuiamo la nostra sessione dello Speakers’ Corner con un articolo del nostro Giuseppe Ierolli.

Spesso si sente dire, o si legge, che Jane Austen ha sempre scritto più o meno lo stesso romanzo: fanciulle in cerca di marito, che alla fine lo trovano e si sposano felicemente, dopo aver subito qualche piccolo contrattempo. Ma è proprio così? Ovviamente no.

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Da Elizabeth a Fanny: le eroine di Jane Austen

Benvenuti alla seconda edizione dello Speakers’ Corner di JASIT. Apriamo i lavori con un contributo di Romina Angelici. 

Si è sempre tentati di immedesimare l’autrice di un libro con le sue eroine perché si ritiene che l’esperienza diretta di emozioni e sentimenti possa essere cucita meglio addosso al personaggio. Ma Jane Austen, una che livellava tutto, che stava attenta a che tutte le apparenze fossero salvate e che nulla fosse fuori posto, difficilmente potrebbe essere stata indotta a scrivere di sé, sapendo oltretutto che il pubblico a cui le sue storie erano destinate era la sua stessa cerchia familiare e amicale per i quali la sua non sarebbe stata altro che una incauta confessione.

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Speakers’ Corner n°2: apertura lavori

speakerscorner-austenwomenBuongiorno e bentornati nel nostro Speakers’ Corner, una sorta di “convegno virtuale” durante il quale potremo leggere le riflessioni dei lettori di JASIT sul tema: “Da Elizabeth a Fanny: il variegato universo delle giovani donne di Jane Austen“. 

A partire dalle prossime ore e fino a giovedì 18 dicembre potrete trovare qui pubblicati i contributi che abbiamo ricevuto, in quest’ordine:

15 dicembre
Romina Angelici, Da Elizabeth a Fanny: le eroine di Jane Austen
Giuseppe Ierolli, Ma le eroine di Jane Austen si fanno la barba?

16 dicembre
Roberta Ingrao, Dedicato ad Anne Elliot
Lucia D’Alessandro, Le eroine di Jane Austen 

17 dicembre
Clara Gotto, La maturazione personale delle giovani donne austeniane 
Benedetta Lorenzoni, Che donne! Brevi considerazioni sulle protagoniste di Jane Austen 

18 dicembre
Elisa Zirotti, Fanny Price: qual è il suo carattere? È seria? È strana? È ritrosa?
Mara Barbuni, Comicità, il tuo nome è Harriet

Vi auguriamo buone letture e aspettiamo i vostri commenti per stimolare il dibattito!